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mercoledì 22 febbraio 2012

LA GIUNTA REGIONALE APPROVA LA DELIBERAZIONE INERENTE IL SOSTEGNO AGLI LSU.




Cetrone: “Ho voluto rendere noti i passaggi più importanti della delibera regionale affinchè tutti, lavoratori e Enti interessati, non possano più lamentare alcuna pretestuosa scusa per non procedere alla stipula dei contratti, per il tempo previsto, con il supporto economico indicato”.
La Giunta regionale venerdì scorso ha licenziato la delibera di conferma al piano di sostegno per la ricollocazione occupazionale di tutti i LSU appartenenti al “bacino” della Regione Lazio e approvare, contestualmente, il piano dei costi per il triennio 2012 – 2014.



In stralcio rendiamo noto il testo …
”OGGETTO: Legge Regionale 21/2002 e DGR 352/2011. Conferma del piano di sostegno regionale e approvazione piano dei costi per il triennio 2012 - 2014.

CONSIDERATO che, in base ai costi stimati ed alle risorse finanziarie disponibili, sono attuabili, con oneri riferibili al triennio 2012 – 2014, interventi pari ad € 32.960.398,69;
RITENUTO necessario confermare il piano di sostegno alla ricollocazione occupazionale di tutti i LSU appartenenti al “bacino” della Regione Lazio e approvare, contestualmente, il piano dei costi per il triennio 2012 - 2014;
RITENUTO necessario confermare che la durata complessiva del sostegno non potrà essere superiore a 60 mesi dalla data di sottoscrizione degli accordi stipulati in base all’art. 3, lett. m) della L. R. 21/2002 e che, al termine di tale periodo, nessun ulteriore onere potrà essere previsto a carico dell’Amministrazione regionale per la prosecuzione dei rapporti di lavoro instaurati tra gli enti locali ed i singoli soggetti provenienti dal bacino LSU;
RITENUTO necessario imputare la relativa spesa, per complessivi € 32.960.398,69 sui seguenti capitoli del bilancio regionale:
- € 27.210.398,69 sul cap. F32101, es. fin. 2012 – fondi a destinazione vincolata trasferiti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
- € 3.125.000,00 sul cap. F31900, es. fin. 2013 – fondi regionali ex L. R. 21/2002, art. 5;
- € 2.625.000,00 sul cap. F31900, es. fin. 2014 – fondi regionali ex L. R. 21/2002, art. 5;

DELIBERA

1. Di confermare il piano di sostegno alla ricollocazione occupazionale di tutti i LSU appartenenti al “bacino” della Regione Lazio e approvare, contestualmente, il piano dei costi per il triennio 2012 - 2014;
2. Di confermare che la durata complessiva del sostegno non potrà essere superiore a 60 mesi dalla data di sottoscrizione degli accordi stipulati in base all’art. 3, lett. m) della L. R. 21/2002 e che, al termine di tale periodo, nessun ulteriore onere potrà essere previsto a carico dell’Amministrazione regionale per la prosecuzione dei rapporti di lavoro instaurati tra gli enti locali ed i singoli soggetti provenienti dal bacino LSU;
3. Di imputare la relativa spesa, per complessivi € 32.960.398,69 sui seguenti capitoli del bilancio regionale:
- € 27.210.398,69 sul cap. F32101, es. fin. 2012 – fondi a destinazione vincolata trasferiti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
- € 3.125.000,00 sul cap. F31900, es. fin. 2013 – fondi regionali ex L. R. 21/2002, art. 5;
- € 2.625.000,00 sul cap. F31900, es. fin. 2014 – fondi regionali ex L. R. 21/2002, art. 5.
La presente deliberazione è pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio. Tale pubblicazione assume valore giuridico di formale notificazione del suo contenuto agli interessati, che potranno esperire avverso il medesimo i gravami di legge entro i termini ivi previsti dalla data di pubblicazione sul B.U.R.L..
La deliberazione è altresì pubblicata sul sito www.portalavoro.regione.lazio.it al fine di assicurarne la più ampia diffusione.
“Con la delibera in pubblicazione sul Burl – afferma il Consigliere regionale Gina Cetrone - credo che ogni resistenza da parte di alcuni Comuni e Comunità Montane, anche della Provincia di Latina, venga a cadere e rispetto al deliberato muoversi verso la contrattualizzazione dei lavoratori socialmente utili.
Ho voluto rendere noti i passaggi più importanti della delibera regionale affinchè tutti, lavoratori e Enti interessati, non possano più lamentare alcuna pretestuosa scusa per non procedere alla stipula dei contratti, per il tempo previsto, con il supporto economico indicato”.


On. Gina Cetrone
Consigliere regionale Pdl

giovedì 5 gennaio 2012

STABILIZZAZIONE LSU: LA CETRONE SOLLECITA I COMUNI IN RITARDO DI INVIARE I DOCUMENTI IN REGIONE.





Cetrone: “Invito i Comuni in ritardo nel voler procedere all’invio della documentazione richiesta dagli uffici regionali. Così, come stabilito dalla convenzione siglata dalla Regione Lazio e dal Ministero del Lavoro, il problema legato ai Lavoratori Socialmente Utili si avvia a completa soluzione, mentre rimane da parte dei Comuni e degli enti interessati ritardatari un solo adempimento: trasferire prima possibile agli uffici regionali la delibera con il numero dei soggetti da stabilizzare. E’ chiaro che se questo percorso non si formalizzerà la regione non potrà procedere ai successivi passaggi burocratici.



