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giovedì 29 novembre 2012

QUANDO LA BARCA AFFONDA...............








L’Udc esce dalla giunta di Renata Polverini e domani mattina i due assessori rassegneranno le dimissioni. “Rimetteremo il mandato nelle mani del presidente”, dice l’assessore dimissionario della regione Lazio al sociale Aldo Forte, rispondendo ai giornalisti a margine di un impegno istituzionale, precisando che lui e l’altro assessore all’urbanistica e vicepresidente della Regione, Luciano Ciocchetti, usciranno dalla giunta. La scorsa settimana in una riunione con il segretario Lorenzo Cesa e il leader Pierferdinando Casini era stata sottolineata la necessità di “una forte discontinuità” rispetto alla compagine di governo regionale. 

giovedì 31 maggio 2012

LEGGE DELEGA AI COMUNI PER LE AUTORIZZAZIONI PAESAGGISTICHE. IL COMMENTO DELLA CETRONE!






Il Consiglio regionale del Lazio

ha approvato a maggioranza

(40 voti favorevoli, 6 contrari,

una astensione) una legge

che delega ai Comuni il rilascio

delle autorizzazioni paesaggistiche,

previste per molti

interventi edilizi.

«La decisione di delegare le

funzioni di autorizzazione

paesaggistica ai Comuni della

regione servirà ad armonizzare

i processi, a decentrare le funzioni

e sburocratizzare quelle

procedure che hanno delle ricadute

in termini sociali ed

economici sul territorio». Così

il presidente del Consiglio regionale

del Lazio, Mario Abbruzzese,

a margine della seduta

d’aula di ieri «Ciò significa

soprattutto risposte

immediate per la collettività.

Ed è per questo che voglio

ringraziare il presidente della

Commissione Urbanistica,

Buonasorte, e tutti i consiglieri

di maggioranza e opposizione

che hanno portato avanti un

ottimo lavoro di coordinamento

attraverso il quale l’Aula ha

deciso di approvare la legge.

Come ha sottolineato l’asses -

sore Ciocchetti, già da tempo i

Comuni svolgono funzioni in

sub delega in materia ambientale.

A lui - ha aggiunto Abbruzzese

- il merito di aver

captato immediatamente l’esi -

genza di formalizzare e ampliare

queste funzioni che aiuteranno

tante imprese ad intraprendere

con maggiore

semplicità le attività imprenditoriali

che servono per poter

incidere sul territorio attraverso

opere urbanistiche. Di particolare

importanza, tra le nuove

deleghe, gli interventi di lieve

entità, quelli previsti dal Piano

Casa che siano realizzabili

previa denuncia di inizio attività,

quelli finalizzati al recupero

dei sottotetti esistenti,

l’istallazione di pannelli solari,

termici e fotovoltaici, opere di

pertinenze e impianti tecnologici,

nuove condotte di fognatura,

idriche, gas e linee elettriche.

Interventi che, interessando

tutta la cittadinanza,

creeranno un immediato riscontro

anche in termini di

sviluppo e di crescita. Sono

norme come queste - ha concluso

Abbruzzese - la risposta

più valida che possiamo dare ai

territori a livello legislativo».

«Fino ad oggi - ha spiegato

l'assessore all'Urbanistica Luciano

Ciocchetti - era la Regione

ad esaminare le domande.

Si tratta di una mole di lavoro

enorme, quando sono stato nominato

assessore erano oltre

6mila le pratiche in attesa. Abbiamo

svolto un'azione importante

per ridurre il tempo di

risposta, adesso sono 2mila le

domande in giacenza, ma non

basta. Con il Piano casa le

richieste sono addirittura in aumento.

Con questa legge deleghiamo

ai Comuni tutte le autorizzazioni

sugli interventi

minori. Ovviamente restano

escluse le operazioni più importanti

che implicano trasformazioni

profonde del territorio.

In pratica, con un'operazione

strutturale, completiamo

il percorso di delega ai Comuni

delle competenze in questa

materia». E' prevista la possibilità

per i Comuni di istituire

apposite commissioni composte

da esperti per esaminare le

richieste. I Comuni più piccoli

potranno esercitare le nuove

funzioni in forma associata.

