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sabato 30 marzo 2013

IN ARRIVO DALLA PROVINCIA DODICI MILIONI DI EURO IN TRE ANNI AI COMUNI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA. MA PERCHè A SANTI COSMA E DAMIANO IL COSTO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA è AUMENTATO DI CENTOMILA EURO?







OLTRE dodici milioni di euro in ballo per la raccolta
differenziata nei comuni
pontini. L’amministrazione
provinciale di Latina ha infatti predisposto proprio in
questi giorni la delibera che
mette a disposizione questi
fondi. La proposta è stata
predi sposta
d a ll ’a ss e s so r e
a ll ’A mb i e nt e
Gerardo Stefanelli e la
giunta Cusani
punta a fare in
modo che i comuni della
provincia insistano nel porta
a porta, così
da arrivare in
breve tempo a
una percentuale di differenziata pari
al 65%. Un risultato ambizioso ma, secondo le stime
d el l ’am m in istrazione di
via Costa,
possibile. Soprattutto se i
comuni maggiori (Latina,
Aprilia e Terracina in particolare) iniziano a increme-ntare sensibilmente le loro percentuali.
Come si può leggere nella
delibera che arriverà presto
sul tavolo della giunta,
«stando alle risorse finanziarie attribuite alla Provincia
per gli anni 2012-2014, destinate al potenziamento della Raccolta Differenziata dei
Rifiuti Solidi Urbani per un
importo complessivo pari
adeuro 12.439.049,86 ed ha
approvato il documento tecnico, allegato A , contenente
il programma per la concessione dei contributi stessi ai
Comuni a sostegno della
Raccolta Differenziata per
l’annualità 2012 per l’im -
porto di euro 3.506.785,96».
Stando a queste cifre, dunque, la Provincia delibererà
lo stanziamento complessivo destinato ai comuni, di
12.439.049,86 euro, fino al
2014. In particolare, alle amministrazioni comunali pontine andranno 3.506.785,96
euro nel 2012; 4.467.101,97
euro nel 2013; 4.465.161,94
euro nel 2014.
Le risorse sono state impegnate per acquisti di materiali di consumo, di mezzi,
realizzazione di isole ecologiche stradali, realizzate in
particolare nelle località turistiche, isole ecologiche comunali, campagne informative nonché per acquisto di
compostiere domestiche per
la riduzione della produzione dei rifiuti. Nel documento
inviato qualche mese fa alle
amministrazioni provinciali,
la Regione Lazio faceva notare come: «Nel 2012 la quota % provinciale che si stima
di raggiungere, non essendo
ancora disponibili tutti i dati
dei Comuni, potrà essere di
circa il 30 %. Dalla lettura
dei dati emersi dalla verifica
dell’effettivo utilizzo delle
risorse da parte dei Comuni,
si rileva, nuovamente, che
alcuni di questi hanno difficoltà di spesa per diverse
possibili motivazioni: non
dispongono delle ulteriori
somme proprie per la realizzazione complessiva
dell’azione progettata; difficoltà ad intervenire sulla
modifica dei servizi affidati
a società di servizi aggiudicatarie con capitolati con
contenuti diversi da quanto
necessario per gli obiettivi di
raccolta differenziata».
Proprio in questo senso si
muove la nuova delibera
provinciale. L’assessore Gerardo Stefanelli commenta
così: «I comuni devono fare
la loro parte in maniera significativa: i contributi saranno concessi per l'estensione del porta a porta, per la
realizzazione di strutture fisiche (eco centri) a supporto
della raccolta differenziata,
per adottare politiche volte
alla riduzione dei rifiuti e per
campagne comunicative e di
sensibilizzazione: insomma
o i Comuni approfittano di
queste risorse per far partire
piani seri o dubito che nei
prossimi anni ci sarà la possibilità di avere ulteriori risorse straordinarie. Mi auguro - prosegue l’as se ss or e
Stefanelli - che i Comuni
sappiano utilizzare in maniera intelligente tali risorse
anche per evitare che futuri
investimenti ricadano sulle
bollette dei cittadini-utenti.
L'obiettivo - conclude l’as -
sessore provinciale all’Am -
biente - è quello di raggiungere il 65% nei prossimi due
anni: per vincere la sfida
abbiamo bisogno dell'apporto decisivo delle amministrazioni locali a cui siamo
vicini anche amministrativamente per affiancarli nella
predispozione dei progetti e
nelle attività di rendicontazione».
DA LATINA OGGI DEL 30.3.13

domenica 3 febbraio 2013

FINANZIAMENTI AI COMUNI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI! MA QUALE è IL BENEFICIO CHE RICADE SUGLI UTENTI?








