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domenica 21 luglio 2013

RISSA CON COLTELLI A MARINA DI MINTURNO: ARRIVANO LE CONDANNE PER QUATTRO! COINVOLTI CONCITTADINI DI SANTI COSMA E DAMIANO E CASTELFORTE.








I  fatti risalgono all'agosto del 2008, quando due minturnesi si recano al pronto soccorso del nosocomio locale con ferite guaribili tra i sette e i dieci giorni.
Le condanne arrivano in questi giorni, quando il Giudice Unico del tribunale di Gaeta ha condannato tre concittadini di Santi Cosma e Damiano e Castelforte ad un anno di reclusione ed uno ad un anno e sei mesi, accogliendo parzialmente le richieste del Pubblico Ministero. I due di Minturno sono stati assolti perchè il fatto non sussiste.

sabato 13 ottobre 2012

SALTA L'ACCORDO PER IL GIUDICE DI PACE: PREVALGONO ANCORA LE SPINTE CAMPANILISTICHE, GLI INTERESSI DEI CITTADINI PASSANO IN SECONDO ORDINE!






I NOVE Comuni del comprensorio si spaccano sulla firma del
protocollo d’intesa per salvare gli
uffici del giudice di pace a Gaeta.
L’incontro si è svolto presso l’au -
la consiliare del
Comune di Gaeta e, annunciato
come un accordo
i n t er c o m u na l e ,
formale, quasi
fatto, è stato invece aggiornato
a lunedì prossimo alle 10 e 30 a
Formia. Sono intervenuti alla discussione i sindaci di Gaeta,
Itri, Ventotene,
Castelforte, Santi Cosma, il vicesindaco di Formia e un delegato del sindaco di
Minturno e il
collegio di avvocati del presidente dell’ordine degli avvocati di
Latina Giovanni
Malinc onico.
Assenti, ma solo
formalmente, i
sindaci di Ponza
e Spigno. Ma
perché non si è
trovato l’accordo? Per ragioni di
opportunità ovviamente. Anche
se tutti si sono detti favorevoli in
apertura di incontro a tralasciare i
campanilismi, questi sono venuti
fuori più dirompenti che mai
quando si è proceduti con la lettura del testo del protocollo. Infatti
il testo, elaborato sulla base di
quello redatto proprio dal foro
pontino nel febbraio scorso, è stato letto dal sindaco Mitrano, ma
Minturno si è opposta. Perchè?
C’è da dire che per salvare gli
uffici del giudice di pace l’unico
strumento è quello di provvedere
autonomamente, quindi con le
casse comunali, alle spese per la
struttura, la manutenzione e ovviamente il personale. Insomma
dipendenti comunali che si formano accanto al personale ministeriale attualmente in carica e
destinato al trasferimento su disposizioni dello stesso ministero,
lasciando spazio ai primi. Costo
complessivo che ammonta a più
di 200mila euro lordi annui. E che
i nove Comuni si sobbarcano calcolando il proprio contributo in
proporzione alla propria popolazione residente sul totale bacino
di utenza che supera le 100mila
unità. Il problema però è che Minturno un ufficio ce l’ha già e vorrebbe che nel protocollo si chiedesse il salvataggio anche di quella sezione che di fatto spacca in
due il fronte dei Comuni. Infatti
oltre a Minturno tengono alla sopravvivenza di quegli uffici anche
Castelforte, Santi Cosma e Spigno per ragioni logistiche. Questo
però può compromettere l’even -
tuale approvazione del ministero
sul salvataggio di una sede, se
come detto si insiste e si rilancia
col salvataggio di entrambe. Peraltro con un interlocutore come il
consorzio intercomunale ad oggi
spaccato o comunque senza un
accordo. D’altra parte questi Comuni dell’estremo Lazio meridionale non vorrebbero pagare i salvataggi di uffici altrui pur consapevoli del rischio di perdere tutto.
Una situazione controversa presa
forse troppo alla leggera nonostante l’impegno dei partecipanti.
Le isole in qualche modo sorvolano ponendo con forza che la questione principale è il salvataggio
di almeno una sede per ovvie ragioni di isolazionismo. Mentre
Itri ha fatto presente le gravi difficoltà che impediscono di cont r i b u i r e   a l l a
causa. Bisogna
però procedere
in fretta perchè il
10 novembre è il
termine ultimo di
presen tazione
della richiesta.
Intanto si fanno
anche le prove
g e n e r a l i   p e r
creare un analogo sodalizio per la ben più impegnativa battaglia sul salvataggio
del tribunale. E solo la coesione
può determinare la vittoria.

