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domenica 16 giugno 2013

EVOTAPE: DOPO IL RITORNO ALLA PRODUZIONE, LUNEDì I LAVORATORI INCONTRANO LE ISTITUZIONI






A riapertura della ex Manuli-Evotape di Santi Cosma e Damiano è diventata
un caso nazionale, che ha
concentrato su di se le attenzioni di politici, amministratori e media, ed ora,
nello stabilimento di via
Porto Galeo, arriva il neo
assessore regionale al lavoro Lucia Valente, che lunedì
prossimo sarà ospite insieme ai quattro sindaci del
sud pontino Vincenzo Di
Siena (Santi Cosma e Damiano), Castelforte (Patrizia Gaetano), Minturno
(Paolo Graziano) e Sandro
Bartolomeo (Formia). Un
incontro che, in pratica,
suggellerà l'avvio ufficiale
della fabbrica, che ha già
ripreso a produrre, dopo lo
stop per fallimento dell'Evotape. Ciò grazie alla volontà di un gruppo di operai,
che si sono costituiti in cooperativa ed hanno ottenuto
dal curatore fallimentare il
fitto dello stabilimento, ora
completamente rimesso a
nuovo. «Già stiamo lavorando da diverso tempo -ha
detto Pasquale Olivella,
presidente della Mancoopgrazie a commesse italiane
ed estere che abbiamo ricevuto. Già abbiamo operato
le prime assunzioni e, grazie anche alle ordinazioni
che riceveremo, amplieremo il nostro organico. Il
ciclo produttivo è iniziato
da due mesi, ma la nostra
crescita sarà graduale; il
tutto è avvenuto per la nostra voglia di ricominciare,
nonostante l'assenza delle
istituzioni. Certo abbiamo
suscitato clamore, in quanto abbiamo riaperto un'azienda fallita e in un momento in cui tantissimi altri
stabilimenti chiudono».
L'incontro di lunedì (inizio
ore 10,30) avrà come tema
la situazione occupazionale
e prospettive future di lavoro nel sud pontino. Si parlerà di quanto è avvenuto alla
ex Evotape.

DA LATINA OGGI DEL 15.6.13

martedì 12 febbraio 2013

RIFIUTI: IL TAR BOCCIA IL DECRETO CLINI, NIENTE RIFIUTI A CASTELFORTE




Pare che il TAR stia mettendo la parola fine all’allarme relativo a Castelforte, impresa CSA, come sito di smaltimento dei rifiuti di Roma: troppe, però, sono le domande alle quali nessuno ha risposto, così come sono troppe le affermazioni dei politici locali e provinciali che necessitano di chiarimenti, se a queste domande uniamo anche i sibillini riferimenti dell’imprenditor-sindacalista Pasquale Olivella,  quando si richiama ai Beati Pauli, certamente il quadro diventa ancora più oscuro.
Se a tutto ciò si unisce la certezza che l’impresa CSA è quella che gestisce il ciclo raccolta-smaltimento rifiuti in tre comuni importanti del sud pontino, come Castelforte, Santi Cosma e Damiano e Spigno Saturnia, sembra doveroso che la classe politica locale dia chiarimenti, piuttosto che insinuare dubbi, dia luce, piuttosto che intorbidire ancorpiù le acque.
Per parte nostra cercheremo di ricostruire l’intera vicenda, partendo proprio dalla decisione del TAR laziale di sospendere l’efficacia del decreto Clini, scongiurando anche giuridicamente  quello che nella sostanza l’impresa CSA non avrebbe potuto mai fare, cioè trattare i rifiuti di Roma! (mdc)