“Si tratta di capitali importanti per sostenere le politiche ambientali sul territorio – dichiara l’Assessore provinciale all’Ambiente Gerardo Stefanelli, candidato al consiglio regionale del Lazio – Mi auguro che le amministrazioni comunali si impegnino in maniera significativa per aumentare le percentuali di raccolta differenziata e utilizzino questi fondi in maniera efficiente ed efficace, in modo da poter fare un salto di qualità nella raccolta dei rifiuti”.
Entrando nel particolare, Spigno Saturnia (al 13,08% di differenziata) ha ottenuto 151mila euro, Gaeta (9,26%) 500mila euro, Santi Cosma e Damiano (30%) 30mila euro, Itri (53,77%) 60mila euro, Formia (26,08%) 266mila euro, Campodimele (65,01%) 10mila euro, Minturno (9,64%) 169mila euro.
“Se da una parte i piccoli Comuni, come Santi Cosma e Damiano e Itri, sono già in viaggio verso l’obiettivo del 65% – sottolinea Stefanelli – dall’altra, i grandi Comuni come Minturno e Gaeta sono ben lontani da quei risultati. Formia, per esempio, tra le città più grandi dell’intera provincia ha già raggiunto un ottimo risultato, destinato a crescere rapidamente.
Spero che i fondi che abbiamo stanziato siano da sprone per le amministrazioni a migliorare ancora di più e prendere coscienza dell’importanza di investire sulle politiche ambientali. Per esempio, Gaeta e Minturno ancora oggi non hanno investito nella raccolta porta a porta come accade in altri enti della provincia pontina.
È fondamentale, inoltre, avere vicino gli impianti di compostaggio per lo smaltimento e il trattamento della frazione umida. Bisogna puntare alla realizzazione di un impianto di trattamento meccanico-biologico al servizio delle città del sud pontino, solo così vi saranno tutte le condizioni strutturali per la raccolta differenziata. I Comuni del golfo dovrebbero consorziarsi e individuare un’area industriale, anche attraverso con la riconversione di impianti industriali che oggi sono in difficoltà. Una soluzione che al tempo stesso eviterebbe altre perdite di posti di lavoro”.
“Il sub-bacino del sud pontino – conclude Gerardo Stefanelli – ha bisogno di questi impianti, è quindi giunta l’ora di fare un passo in avanti nella differenziata e realizzare impianti a supporto per svilupparla”.