Alla Regione restano i poteri di

controllo e di vigilanza. In caso

di inadempienza può esercitare

i poteri sostitutivi.

Secondo Roberto Buonasorte

(La Destra), relatore sulla legge,

"con queste norme, in linea

al principio del decentramento

amministrativo, vogliamo

snellire le procedure per favorire

lo sviluppo in un settore,

l'edilizia, che da solo rappresenta

il 32 per cento del Prodotto

interno lordo del Lazio.

Diamo, insomma, risposte

concrete ai cittadini e agli imprenditori

che hanno bisogno

di meno lungaggini burocratiche

e più certezze».

Nel corso del dibattito Marco

Di Stefano (Pd) ha annunciato

il voto favorevole del suo gruppo:

«E' una legge che va nel

senso che da sempre auspichiamo:

trasferire le funzioni

amministrative ai Comuni, per

metterli nelle condizioni di

dialogare direttamente con i

cittadini».

Favorevole anche il Pdl: Pier

Ernesto Irmici ha spiegato che

«si tratta di un passo in avanti

verso la concezione di un'amministrazione

moderna, in particolare

per quanto riguarda i

rapporti fra Regione e Comuni:

un provvedimento indispensabile

per rendere più

semplice lo svolgimento delle

pratiche e avvicinare i cittadini

alle amministrazioni». Di diverso

avviso Angelo Bonelli

(Verdi) che ha espresso forti

perplessità perché «con questo

trasferimento si delegano le

autorizzazioni su funzioni importanti

per la protezione delle

coste, sulle strutture turistiche,

ad esempio, per non parlare

degli interventi sulle varianti ai

Piani regolatori e dei tagli delle

superfici boscate. Si dà un via

libera al rilascio di autorizzazioni

in maniera selvaggia».

Angelo Miele (Lista Polverini)

ha rivendicato «le competenze

dei sindaci e degli enti locali

per quanto riguarda il paesaggio.

Questa è una buona legge

- ha dichiarato - questa è una

bella giornata per tutta la Regione

». Voto favorevole anche

da Mario Mei (Api) e Antonio

Paris (Gruppo Misto). Contrario

Ivano Peduzzi (FdS). In

apertura della seduta il presidente

del Consiglio regionale,

Mario Abbruzzese, aveva invitato

l'aula a osservare un minuto

di silenzio in ricordo delle

vittime del terremoto nel Nord

Italia, comunicando che si farà

promotore, insieme all'ufficio

di presidenza, di una sottoscrizione

in favore delle popolazioni

colpite dal sisma.
DA LATINA OGGI DEL 31.5.12



Cetrone: “E’ un provvedimento legislativo che pone la burocrazia regionale, i cittadini e le imprese edili nella condizione di dialogare modernamente tra di loro”.
Questa mattina il Consiglio regionale ha approvato con 40 voti a favore, 6 contrari e una astensione, la proposta di legge n. 324 del 16 aprile 2012.
“Si tratta – spiega l’on. Gina Cetrone – di un importante e ulteriore passo in avanti verso l’effettivo decentramento amministrativo, teso a snellire tutte le procedure che imbrigliano oltre misura il settore dell’edilizia, comparto importante che muove da solo oltre il 30% del Pil dell’intera Regione Lazio.



Nel dettaglio, la legge n.324 pone oggi in capo ai Comuni del Lazio la delega per il rilascio di autorizzazioni paesaggistiche previste per una moltitudine d’interventi edilizi, con esclusione però di quelli che prevedono operazioni più importanti che coinvolgono trasformazioni sostanziali del territorio.
I consiglieri del Popolo della Libertà presenti in Consiglio regionale hanno contribuito efficacemente alla stesura della proposta di legge, migliorandola e integrandola in diversi e importanti passaggi.
La legge approvata questa mattina - prosegue l’on. Cetrone - prevede la possibilità per i Comuni di istituire commissioni formate da esperti della materia per esaminare le richieste dei cittadini, commissioni previste anche in forma associata per i Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
Rispetto alle funzioni delegate, infine, sono state opportunamente disciplinate le procedure di conferimento e di revoca, soprattutto per le ipotesi d’inerzia dell’ente delegato, con l’intervento sostitutivo della Regione Lazio tramite la nomina di commissari ad acta.
La n.324 – termina l’on. Cetrone - è una legge che traccia una linea di demarcazione importante e positiva tra la Regione Lazio e i suoi Comuni, ma soprattutto tra la burocrazia, i cittadini e le imprese del settore edilizio, queste ultime da troppo tempo in crisi nera