IL Tar del Lazio ha sospeso il
decreto del ministro dell'Ambiente Clini per la gestione
dei rifiuti a Roma, che impone il trattamento di una parte
dei rifiuti della capitale negli
impianti di altre province del
Lazio. Il Tar ha fissato al 6
giugno 2013 la decisione sul
merito dei ricorsi. Immediata
la dichiarazione del sindaco
di Roma, Gianni Alemanno.
«La decisione dei giudici
amministrativi del Tar che
sospende il decreto ministeriale con il quale si imponeva
il trattamento dei rifiuti a
Colfelice, rappresenta motivo di grande preoccupazione
per l’Amministrazione capitolina. Il Ministro Clini ha
già spiegato le ragioni tecniche che hanno motivato
l’emanazione del decreto;
per parte nostra, la Giunta ha
recentemente deliberato che i
rifiuti di Roma, Ciampino e
Città del Vaticano, dopo il
trattamento negli impianti laziali, siano smaltiti nel comprensorio di Roma Capitale e
non nei territori dove sono
collocati tali impianti. Gli
sforzi per aumentare la raccolta differenziata che l’Am -
ministrazione ha messo in
campo per raggiungere
l’obiettivo di legge e l’impe -
gno dei cittadini per differenziare i rifiuti, rischiano di
essere vanificati dalla decisione del Tar che non tiene
evidentemente conto della
complessità della situazione
e della mancanza di alternative alle soluzioni individuate
dal Patto per Roma e dal
successivo decreto ministeriale».
Dal sindaco di Roma, Alemasnno, a Guglielmo Abbondati, capolista di Sinistra
ecologia libertà al Consiglio
regionale del Lazio. «La sospensione arrivata dal Tar al
decreto Clini, evita la migrazione dei rifiuti di Roma verso le altre province del Lazio.
Una soluzione inaccettabile
quella di far pagare ad altre
comunità il fallimento della
gestione del ciclo dei rifiuti
di Roma Capitale. Le verifiche del Noe agli impianti di
trattamento - dice Abbondati
- sono un ulteriore elemento
a conferma della fondatezza
delle inchieste che la magistratura da tempo ha aperto
sulla gestione di alcuni di
questi impianti. C’è un quadro allarmante di illegalità
che ha prodotto la saturazione delle discariche, dove
continuano ad essere interrate migliaia di tonnellate di
rifiuti non trattati - conclude
Abbondati - In questo quadro
l’idea di mandare i rifiuti
all’estero sarebbe solo la
La principale stazione
della Capitale
ROMA TERMINI
Regione Lazio
conferma che questa regione
ha alzato bandiera bianca,
perdendo la battaglia della
legalità. Cosi facendo pagheremo il doppio prezzo di
esportate mondezza in Europa e di pagare a breve le
pesanti multe che Bruxelles
sta per notificare al Lazio».
«La sospensiva decisa oggi
dal Tar sul decreto ministeriale per lo smaltimento dei
rifiuti è in realtà l’ennesima
certificazione del fallimento
del duo Polverini-Alemanno.
Si continua a parlare di discariche, di esportare altrove i
rifiuti di Roma, quando, in
realtà bisognerebbe capovolgere il problema: promuovere la riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata porta a
porta in tutta la Regione,
creare una filiera virtuosa per
il riciclaggio. Questo abbiamo provato a fare, con Zingaretti, nella provincia di Roma
e i risultati sono sotto gli
occhi di tutti. Al contrario
Alemanno e Polverini hanno
nascosto la testa sotto la sabbia, preferendo affidare le loro responsabilità a un commissario. Come non capire
l’indignazione dei cittadini?
La politica deve prendersi le
sue responsabilità, non lasciare la patata bollente nelle
mani di un prefetto. Noi lo
faremo. E seguendo la strada
virtuosa della raccolta porta a
porta e del riciclaggio, i rifiuti da gettare in discarica diventeranno una questione del
tutto marginale», queste invece le dichirazioni di Flavia
Leuci, candidata alla Regione nella lista del Pd.
da latina oggi del 10.2.13

sabato 2 febbraio 2013

EX EVOTAPE: SULLA CASSA INTEGRAZIONE è SCONTRO TRA I SINDACATI UFFICIALI E L'EX SINDACALISTA CHE FA L'IMPRENDITORE!