mercoledì 12 settembre 2012

ENTRO IL 2 OTTOBRE LE PROPOSTE PER IL RIASSETTO DELLE PROVINCE NEL LAZIO







IL presidente della Provincia
di Latina, dal canto suo, ha già
fatto sapere in merito come la
pensa. Presentando l’ennesi -
mo ricorso al Tar contro il
decreto legge del Governo rispetto alla proposta di riordino delle province italiane. Un
cruccio, quello del nuovo assetto istituzionale del Lazio,
che però non turba soltanto i
sonni del pontino Armando
Cusani. Sul tema si dibatte
infatti da mesi anche in ambito regionale. Al punto che ieri
mattina alcuni consiglieri della Pisana, tra i quali la pontina
Lilli D’Ottavi, hanno riproposto il tema al centro del dibattito politico. In che modo?
Invocando dai banchi della
commissione federalismo un
Consiglio regionale straordinario dal quale uscire con una
proposta chiara contro il
«provvedimento-scure» del
governo Monti. Contromisure chiare in tempi strettissimi.
Già, perché mentre ogni amministrazione provinciale e
ogni partito politico sembrano avere la propria ricetta per
scongiurare il taglio, l’accor -
pamento o - in qualche caso -
la definitiva scomparsa di
questo o quell’ente, il Cal, il
consiglio delle autonomie locali, ha tempo fino al prossimo 2 ottobre presentare alla
Regione Lazio la sua proposta
di riordino delle province.
Prassi che spetterà poi alla
stessa Regione Lazio nei confronti del Governo. In quel
caso la scadenza è fissata al
24 di ottobre. Poco più di un
mese che, conoscendo l’agili -
tà elefantiaca delle amministrazioni pubbliche, non dovrebbe indurre a troppa tranquillità. Da qui, pertanto, la
richiesta di un’assise regionale «straordinaria». Per contenuti, vista la gravità del ragionamento da affrontare, ma anche - anzi soprattutto - per
tempi da rispettare. L’i n d i c azione generale, tuttavia, sembra essere quella di una Regione Lazio a tre province:
Roma Capitale e due amministrazioni provinciali, una del
nord e una del sud. Su questo
impianto sembrano al momento essere d’accordo i
maggiorenti dei più importanti partiti di maggioranza e
di opposizione. Convinti, al
pari di Cusani, che l’opera -
zione più logica e - forse -
indolore sia per il territorio
pontino quella di una provincia del basso lazio slegata da
Roma Capitale che a quel
punto non sarà più la sorella
matrigna che abbiamo imparato a conoscere.
Poi c’è chi, come il consigliere regionale del Pdl Lilli
D’Ottavi, affiderebbe la scelta ad un referendum. Strumento che dovrebbe essere
concesso ai cittadini romani
liberi di esprimersi sul decreto per Roma Capitale. Una
opportunità di partecipazione
democratica che, però, non è
data a tutti i cittadini
del Lazio. «Mi rammarico che queste
opzioni non sono attribuite alle popolazioni delle altre province del Lazio -
spiega D’Ottavi -
che vedono calarsi
dall’alto le decisioni
sulla ripartizione
territoriale. A tal
proposito considero
condivisibile l’indi -
zione di un Consiglio straordinario
sul nuovo assetto
p ol i t ic o - is t i tu z i on ale. Mi rivolgo però
alla Regione da cittadina com u n i t a r i a   e c r e d e n t e
nell’Unione Europea: alla luce dei cambiamenti posti in
essere dalla Spending Review, cosa s’intende fare per
le popolazioni locali (da considerare fra le più antiche del
mondo) che vengono private
delle province? - si chiede il
consigliere regioanle Pdl - In
particolare, si consentirà loro
di far parte di un progetto
economico-sociale che consenta al Lazio di occupare un
ruolo di primo piano nei rapporti con l’Unione Europea?». Domande che troveranno risposta, con ogni probabilità, nel corso del
prossimo Consiglio regionale
straordinario.

giovedì 7 giugno 2012

ENRICO COSENZ: UN PROTAGONISTA DEL RISORGIMENTO ITALIANO, EROE E PRIMO CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO ITALIANO.






 Dopo la prima nazionale che si è tenuta a Napoli, il libro su Enrico Cosenz, edito dalla Provincia di Latina, verrà presentato a Gaeta. La memoria di Cosenz, infatti, oltre a Napoli, Venezia e Roma, è restata viva a Gaeta che ha avuto intestata a lui la sua maggiore caserma già dai primi giorni della sua morte avvenuta nel 1898.
Niente più che naturale la scelta di presentare questo interessante saggio su di un eroe del Risorgimento in una città come Gaeta e in un luogo storico come Palazzo De Vio.




