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martedì 18 giugno 2013

PER L'INCIDENTE IN CUI PERSE LA VITA AMERICO CELSO, RINVIO A GIUDIZIO PER DUE INDAGATI!







DUE rinvii a giudizio e un
proscioglimento per la
morte di Americo Celso
16 anni di Santi Cosma e
Damano morto il 2 novembre su via delle Terme di
Suio mentre si trovava a
bordo del suo scooter. Ieri
davanti al giudice per le
udienze preliminari del tribunale di Latina Costantino De Robbio si è celebrata l’udienza per il rinvio a
giudizio a carico di tre
diupendenti della provincia di Latina del settore
viabilità: Angelica Vagnozzi, dirigente del servizio viabilità della provincia (difesa dall’av vo c a t o
Dino Lucchetti), Roberto
Chinappi, tecnico responsabile alla viabilità, e Ferdinando Conte, addetto alla sorveglianza delle strade provinciali (difesi dagli
avvocati Massimo Signore
e Pasquale Cardillo Cupo).
Il gup al termine della discussione ha rinviato a
giudizio questi ultimi
mentre la posizione della
dirigente è stata dichiarata
prosciolta. Secondo l’ac -
cusa le cause dell’inciden -
te sarebbero da cercare
nella scarsa manutenzione
dell’asfalto. Lo scooter del
16enne sarebbe slittato
perchè nella corsa le gomme urtarono degli avvallamenti. Nella caduta il ragazzo andò a sbattere contro un’auto, una Nissan,
che proveniva in senso di
marcia contrario. La posizione del conducente, un
maresciallo dell’ae reonautica, A.C. 39enne di
Castelforte, pare che sia
stata archiviata.
La famiglia della giovane
vittima si è costituita parte
civile nel processo attraverso l’avvocato Gianluca
Di Matteo.

Da LATINA OGGI DEL 18.6.13

sabato 11 maggio 2013

SENTENZA NEL PROCESSO PER RICICLAGGIO: PROSCIOLTO IL DIRETTORE DELLA BANCA E CONDANNATO A QUATTRO ANNI L'AMMINISTRATORE DELLA SOCIETà! SECONDO L'ACCUSA IL DANARO PROVENIVA DA UNA TRUFFA MILIARDARIA AI DANNI DELLO STATO!






DOVEVANO rispondere dell’ac -
cusa di riciclaggio di denaro sporco, proveniente da una truffa miliardaria ai danni dello Stato. Due
gli imputati: il direttore della filiale di Formia della Banca di
Roma, Arturo Purificato 49 anni
di Formia, difeso dall’ av vo c a t o
Massimo Signore, ed Enrico Rosato 76 anni di Santi Cosma e
Damiano, amministratore di una
società, difeso dall’avvocato Alfredo d’Onofrio. Ieri la conclusione del processo davanti al tribunale di Latina con la richiesta
da parte della pubblica accusa,
sostenuta dal pm Gianmaria, a
nove anni condanna e 6 mila euro
di multa. Il collegio composto dal
giudice Lucia Aielli e Cavaceppi
e Giannantonio a latere, hanno
invece assolto il direttore di Banca per non vere commesso il fatto
mentre hanno condannato a 4
anni e 6mila euro di multa il
Rosato. I fatti vennero accertati
nel 1999, ma la vicenda parte da
ancora prima con truffa perpetrata in Sicilia da un gruppo di
persone indagate per per delinquere. Secondo gli inquirenti
prendevano dei finanziamenti a
fondo perduto dallo Stato italiano
per realizzare manufatti ma che in
realtà quanto previsto dai progetti
non veniva mai costruito. Quindi
progetti fittizi di sviluppo economico del mezzogiorno con il solo
scopo di ottenere denaro dallo
Stato.
Le somme venivano incassate
dalla «Industrie bevande rio Sicilia srl» su conti correnti siciliani
e poi bonificate sul conto corrente
sempre della società alla filiale
Banca di Roma di Formia. E qui
entrava in scena Purificato che era
il consulente business dell'epoca
della Banca di Roma di Formia e
che quindi si occupava di tutte le
società clienti della Banca, viene
sostanzialmente contestato di
aver trasferito e /o sostituito la
somma di oltre un miliardo consentendo alla IBRS, in persona
del legale rappresentate Romano
Pasquale di aver prelevato con
assegno la somma di un miliardo
e di averla poi versata in contanti
sul suo conto corrente personale.
Dall'istruttoria è emerso «prima
di tutto che l'operazione in realtà
è stata cartolare - ha spiegato
l’avvocato Signore - nel senso
che non vi è stato il prelevamento
materiale dei soldi ed il successivo versamento in contante degli
stessi, ma è stata una semplice
operazione cartolare che in effetti
ha lasciato sempre i soldi nella
stessa filiale trasferendoli semplicemente da un conto ad un altro».
La difesa ha spiegato ancora che
già all'epoca le banche conformemente ad alcune direttive comunitarie avevano dei sistemi automatici di rilevazione automatica
delle operazioni sospette (GIANOS) e che proprio quei sistemi
non avevano individuato l'operazione come sospetta.
In ultimo «la competenza prevista
per legge per la eventuale segnalazione delle operazioni sospette
all'interno della filiale è del direttore della filiale in primis e poi del
capo operativo e successivamente
ancora del cassiere che effettua
l'operazione: il Purificato era consulente business e non aveva alcuna competenza a tal fine. Riciclare significa scambiare denaro
sporco con denaro pulito: la condotta del Purificato non ha minimamente avuto una conseguenza
del genere».
DA LATINA OGGI DEL 11.5.13