PRIMI sviluppi e prime

reazioni alle decisioni

della curatela dell'Evotape di Santi Cosma e Damiano, che, come è noto,

ha chiesto a tutti gli operai

licenziati, nessuno escluso, la rinuncia alla indennità di preavviso, per poter poi eventualmente riconoscere la cassa

integrazione in deroga ai

129 lavoratori per altri

quattro mesi.

Ieri il segretario provinciale della Filctem Cgil,

Dario D'Arcangelis, ha

invitato tutti i lavoratori

per il primo febbraio presso l'Auditorium di Santi

Cosma e Damiano, per

valutare se esistono le

condizioni per la rinuncia

di tutti gli operai della

indennità di preavviso,

che annunciava il licenziamento e la messa in

mobilità delle maestranze

dopo il 31 dicembre

2012.

Una convocazione che

non convince i 53 soci

della cooperativa Mancoop, che, come è risaputo, stanno per partire col

ciclo produttivo di nastri

isolanti, i quali hanno annunciato la loro indisponibilità a presenziare, almeno sino a che non sar a n n o   t u t t e l e

organizzazioni sindacali a

muoversi. «Sembra strano

- ha detto il presidente

della Mancoop, Erasmo

Pasquale Olivella - che il

21 gennaio scorso tutte le

sigle sindacali avevano

sottoscritto l'istanza, presentata al Tribunale di Latina, circa la richiesta di

concessione in deroga

della Cig. I rappresentanti

dei vari sindacati parteciparono all'incontro in Regione e furono concordi

nel presentare l'istanza,

dopo che il curatore fallimentare aveva rimarcato

che era necessario sentire

il parere del giudice fallimentare».

Parere che, per ora, è

stato negativo, almeno sino a che tutti i 129 operai

non rinuncino alle indennità di preavviso.

«Ora - ha continuato

Olivella - soltanto la Cgil

ha convocato l'assemblea

dei lavoratori; perchè? Se

la situazione rimarrà questo i soci della Mancoop

non si presenteranno».

Lo stesso Olivella ha poi

precisato che dopo un incontro con la Polverini ha

ricevuto rassicurazioni

dal Governatore del Lazio

uscente di

non aver mai

preso impegni, a livello

a m i c h evo l e ,

circa la concessione della Cig in deroga per altri

quattro mesi. «Ci ha detto

- ha aggiunto Olivella -

che la Regione concederà

quanto è previsto dalle

leggi in materia». Intanto

prosegue la preparazione

relativa alla riapertura

della fabbrica di Santi

Cosma e Damiano, le cui

macchine cominceranno

a produrre dal primo marzo prossimo. La Mancoop, anzi, ha annunciato

che la settimana prossima

tre imprenditori si incontreranno coi soci della

cooperativa per trovare un

accordo per la crescita

dello stabilimento, che

potrebbe così puntare ad

essere uno dei maggiori

in campo nazionale.