lunedì 20 agosto 2012

"NON SI RIESCE A COMPRENDERE L'ATTEGGIAMENTO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI LATINA: ANDARE A CASSINO è MENO ONEROSO RISPETTO A LATINA!




RADDOPPIO dei costi e triplicazione dei tempi. I conti
in tasca agli avvocati ed ai
loro clienti causati dal trasferimento delle competenze del
Tribunale di Gaeta verso
quelli di Cassino e di Latina
ha deciso di farli attraverso un
documento al vetriolo il libero comitato «Nessuno tocchi
il Tribunale» che con una nota
dell’avvocato Patrizia Menanno lanciano il loro attacco
al presidente dell’Ordine degli avvocati di Latina, l’avvo -
cato Malinconico ed al sindaco del Comune di Latina.
L’eliminazione della sezione di Gaeta con il trasferimento delle competenze su
Cassino costerebbe di certo
meno qualora nella malaugurata ipotesi si spingesse il ministero a reindirizzare la sede
su Latina. E poi per quale
motivo proprio Latina? Chiede l’avvocato co-fondatore
del movimento. «Il nostro appello è rivolto ai colleghi ed ai
professionisti ed alla gente
comune per ribadire con forza
la centralità del sud del Lazio.
Finora - spiega l’avvocato -
ogni tentativo di civile ribellione è stato smorzato, tanto
che mai richiesta di accorpamento a Cassino è stata formulata da Latina, neppure in
via subordinata, ma anzi, è
stato espressamente richiesto
che anche nella denegata ipotesi di soppressione, le due
sezioni distaccate di Terracina e Gaeta restassero nel circondario di Latina».
L’avvocato Patrizia Menanno ricorda inoltre come l’opi -
nione pubblica sia stata tenuta
«colpevolmente all’oscuro di
tutto, non facendo trapelare
l’infausto destino che attendeva i cittadini di Itri e San
Cosma, Gaeta, Ponza e Ventotene, piuttosto che Spigno
Saturnia o Minturno, avessero ancora inteso dare voce
alla loro domanda di giustizia».
Così l’esponente del comitato «Nessuno tocchi il Tribunale» ricorda come nel momento in cui alcuni avvocati
del sud pontino avevano iniziato a dare vita ad una raccolta di firme si sono visti
raggiungere da una «fredda
reprimenda da parte di Latina».
La Menanno esorta i suoi
colleghi del sud ed i cittadini
dei nove Comuni a ribellarsi
ed opporsi fermamente verso
quello che potrebbe essere -
qualora venisse accolto -
l’esito del ricorso incidentale
proposto alla Corte Costituzionale «sollecitata dal potere
centrale di latina alla Polverini, per peculiarissimi motivi
di “prestigio” del foro di Latina».
«Ritengo sia giunto il momento per le popolazioni del
sud pontino di mobilitarsi, di
dissentire con questa politica
egemonica e campanilistica,
corporativistica ed egocentrica della provincia. - scrive la
La Regione Lazio non può
rappresentare e non rappresenta solo Latina. E’ ora che
la colonia composta dai nove
Comuni annessi manifesti liberamente la volontà di recidere questo cordone ombelicale che non lascia spazio alla
crescita, ma che ci farà sempre restare nell’ombra come
periferiche appendici”

martedì 14 agosto 2012

CANCELLATA GAETA, TUTTO SI TRASFERIRA' A CASSINO.