domenica 15 gennaio 2012

SUCCESSO DEL PIANO CASA.








“IL PIANO Casa della Regione Lazio, messo a punto dal governo Polverini,

ha già prodotto, in pochissimi mesi, risultati migliori rispetto a quello pensato, redatto e poi emanato dalla precedente amministrazione regionale.

E’ quindi decisamente prematuro assumere un atteggiamento così critico, arrivando a definirlo addirittura un ‘flop’. Non dimentichiamo che la legge approvata dall’allora

centrosinistra di Marrazzo, in due anni, è riuscita a produrre poco più di cento domande su tutto il territorio regionale. Oggi, invece, in soli tre mesi, sono state ricevute più di duecento domande e solo considerando i capoluoghi di provincia. Se poi volessimo allargarci a tutto il territorio laziale, arriveremo complessivamente

ad oltre settecento domande, come ha più volte sottolineato l’assessore regionale all’Urbanistica, Luciano Ciocchetti.

Sono quindi fermamente convito che nelle prossime settimane si riusciranno

a raggiungere tutti gli obiettivi che il centrodestra si è prefissato al fine di soddisfare le esigenze non solo dei cittadini, ma anche delle imprese”. Lo ha riferito in una nota il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, replicando

così alle polemiche che in questi giorni sono circolate in merito alla gestione del Piano Casa e sul suo successo effettivo. “Faccio inoltre presente - ha aggiunto Abbruzzese - che siamo in attesa dell’apertura di una seconda fase che partirà dal

31 gennaio 2012, termine entro il quale i 378 Comuni sono stati invitati a formalizzare eventuali cambi di destinazione d’uso e le demolizioni per poi ricostruire. Ripeto: è troppo presto per fare un bilancio, soprattutto se questo viene riferito a dati che si limitano ad un arco temporale di appena tre mesi. Il Piano Casa si

conferma come una legge particolarmente significativa perché servirà a rimettere

in moto l’economia di una regione come il Lazio che muove l’11% del Pil nazionale. Lo avevamo promesso in campagna elettorale, inserendo il Piano tra i provvedimenti

fondanti del nostro programma, e così è stato.

Del resto le stime rese note dal Cresme ci dicono che questo dispositivo produrrà un incremento di circa 3milioni di metri cubi e un giro di affari pari a più di 1 miliardo di euro. Per non parlare della vera e propria ‘scossa’ occupazionale che potrebbe

determinare un aumento di 15mila posti di lavoro diretti e di circa 20mila nell’indotto. Sono convinto che la demagogia debba essere intelligentemente

sostituita da una buona dose di fiducia, tanto più se si lavora per lo sviluppo e l’occupazione di interi territori, non di meno per la provincia di Frosinone”.

Inoltre Mario Abbruzzese è intervenuto anche su un’altra vicenda che ieri ha interessato il dibattito politico regionale: “Al professor Guido Fabiani, che questa mattina è stato rieletto alla presidenza del Comitato Regionale delle Università del Lazio, rivolgo a nome di tutto il Consiglio regionale, i miei migliori auguri

di buon lavoro. Il Lazio offre un sistema di istruzione universitaria molto strutturato che solo   n el l’anno accademico  2009/2010 ha potuto contare su quasi 260mila

iscritti. Un dato in costante crescita che ha visto un incremento dell’11,2% delle immatricolazioni  negli ultimi dieci anni. Un  sistema che è frutto anche delle importanti professionalità, come il professor Fabiani, che quotidianamente