mercoledì 30 gennaio 2013

EX EVOTAPE: CASSA INTEGRAZIONE NEGATA SE I LAVORATORI NON RINUNCIANO ALL'INDENNITà DI PREAVVISO







NON sarà possibile riconoscere
la cassa integrazione in proroga
agli ex lavoratori della Evotape
di Santi Cosma e Damiano senza la rinuncia di tutti gli operai,
nessuno escluso, alla indennità
di preavviso. Questo è quanto ha
comunicato l'altro ieri il curatore fallimentare della ex Evotape,
Vincenzo Manciocchi, alle organizzazioni sindacali che il 21
gennaio scorso avevano depositato presso la cancelleria del Tribunale di Latina un'istanza inerente la concessione della CIG
in deroga ai 131 operai licenziati. Il giudice fallimentare del
Tribunale di Latina, Antonio
Lollo, con provvedimento del
25 gennaio scorso ha stabilito
che la curatela, prima di procedere alla richiesta di un incontro
presso la Regione Lazio finalizzato alla sottoscrizione dell'accordo per la proroga della CIG
in deroga (accordo che presuppone la revoca dei licenziamenti
intimati), dovrà preliminarmente acquisire le rinunce di tutti i
lavoratori, nessuno escluso, alla
indennità di preavviso. Quest'ultima fu inviata il 9 agosto
scorso e si annunciava che al 31
dicembre tutti gli operai sarebbero stati licenziati e messi in
mobilità. Ed in verità, nel corso
di un incontro, a cui parteciparono pure i sindaci, l'ex sindacalista e attuale presidente della
Mancoop (la cooperativa comprendente 53 ex operai Evotape
che ha fittato un capannone e dei
macchinari per riprendere la
produzione di nastri adesivi)
Erasmo Pasquale Olivella rimarcò che era necessario bloccare la procedura di mobilità,
per poter ottenere una nuova
Cig. Ciò era già successo in
precedenza, con l'ottenimento in
una settimana circa di altri sei
mesi di Cig, con l'iter che era
stato seguito dallo stesso Olivella e da altri sindacalisti. Il giudice fallimentare, ora, attenendosi
a quanto previsto dalle norme
vigenti, vuole acquisire le rinunce dei lavoratori, nessuno escluso. Per questo il curatore fallimentare ha invitato i sindacati a
verificare ed acquisire la disponibilità di tutti i 129 lavoratori
della Evotape licenziati a sottoscrivere un eventuale accordo
per la rinuncia all'indennità. Solo il mancato accordo di un singolo lavoratore non potrà rendere possibile alcun accordo regionale. Un incontro in Regione si
era tenuto il 18 gennaio scorso
tra le organizzazioni sindacali, il
curatore fallimentare dell'Evotape e la Regione, che aveva dato
l'ok alla Cig. Ma in quella circostanza fu sottoscritto il verbale
di incontro, nel quale si prendeva atto che il curatore fallimentare si riservava una risposta in
attesa delle decisioni del giudice
fallimentare Lollo, giunte l'altro
giorno.

giovedì 24 gennaio 2013

EX EVOTAPE: PRONTI ALLA RIPARTENZA!







IL primo marzo la fabbrica ex Manuli
dovrebbe far ripartire le macchine. Questo
dovrebbe essere il giorno dell'apertura
ufficiale dello stabilimento dove per anni
si sono prodotti nastri adesivi. Ieri l'assemblea dei soci
della Mancoop, la cooperativa di 52 soci che si è attivata
per riprendere la produzione,
ha dato l'ok ai contratti di
fitto. E' stato il presidente
della Mancoop, Erasmo Pasquale Olivella, che ieri ha
presentato ufficialmente il
piano ai soci, che hanno dato
il loro consenso alla presentazione dei due contratti di
fitto. «L'assemblea - ha detto
Olivella ha approvato all'unanimità due contratti: quello del fitto dei capannoni dell'ampiezza di dodicimila
m.q. e il fitto dei macchinari,
che comprendono 5 taglierine e 7 carrelli. Inoltre abbiamo avuto in comodato d'uso
dall'azienda Margi altre due taglierine ed
altre due macchine». Per il fitto dei macchinari la cooperativa pagherà alla curatela 30mila euro l'anno, più 12mila per il
fitto dei locali. «In settimana porteremo i
contratti alla curatela per la firma. Nel
mese di febbraio provvederemo a tutte le
volture di acqua, luce, gas e chiederemo
alla stesa curatela di poter partire il prossimo primo marzo. L'assemblea di ieri,
inoltre, ha approvato anche un'altra questione importante. Infatti abbiamo intenzione, in un secondo momento, di chiedere alla curatela il fitto della spalmatrice
hotmel, che ci permetterà la verticalizzazione e l'incremento della nostra attività,
che, in questo caso, potrebbe diventare
una media azienda, con la necessità di
poter avere bisogno di altra mano d'opera.
Facciamo i passi giusti, ma mettendoci
ancora i nostri sacrifici e i nostri soldi.
Alle istituzioni non chiediamo nulla di
particolare, se non ciò che
prevedono le norme vigenti.
Una cosa vogliamo ricordare
a tutti e cioè che la provincia
di Latina finisce a Castelforte
e non a Terracina o Fondi».
Olivella poi ha voluto rimarcare il fatto che la cooperativa
non è chiusa in se stessa, ma
aperta alla collaborazione.
«Ieri il consiglio di amministrazione ha approvato la richiesta di ingresso di un operaio e quindi ora la cooperativa è formata da 53 soci.
Questo dimostra che noi non
puntiamo sull'assistenzialismo, ma abbiamo costituito
una cooperativa che vuol lavorare, cosa che invece
avrebbero dovuto fare le istituzioni. Circa la Cig in deroga, in questi giorni se ne sono sentite di
tutti i colori. Ribadisco che la Cig non
viene concessa per amicizie o conoscenze
politiche, ma in base a dei diritti che hanno
i lavoratori. Vorrei solo ricordare che tutti
i 131 operai della ex Evotape, ormai
scomparsa, siamo in mobilità e quindi il
nostro è uno status da disoccupati».