La Provincia di Latina ha organizzato, infatti, per venerdì 8 giugno prossimo alle ore 17,30 presso la Sala Conferenze Pio IX del Palazzo De Vio a Gaeta, la presentazione di questo libro, di cui è autore il prof. Giuseppe Monsagrati e curato dal dirigente del Settore Turismo e Cerimoniale Domenico Tibaldi: “Enrico Cosenz. L’eroe il secondo dei Mille, il primo Capo di SME”.
Dopo gli indirizzi di saluto di mons. Fabio Bernardo D’Onorio, arcivescovo di Gaeta e di Cosmo Mitrano, sindaco di Gaeta, interverranno il presidente della Provincia di Latina Armando Cusani, il Past Presidente dell’Associazione Nazionale ex allievi Nunziatella Giuseppe Catenacci, il Presidente dell’Associazione Grido Prof. Libero Nilo Cardillo, il capo ufficio storico Stato Maggiore dell’E.I Col. Antonino Zarcone, lo storico e ordinario di storia del Risorgimento Prof. Giuseppe Monsagrati, autore del saggio. Le conclusioni saranno del Sottocapo di Stato Maggiore dell’E.I Gen. CA Domenico Rossi. A moderare i lavori sarà il giornalista Paolo Brogi.
“Il saggio del prof. Giuseppe Monsagrati, autorevole storico del Risorgimento- scrive nell’introduzione al libro il presidente Cusani - precede la trascrizione di lettere inedite di Enrico Cosenz, che contribuiscono a completare il ritratto del secondo dei Mille e del primo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano. E’ un’opera importante, scientificamente qualificata, che la Provincia di Latina aspira a divulgare soprattutto tra i giovani e che è arricchita da un prezioso contributo del prof. Nicola Terracciano. La prefazione del Preside, prof. Nilo Cardillo, Presidente dell’Associazione ‘Grido Libero’, è l’alto e prezioso viatico per immergersi nella lettura di un volume che ritengo uno dei più importanti tra queli pubblicati in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Itali, nella speranza che nuovi cuori intelligenti, saggi e generosi possono illuminare i destini del nostro Paese. Grazie, siamo fieri di questo progetto editoriale!”
Un volume ben curato sia dal punto di vista editoriale sia per la ricerca dei documenti storici e delle immagini fotografiche in memoria di Enrico Cosenz. Ricerca effettuata con oculatezza dal dott. Domenico Tibaldi. Di particolare interesse, sono i contributi, “preziosi”, come ha già fatto notare lo stesso presidente Cusani, del prof. Giuseppe Monsagrati e del prof. Nilo Cardillo. Saranno proprio i due studiosi a incontrare storici e appassionati del nostro Risorgimento l’8 giugno a Gaeta durante la presentazione del libro.
“Di Enrico Cosenz, giovane ufficiale nato a Gaeta il 12 gennaio 1820 e fattosi adulto mentre si venivano dileguando le speranze che Ferdinando II aveva alimentato salendo sul trono delle Due Sicilie- scrive nel suo saggio il prof. Monsagrati - molti biografi scriveranno appunto che era dotato di un carattere calmo e di grande capacità di riflessione. Come lui, lo erano i vari Pisacane e Mezzocapo e Rosaroll: stessa formazione, stessa attenzione all’aggiornamento culturale, stesso attaccamento a una patria comune che in quel momento era il Regno meridionale, ma che tale sarebbe rimasto solo se fosse stato in grado di accogliere e fare propria, ricevendola dal basso, l’aspirazione diffusa a un cambiamento la cui prima tappa non poteva che essere l’istituzione di un regime rappresentativo.”
“Questo libro, per il modo in cui è stato concepito e per le sue caratteristiche intrinseche può mandare un messaggio positivo ai giovani- scrive il prof. Cardillo - perché, partendo da una lettera equilibrata e consapevole di un momento cruciale della nostra storia, ci dimostra che il Risorgimento non è un fenomeno storico concluso, è al contrario vitale per i sentimenti che lo suscitarono, che sono ancora operanti e sono indispensabili per formare nuove generazioni di cittadini capaci di servire la Patria pacatamente,descrivendo con oggettività i fatti di un’epoca, non adoperando ingiustizie o travisamenti, senza attizzare gli odi, ma tentando di preservare la verità storica come fondamento della libertà civile.”

domenica 29 aprile 2012

ENRICO TIERO: COLLEZIONE DI INCARICHI E LAVORI! COME I POLITICI SCONFIGGONO LA CRISI.

LA politica non conosce crisi

e non si fa scrupolo di ignorare

i problemi dei pensionati o

dei disoccupati pontini che

vengono puntualmente riportati,

in questi giorni anche a

caratteri cubitali, sui quotidiani

locali.

Il caso personale dell’asses -

sore provinciale all’agricoltu -

ra, caccia, pesca e sport, Enrico

Tiero, è emblematico. Il

nostro, nella sua veste di assessore

provinciale, è destinatario

di una indennità annua

che si aggira attorno ai 60.000

euro lordi annui, come previsto.

Per poter esercitare la funzione

di assessore senza incorrere

in situazioni di incompatibilità,

Enrico Tiero ha

chiesto ed ottenuto  attraverso

un regolare concorso pubblico.

E fin qui, tutto nel massimo

rispetto delle regole.