lavorano in favore dell’Istruzione nella nostra regione

sabato 12 novembre 2011

PIANO CASA, "LE DOMANDE POSSONO PARTIRE": PRECISAZIONI DEL VICEPRESIDENTE REGIONALE LUCIANO CIOCCHETTI






«AL di là delle polemiche strumentali o meno, ciò che è importante è che produce un interesse e una mobilitazione incredibile che non ho mai
visto, dagli imprenditori ai singoli cittadini. Lo spirito della legge è: aprire un percorso nuovo. Ovvero non possiamo pensare di consumare solo terreno libero ma dobbiamo aprire il grande cantiere del patrimonio edilizio, affrontando così la sfida del futuro e aprendo un mercato importante sulla riqualificazione». Ha introdotto così il vicepresidente della Regione Lazio, Luciano Ciocchetti, l'incontro in Auditorium Parco della Musica dal titolo «L'ora dell'attuazione: la parola ai tecnici».
«L'aspettativa su questa legge è grandissima, sia in generale sia in particolare visto il momento delicato che stiamo vivendo. Il Piano Casa ormai è operativo - evidenzia il Presidente Ance Lazio, Stefano Petrucci - e lo dice il fatto che sia stato presentato dallo Stato un ricorso su alcune parti della legge. Questo significa che il resto della legge e' pienamente vigente. Naturalmente
c'è il problema del ricorso che dovrà essere risolto in sede di Corte Costituzionale».

«Come Ance - aggiunge Petrucci - ci aspettiamo grandi cose, ci sono molte iniziative che si stanno mettendo in moto. Rispetto alla vecchia legge sono stati incrementati i tempi di cubature per le demolizioni e ricostruzioni e sono state inserite alcune norme importanti riguardo i cambi di destinazione d'uso,
sia di edifici sia di aree. Poi c'e' l'aspettativa dei professionisti e dei cittadini sulle
problematiche dell'ampliamento. Altra cosa importante l'inserimento di snellimenti procedurali significativi che possono accorciare i tempi di approvazione dei progetti, che normalmente richiedono molti mesi o addirittura anni».
«Vedremo se il ministero Beni culturali ha questo strapotere oppure no. A dicembre in finanziaria porteremo alcune correzioni ma il Piano Casa e' vigente, possono quindi partire le domande.
Appena ci sara' un nuovo governo e sapremo con chi discutere cercheremo un
compromesso. Non sara' possibile pero' un compromesso sul tema dei piani paesistici perche' in questo caso c'e' un contrasto tra i poteri dello Stato e quelli e della Regioni». Lo affermato il vicepresidente della Regione Lazio, Luciano Ciocchetti, rispondendo a una domanda sul timore che alcune parti del Piano Casa restino ferme fino al giudizio della Corte Costituzionale.

giovedì 3 novembre 2011

PIANO CASA, SE NE DISCUTERA' A MINTURNOI SU UNIZIATIVA DELL'UDC.

IL piano casa, recentemente approvato dalla Regione Lazio, sarà presentato venerdì prossimo presso il castello baronale di Minturno dagli assessori regionali dell'Udc, Aldo Forte, Luciano Ciocchetti e l'assessore provinciale della Vela Gerardo Stefanelli.
L 'a p p un t am e n to , fissato per le ore 17, sarà l'occasione per illustrare ai cittadini i particolari di una legge di cui proprio
l'Udc regionale è stato tra i maggiori sostenitori.
L'incontro darà l'opportunità agli amministratori partecipanti al convegno di poter anche chiarire alcune notizie, riguardanti
l'impugnazione della legge regionale, che è in vigore a tutti gli effetti. Infatti in una nota della Pisana si chiarisce che l'impugnativa si riferisce esclusivamente a tre aspetti rela t ivi alla pianificazione paesaggistica, alle aree naturali protette e al condono edilizio per gli aspetti paesaggistici.