venerdì 18 gennaio 2013

POLEMICA FRAGASSO - OLIVELLA: C'è CONFUSIONE NEL RUOLO CHE OLIVELLA IMPERSONA, A RIMETTERCI SONO I LAVORATORI CHE NON FANNO PARTE DELLA COOPERATIVA.






«LE parti sindacali, fatta eccezione per la Cisl, non stanno
facendo niente per tutelare i
lavoratori della
ex Evotape, anzi stanno mettendo i bastoni
tra le ruote per
non arrivare alla CIG in deroga, tanto che la
Cgil ha scatenato una guerra
tra poveri, dividendo gli operai in guelfi e
g h i b e l l i n i » .
Antonio Fragasso, coordinatore di Diritti
e Libertà, lo
s ch i e ra m e nt o
nato dopo la
fuoriuscita dall'Idv, va giù duro e punta l'indice contro il
segretario provinciale della
Cgil Dario D'Arcangelis e il
presidente della Mancoop Pasquale Olivella, che, a suo dire,
difenderebbero gli interessi di
una parte dei lavoratori, e cioè
quelli facenti parte della cooperativa che a breve ripartirà con
la produzione di nastri isolanti.
«Gli altri 82 operai - ha aggiunto Fragasso - sono stati licenziati e sono in mobilità dal
primo gennaio scorso. Se non
viene concessa la CIG in deroga, che la presidente Polverini
si è impegnata a concedere,
sono sull'orlo del baratro. Invece di essere contenti si è scatenato un putiferio con malcontenti da parte della Cgil e qualche forza politica, che si
affannava a dire che la CIG in
deroga era un provvedimento
illegittimo, che la procedura
non era stata rispettata, mettendo sul chi va là sia il curatore
fallimentare che la Regione Lazio». Fragasso poi si rivolge a
Olivella, presidente della Mancoop, chiedendogli se veste i
panni di imprenditore o di sindacalista, se consegue un profitto o difende il lavoro ed i
dipendenti tutti. «Si è messo
d'accordo con il curatore fallimentare - ha proseguito Fragasso - per ottenere il fitto di una
parte dei locali e delle apparecchiature, mentre la curatela può
continuare a fare il proprio lavoro vendendo gli altri macchinari, smembrando il ciclo produttivo». Fragasso ha poi ringraziato la Regione Lazio per
gli impegni presi e per la immediata riconvocazione delle parti
per venerdì prossimo, dopo il
mancato accordo di martedì
scorso, per l'assenza del curatore fallimentare, colpito da un
grave lutto familiare.