martedì 11 settembre 2012

SANTI COSMA E DAMIANO: TRE DIPENDENTI DELLA PROVINCIA DAL GUP PER UN TRAGICO INCIDENTE STRADALE





COMPARIRANNO di fronte al Giudice per l’udienza
preliminare Matilde Campoli
il prossimo 1 5 novembre per
r i   s p   o n   d e   r e
della morte del
16enne di Santi Cosma e Damiano Americo Celso, scop a r s o   i l   2
novembre del
2009 in un tragico incidente
avvenuto in
via delle Terme a Castelforte. Le tre
persone, difese dagli avvocati Massimo
Signore, Dino
Lucchetti, Pasquale Cardillo Cupo e Angelo Fiore sono tre addetti
alla manutenzione delle
strade impiegati presso
l’ufficio provinciale. Nel dettaglio il dirigente del settore
viabilità dell’amministrazio -
ne provinciale di Latina,
V.A., il tecnico responsabile
dell’area sud, C.R., l’addetto
alla sorveglianza del tratto
stradale di via delle Terme,
C.S.. Nei loro confronti il
sostituto Eleonora Tortora,
che ha chiesto il rinvio a
giudizio, ipotizza, dopo una
serie di consulenze, l’omessa
colposa manutenzione del
tratto stradale. Non quindi un
episodio occasionale ma una
condotta omissiva che ha
portato al decesso del 16enne
sancosimese. Al momento
dell’incidente il giovanissimo era a bordo di uno scooter
aprilia Scarabeo 125 e viaggiava in direz i o n e   S u i o
Terme. Alla
curva prima
d e l   c e n t r o
c om m e rc i al e
«Agorà», in
zona San Lorenzo, finiva
però sotto una
Nissan Almera
Tino, proveniente dal senso opposto di
marcia, alla cui
guida si trovava un maresciallo dell’ae -
r e o n a   u t i c a ,
A.C. 39enne di
Castelforte. Proprio su quest’ultimo si erano inizialmente concentrate le indagini che poi hanno avuto una
svolta grazie alla relazione
del perito nominato dal pm.
In sostanza, causa dissesto
del manto stradale, il giovane
avrebbe perso il controllo del
mezzo cadendo rovinosamente a terra per poi andare
ad impattare contro la Nissan. Da cui anche la spiegazione perchè il motorino dopo l’incidente era ancora intatto.