Pertanto i cittadini possono continuare a presentare regolarmente le istanze per la realizzazione degli interventi di ampliamento, di sostituzione edilizia e di recupero degli edifici esistenti, che non sono stati in alcun modo oggetto dell’impugnativa.
Gli esponenti dell'Udc rimarcheranno che il provvedimento è una risposta concreta alle aspettative delle famiglie, va a semplificare le procedure amministrative, rilancia l'edilizia e contribuisce al rinnovo del patrimonio immobiliare esistente.

giovedì 22 settembre 2011

PIANO CASA: PARLA CIOCCHETTI.


                                                                 


«L’APPROVAZIONE del Piano Casa della Regione Lazio, è stato senza alcun dubbio una risposta alle aspettative dei cittadini, ed una svolta nel campo dell'edilizia

e non solo». Lo ricorda il vice-presidente della Regione, Luciano Ciocchetti che

ripercorrendo gli otto giorni che hanno visto «barricati in Consilo. Visto che la modifica di legge va incontro all'esigenza di semplificazione delle procedure amministrative, con il silenzio assenso e la semplice presentazione delle DIA laddove gli enti locali non limitino il ricorso allo strumento legislativo regionale. Una

legge che, secondo il giudizio di Ciocchetti, risponde all'emergenza occupazionale e abitativa che affligge ormai da anni il nostro Paese. Pertanto le legittime aspettative

di un Piano Casa che punta alla creazione di 21 mila posti di lavoro non appaiono poi un male, per l’ ispiratore della modifica legislativa, il vice presidente Luciano

Ciocchetti che ricorda lo stato di crisi del settore dell'edilizia, in forte recessione, e tutti gli aspetti che renderanno, negli anni a venire, questo Piano, un piano apprezzato ed adeguato alle esigenze delle famiglie laziali. Quattordici punti di rilievo strategico

che a partire dall’estensione degli interventi di ampliamento del 20% anche agli edifici residenziali e comunque entro un massimo di 70 metri quadrati permetteranno

alle abitazioni uni familiari o aggregate a schiera l’ampliamento per ciascuna di esse

fino al 20% e comunque fino ad un massimo di mq 70. L’estensione dell’edilizia sociale anche alla categoria degli studenti universitari e alle categorie protette e

svantaggiate, nonché ai componenti del comparto sicurezza, dei vigili del fuoco e delle forze armate. Un ampio spettro viene offerto attraverso le opere di demolizione

e ricostruzione, che consentiranno di ottenere canoni calmierati attraverso l’obbligo alla riserva di un 30% per l’edilizia sociale. Ma anche l’aumento di volumetrie fino al 60% laddove le proprietà restino immutate, tagliando le gambe alle speculazioni

e favorendo l’edilizia eco-e bio-sostenibile con premi di cubatura fino al 35%. Una filosofia protesa alla riduzione del consumo del territorio, che per i piani di zona prevede l’utilizzo delle aree libere per realizzare alloggi destinati ad edilizia sociale. Attenzione alle zone agricole per le quali il recupero di volumetrie destinate

fino a ieri alle pertinenze, nel limite massimo dei 70mq. Ciocchetti sottolinea inoltre come l’attenzione riservata dal Piano al turismo della nostra Regione, si sostanzi essenzialmente nell’esclusione di interventi su edifici situati in zone vincolate,

tranne poter intervenire laddove lo strumento urbanistico lo consenta, favorire l’albergo diffuso ed al contempo semplificare le procedure e la formazione di piani

programmi integrati tesi al riordino delle periferie, con la possibilità di riqualificare le fasce costiere sottoposte a vincolo di legge, prevedendo la demolizione

dei prefabbricati esistenti, al fine d’incentivare la restituzione delle aree vincolate alla pubblica utilizzazione. Quattordici punti di rilievo per il rilancio del settore e non solo: Una vittoria, l’approvazione del Piano casa, che ricalca le aspettative delle

famiglie, e punta al rilancio dell'edilizia, tramite il rinnovo e la tutela del patrimonio esistente, attraverso Piani di Riqualificazione Ambientale, delle periferie

e meno consumo di suolo agricolo.