MANUNCOOP, OLIVELLA E....OGNI SCUSA è BUONA PER INIZIARE LA CAMPAGNA ELETTRORALE






«ALCUNI politici volevano utilizzare l'area della ex Manuli per
ospitare un inceneritore, ma i loro
piani sono saltati
perchè un gruppo di
operai ha costituito
una cooperativa che
continuerà a far vivere lo stabilimento». Pasquale Erasmo Olivella, presid e n t e   d e l l a
cooperativa Mancoop, che ha preso
in fitto una parte dei
locali e parte delle
a p p a r e c ch i a t u r e
della ex Evotape,
spara a zero contro
alcuni esponenti
della classe politica
locale. Negli ultimi
giorni la questione
della fabbrica di nastri isolanti, dichiarata fallita con
la messa in CIG di tutti gli operai,
è stata al centro del dibattito, in
considerazione dell'incontro previsto stamattina in Regione dove
dovrebbe essere accordata la CIG
in deroga. «In questi giorni -ha
affermato Olivella- stanno parlando tutti, ma credo che sia il
caso di fare chiarezza. Il 9 agosto
del 2011 i 131 operai della Evotape, tra cui il sottoscritto, hanno
ricevuto dal curatore fallimentare
la lettera di licenziamento. Un
gruppo di operai disoccupati, al di
la della CIG, ha pensato di voler
continuare a far parte del mondo
del lavoro, costituendo una cooperativa di 52 soci, che sono tutti
imprenditori. La cosiddetta guerra dei disoccupati la stanno creando alcuni politici
locali, che invece avrebbero il
compito istituzionale di eliminare o almeno ridurre lo stato di
d is o cc u pa zi o ne ,
creando posti di
lavoro. Ed invece c'è chi vuole
prendersi dei
meriti, altri che
in ter ven gon o,
quando la cassa
integrazione che
ci dovrà essere
riconosciuta è
prevista dalle
norme vigenti e
dagli accordi tra
le istituzioni e non dalle amicizie
personali». Olivella è un fiume in
piena e promette che è disposto
anche a fare nomi e cognomi di
coloro che ha definito «Beati
Paoli» e che avrebbero voluto
cambiare destinazione dell'area
della ex Manuli. «Io -ha continuato il presidente della Mancoop- sono il nemico del gruppo
che voleva l'inceneritore, perchè
con la continuità che abbiamo
creato alla fabbrica, insieme agli
altri soci, abbiamo fatto saltare i
piani di qualcuno, che con la scusa della disoccupazione, dopo la
centrale, voleva far realizzare un
altro impianto pericoloso. Questa
mattina tutti quanto ci auguriamo
che venga accordata la CIG, ci
mancherebbe altro, visto che tutti
i soci della cooperativa sono beneficiari della CIG in deroga; ma
noi già guardiamo avanti perchè
vogliamo far crescere questa realtà. La prossima settimana firmeremo col curatore fallimentare il
fitto delle macchine del locale,
ma il consiglio di amministrazione della cooperativa ha deciso di
chiedere al curatore fallimentare
dott. Vincenzo Manciocchi anche
il fitto della spalmatrice Hotmelt
che permetterà la verticalizzazione del sistema, con produzione
fatta proprio da noi, che dovremmo solo reperire la materia prima.
Ci hanno già dato il loro ok Zingaretti, Bersani, Vendola e Ingroia, che cercheremo di portare
nella nostra fabbrica, aperta a tutti
gli altri politici di qualsiasi colore
che volessero proporre le loro
idee per la crescita di una fabbrica
che, nonostante fosse ferma, è
stata sottoposta a manutenzione
dagli operai, i quali da due anni la
stanno piantonando. Il giorno di
Natale eravamo qui ed oggi siamo orgogliosi di poter ricominciare a produrre. Sarebbe opportuno -ha concluso Olivella- che
questo orgoglio si distribuisse su
tutto il territorio, visto che in un
momento di crisi, siamo riusciti a
creare posti di lavoro»