Ricordiamo che quattro sono le possibilità di fuoriuscita previste per i Lsu degli enti locali: dimissioni volontarie, con incentivo di 35mila euro per ogni lavoratore, autoimpiego, con un altro aiuto sotto forma di prestito di 16mila euro a tasso zero, assunzioni agevolate per le aziende private.
I primi dati ufficiali ci confermano che sono oltre 110 gli enti locali che hanno raggiunto l’intesa con l'assessorato al Lavoro e Formazione della Regione Lazio per assumere i lavoratori, mentre 350 circa sono le domande di dimissioni volontarie.
Quindici le amministrazioni pubbliche che devono ancora chiudere il percorso (in maggioranza Comunità Montane), mentre tra i Comuni si erge in negativo quello di Priverno, che in data odierna non è riuscito a trovare il tempo per scrivere e inviare la delibera con i nomi dei lavoratori da immettere nella rispettiva pianta organica.
Sarebbe ora che l’assessore al personale Miccinilli e l’intera amministrazione comunale si assumesse la responsabilità di procedere alla stabilizzazione dei suoi Lsu, anche perché la spesa è stata dalla Regione Lazio finanziata per tutti.
Centocinquanta invece sono i lavoratori per i quali gli uffici regionali stanno cercando di individuare ogni possibile percorso di stabilizzazione.
Confidiamo, infine, nel senso di responsabilità di tutti i Comuni che ancora non hanno chiuso la pratica, sollecitandoli a farlo prima possibile, nell’interesse dei lavoratori coinvolti ma anche nei confronti dei cittadini che attraverso questa forza lavoro continueranno a ricevere servizi pubblici utili.

Gina Cetrone
Consigliere regionale del Lazio (Pdl)

martedì 3 gennaio 2012

PARTE L'ITER PROCEDURALE DELLA STABILIZZAZIONE DEGLI LSU





Il tormentone che ha tenuto banco per alcuni giorni, riguardo alla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili in servizio presso i Comuni della Regione Lazio, è terminato questa mattina con la firma sulla determina dirigenziale da parte del Direttore vicario della Direzione regionale formazione e lavoro. Recita il passaggio fondamentale di tale provvedimento: “…Di confermare il riconoscimento del sostegno regionale agli enti gestori che hanno effettuato le assunzioni o avviato le relative procedure entro il 31/12/2010; di pubblicare la presente determinazione sul sito della Regione Lazio: www.portalavoro.regioneJazio.



Tale pubblicazione assume valore giuridico di formale notificazione del suo contenuto agli interessati , che potranno esperire, avverso il provvedimento, i gravami previsti dalla legge (ricorso al TAR entro 60 giorni dalla pubblicazione sul B.U.R.L).
Si conclude, e non poteva essere diversamente, in maniera responsabile un casus belli nel quale le opposizioni politiche in seno alla Regione Lazio, con i loro cascami provinciali, hanno trovato nei giorni scorsi un momento di effimera gloria mediatica.
Per quanto mi riguarda, ho affrontato il problema con molta serietà e cercato di spiegare in tempi non sospetti che l’assessore al lavoro Zezza e più in senso lato il governo regionale, sul tema della stabilizzazione dei Lsu stava producendo una politica seria e un altrettanto serio provvedimento.
Per questo, alla vigilia della sottoscrizione dei nuovi contratti di lavoro da parte di tutti i Lsu è bene ribadire che il bacino regionale dei lavoratori socialmente utili ancora in servizio e da “svuotare” al più presto è un piccolo esercito formato da 1.890 unità, molti dei quali precari in servizio attivo e permanente da oltre 20 anni.
La Regione Lazio, con l’apertura del nuovo percorso, ha attuato una grande operazione di contrasto alla precarietà di questi lavoratori, soluzione resa possibile dai circa 50 milioni di euro del “Fondo per l'inserimento al lavoro”, ma anche dei fondi regionali, nazionali ed europei.
Finanziamenti capaci di trasformare il lungo precariato dei Lsu del Lazio in un'occupazione veramente stabile, idonei inoltre nell’incentivare anche l’eventuale fuoriuscita volontaria dal bacino regionale di tutti quelli che ne faranno richiesta, oppure per definire percorsi diversi secondo esigenze specifiche.
Di tutta la vicenda, felicemente conclusa oggi, stigmatizzo con fermezza anche l’allarme scientemente lanciato da diversi soggetti politici e istituzionali sulla inderogabile scadenza del 31 dicembre 2011, termine ultimo per il pagamento degli assegni di utilizzo e quelli per il nucleo familiare ai Lsu.
Puntualizzo ancora una volta con forza che, come stabilito con l’assessore Zezza, i lavoratori socialmente utili hanno in ogni modo garantito la retribuzione di gennaio, nell’attesa che i Comuni perfezionino tutte le pratiche burocratiche necessarie.
Per questa ragione invito espressamente tutti i sindaci dei Comuni coinvolti nella stabilizzazione dei rispettivi Lsu, di procedere celermente nella definizione e nell’invio presso gli uffici preposti della Regione Lazio della documentazione necessaria, per passare poi alla fase successiva: la stipula dei nuovi contratti con i lavoratori.

Gina Cetrone
Consigliere regionale del Lazio (Pdl)