L’annunciata scomparsa del
Tribunale di Gaeta, come presidio giudiziario nel sud della
provincia di Latina, «risucchiato» dalla
longa manus di
Cassino avrà
degli effetti.
Non adesso ma
quando tutto
sarà operativo.
In primo luogo i processi
che prima venivano celebrati davanti al
giudice del Tribunale di Gaeta per alcuni
reati andranno
a finire nel palazzo di giustizia di piazza
Labriola. Stesso discorso per
i reati per cui sono previste
condanne più alte che erano di
competenza del Collegio Penale o del giudice per l’udien -
za preliminare. I fatti che saranno accertati nei comuni
che ricadono ancora sotto il
comprensorio di Gaeta e degli
altri otto centri prenderanno
non più la strada della Procura
di via Ezio a Latina e poi di
piazza Buozzi ma andranno
direttamente in Procura a Cassino e poi in Tribunale. Ecco
la lista intanto dei comuni che
dal punto di vista giudiziario
passeranno sotto la competenza di Cassino: Santi Cosma e
Damiano, Castelforte, Minturno, Formia, Gaeta, Ponza,
Ventotene e Spigno Saturnia.
Lo stesso discorso del penale
vale anche per le cause civili e
per quelle di lavoro e per le
separazioni. Insomma per tutto.
Stesso discorso delle indagini: i titolari saranno i sostituti
p r   o c   u r a   t o   r i
della repubblica di Cassino
che si relazioneranno con
polizia e carabinieri sia di
Cassino che
dei nove comuni della provincia di Latina per indagini
diverse. Stesso
discorso anche
per i reparti
speciali delle
forze dell’ordi -
ne: si pensi a
Squadra Mobile, Digos, Nucleo Investigativo dei carabinieri, Nucleo di
polizia Tributaria della Finanza o Nipaf della Forestale.
Che faranno? Per i reati accertati o commessi in quei nove
comuni dovranno relazionarsi
con Cassino. E il Tribunale di
Terracina? Sarà chiuso e sarà
accorpato a quello di Latina. Il
prospetto a grandi linee è questo ma ci vorranno ancora
parecchi mesi.

venerdì 6 luglio 2012

I PROFESSORONI HANNO DECISO. SI CHIUDE GAETA, MA ANCHE CASSINO!




DOPO molte battaglie,
documenti, prese di posizione, appello di avvocati
e magistrati sulla necessità di tenere aperto un presidio della giustizia al sud
della provincia, dove più
alto è il tasso di illegalità,
arriva il via libera definitivo alla soppressione della sezione distaccata del
Tribunale di Latina a Gaeta. Per ternerlo aperto
l’associazione degli avvocati ha mobilitato buona
parte della politica provinciale e il Foro ma l’esi -
genza di risparmiare è stata più forte. L’ufficio di
Gaeta, infatti, è stato inserito nell’elenco delle 220
sezioni distaccate che dovrebbero essere cancellate per effetto della legge
delega varata quando ancora non era insediato il
Governo Monti. Dunque
una scelta «datata» e forse
inevitabile. Pensare che
per tenere in piedi la sezione distaccata di Gaeta
è stato costruito un nuovo
edificio dedicato agli uffici giudiziari e costato non
solo molti soldi pubblici
ma anche molti anni di
lavoro, con blocchi ripetuti a causa della carenza
di fondi. Da pochi anni il
Tribunale di Gaeta è in
funzione nel palazzo di
Calegna e aveva rappresentato una svolta per i
t e m p i   p r o c e s s u a l i .
Sull’elenco delle sedi da
chiudere però non c’è accordo politico e ancora
ieri i parlamentari delle
singole zone interessate,
compresi quelli di Latina
h   a   n n   o
cercato di
p er or ar e
la causa
della sop   r a v v   ivenza. Per
quanto riguarda i
c a r i c h i
pendenti è
stato dimo st ra to
che Gaeta
conta una
mole di
procedimenti ben più alta
di piccolissimi Tribunali
che si salvano grazie ad
un accordo politico avallato dal Ministero che
prevede di tenere aperti
almeno tre Tribunali per
ciascuna Corte d’Appel -
lo. In questo modo se un
Tribunale con minore carico di Gaeta rientra nella
formula del «tre» può comunque restare aperto. A
pagare il pegno dei tagli è
anche il Tribunale di Cassino, inserito nell’elenco
delle 33 sedi che il Ministero della Giustizia intende sopprimere per cercare di risparmiare sui costi di servizio e del
personale.