L’infaticabile assessore, che

non conosce soste, ha creduto

bene di potersi occupare anche

di altro, ed ha volentieri

accettato l’incarico di dirigente,

come Capo di gabinetto,

presso la segreteria dell’as -

sessorato regionale al Turismo

e marketing del made in

Lazio, funzione che gli riconosce

una indennità di circa

112.000 euro lordi all’anno.

E’ scontato che in osservanza

alla legge, Enrico Tiero

abbia provveduto a fare in

modo che la sua indennità di

assessore provinciale sia stata

decurtata del 50%, perché altrimenti

incompatibile con

l’altra indennità percepita dalla

regione. Il che porterebbe la

somma dei suoi compensi annui

al totale di circa 140mila

euro lordi l’anno, piuttosto

che 170mila e rotti.

E’ anche da ritenere scontato

che lo stesso Enrico Tiero sia

quotidianamente presente

nell’ufficio di Capo di gabinetto

presso l’assessorato regionale,

così come dovrebbe

essere altrettanto scontato che

il medesimo sia in grado di

assolvere egregiamente alla

funzione di assessore, malgrado

il defatigante impegno

di prestare orecchio alle istanze

dei settori agricoltura, caccia,

pesca e sport della provincia

di Latina.

L’abbiamo già detto, Tiero è

instancabile, e non soffre del

via vai tra Latina e Roma, né

dell’assillo degli impegni che

una delega così variegata come

quella provinciale comporta.

Del resto, se dovesse

sbagliare con gli impegni

de ll’assessorato, potrebbe

sempre ripiegare sulla funzione

di Capo di gabinetto in

Regione. E al contrario, se a

Roma dovessero dubitare della

sua presenza in ufficio, non

avrebbe che da tornarsene in

via Costa. E a voler esagerare,

qualora lo stress dovuto a così

tanti impegni dovesse rendere

Enrico Tiero inservibile come

assessore e come Capo di Gabinetto,

il nostro potrebbe serenamente

accettare di doversi

concedere un meritato riposo

rientrando nei ranghi di

dipendente dell’Amministra -

zione provinciale, dove

avrebbe un ruolo e relativo

stipendio, come i comuni

mortali.

Ma al di là di tutti gli scenari

futuri possibili, come fa Tiero,

si domandano in molti, ad

occuparsi come assessore

provinciale di così tante materie,

dalla caccia alla pesca,

dall’agricoltura allo sport?

Oltre che infaticabile, Enrico

Tiero è anche intelligente: a

suo tempo abbiamo già dato

notizia di un suo intervento

con contributi per complessivi

90.000 euro in favore di un

esercito di associazioni sportive,

dove per sport si intendono

anche caccia e pesca.

L’elenco dei beneficiari del

bando Sport 2011 contava

154 società, 64 sono rimaste

escluse, mentre novanta hanno

percepito contributi da 500

ad 8mila euro. I criteri di

scelta? Chiedeteli all’assesso -

re. Hanno usufruito del finan-

ziamento anche gli organizzatori

del Raduno delle Fiat 500

e gli organizzatori di una sagra

del cinghiale.

I titolari di pensione minima

o i disoccupati della provincia

di Latina farebbero meglio a

costituirsi anche loro in associazione

sportiva. Della serie i

«pensionati del bastone» o i

«disoccupati del tiro a campare

». Non si sa mai.

A. P.
da latina oggi del 29.4.12

CHI E' ENRICO TIERO

Dire che sia tutta colpa sua

sarebbe ingeneroso. In fondo

la Provincia e la Regione Lazio

non sono aziende private

di Enrico Tiero, e qualcuno,

tutti quegli incarichi, glieli

avrà pur dati. E se è vero che

a fare l’assessore ce l’abbia -

mo mandato noi cittadini a

suon di voti, è altrettanto vero

che il posto di Capo di gabinetto

in Regione glielo ha dato

qualche altro politico, nel caso

di specie l’assessore regionale

Stefano Zappalà. Che farebbe

meglio a tener conto del

fatto che nella sua segreteria

potrebbe trovare posto qualche

giovane promettente e

laureato in cerca di occupazione.

E poi c’è da aggiungere che

Tiero non è il solo a coltivare

l’hobby dei doppi o tripli incarichi.

E’ in ottima compagnia.

E per spirito di pari opportunità,

troveremo un posto in

pagina anche per gli altri.