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mercoledì 3 ottobre 2012

SCANDALO REGIONE LAZIO: I DEPUTATI PONTINI SI DISTINGUONO, HANNO INCASSATO PIU' DI TUTTI!






L’ABBIAMO sempre detto che il sud pontino è
lontanissimo da Roma. E il
rimborso chilometrico incassato ogni anno dal consigliere regionale Romolo
Del Balzo da Minturno, sta
lì a dimostrarlo: 21.756,60
euro. Google map alla mano, Del Balzo si «sobbarca» circa 300 chilometri a
volta, tra andata e ritorno.
Il totale, moltiplicato per
18 presenze mensili (il
massimo previsto) fa 1.800
euro. Chi risiede a oltre 15
chilometri dalla Pisana poteva usufruire del rimborso, calcolato per 0,40 centesimi ogni chilometro percorso. Per la benzina, si
calcola la residenza anagrafica. Nei rimborsi sono
compresi anche quelli per
Telepass e Ztl nel centro
storico di Roma.
Del Balzo, in questa speciale classifica, ha battuto
anche er Batman Fiorito, il
quale s’è portato a casa
«appena» 20.930,40 euro.
Dopo il consigliere di Minturno, la personale classifica dei consiglieri pontini
vede al secondo posto Gina
Cetrone da Sonnino, che di
rimborso nell’anno 2011
ha intascato 12.668,40 euro.
Appaiati al terzo posto,
Giovanni Di Giorgi e Stefano Galetto, anche loro
consiglieri Pdl. Per entrambi il rimborso chilometrico è stato pari a 8.812
euro. Poco più in basso, il
consigliere regionale del
Partito democratico Claudio Moscardelli, per il quale la Regione Lazio ha versato nel 2011 8.262 euro
tondi.
Appena tre consiglieri
hanno rinunciato al rimborso chilometrico: si tratta di Angelo Bonelli (Verdi), Francesco Storace
(Destra) e Roberto Carlino
(Udc). Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi, ha rinunciato a tutto: «Niente
rimborso chilometrico,
niente telepass, niente
Ztl». Il 20 luglio, Bonelli
scrive al presidente del
consiglio regionale Mario
Abbruzzese: «Non avendo
una macchina e qualora il
contributo fosse erogato a
mio favore, chiedo di voler
provvedere alla sua rimozione».

DA LATINA OGGI DEL 3.10.12

martedì 2 ottobre 2012

SCANDALO REGIONE LAZIO: DUE PONTINI APPRODANO IN PRIMA SERATA SU REPORT DI RAITRE







UNA puntata, la prima della nuova stagione di Report, dedicata
agli scandali
che stanno
c oi nvol ge nd o
la politica italiana in queste settimane.
E ovviamente
non poteva
mancare una
p a r e   n t e s i
pontina. Una
parentesi ampia e bipartisan.
La trasmissione ha preso le mosse
dalla legge
a nt i co rr u zi one in discussione in Parlamento. Attualmente, tra
indagati e
c o nd a n n at i ,
negli enti locali, ce ne sono ben 400.
Nel Lazio, per la provincia di
Latina in particolare, la trasmissione Report ha puntato l’atten -
zione su Romolo Del Balzo e
Eligio Tombolillo. Il caso Del
Balzo è certamente il più noto. Il
consigliere regionale, poche settimane dopo essere entrato in
Consiglio regionale per surrogare Claudio Fazzone, viene arrestato per un provvedimento inerente la gestione dei rifiuti nel
Comune di Minturno, risalente a
quando era presidente del Consiglio comunale del paese pontino.
Del Balzo è accusato di truffa e
frode in appalto pubblico. Appena viene scarcerato si dimette
dalla Commissione Lavori Pubblici di cui era presidente e viene
nominato Presidente della Commissione per le Olimpiadi di Roma 2020 che saltano perché
Monti è contrario. Ma ce n’è già
un’altra pronta. A giugno gli
danno la commissione scuola.
«Scuola, diritto allo studio, università e formazione», precisa
Del Balzo ai microfoni di Report.
Ma lei è medico, cosa c’entra con
la scuola? Del Balzo ha la risposta pronta: «Il politico deve essere competente su tutto se no non
può fare il politico. un tutto fare,
il politico primo di tutto deve
dare risposte ai cittadini, allora fa
il Presidente della Scuola, Presidente Lavori Pubblici». Un altro
consigliere regionale, Melpignano della lista Polverini, spiega il
segreto di Pulcinella: «Del Balzo
è stato indicato per quel ruolo,
quella presidenza, dal Pdl. Funziona così».
Le telecamere passano poi in
casa Pd, precisamente a Pontinia,
dal sindaco Eligio Tombolillo.
Ex Pci, è al quarto mandato da
sindaco del comune di Pontinia.
Lo scorso anno insieme alla
Giunta è stato condannato in
appello dalla Corte dei Conti per
la gestione della Trasco, una partecipata del Comune che si occupa un po' di tutto: dai rifiuti, al
trasporto scolastico. Tombolillo
ha sborsato 200 mila euro di
multa di tasca propria e resta al
suo posto perché per i reati contabili non è prevista nessuna sospensione o decadenza dalla carica, né dalla legge e tantomeno
dal codice etico del Partito Democratico. Interrogato sulla vicenda per cui è stato condannato,
Tombolillo risponde a tono:
«Penso che per un sindaco sia
una cosa nobile stabilizzare dei
lavoratori, quando non stabilizza
fratelli, quando non stabilizza
amanti». Tombolillo è stato condannato definitivamente, ma ha
annunciato istanza di revoca e
ricorso a Strasburgo. Alla domanda se ritiene opportuno continuare a guidare il Comune,
Tombolillo risponde senza dubbio alcuno: «Certo, perché ho
amministrato bene». A dargli
manforte, il segretario provinciale del Pd Enrico Forte: «Il partito
ha la responsabilità nei confronti
di Tombolillo lo sostiene e ritiene
che Tombolillo debba restare a
fare il sindaco di Pontinia». Di
più, Eligio Tombolillo è considerato uno dei possibili candidati
dei democratici alle prossime regionali.
DA LATINA OGGI DEL 2.10.12

sabato 22 settembre 2012

SCANDALO REGIONE LAZIO: E' UN FIUME IN PIENA "ER BATMAN"





LA valanga di fango che ha travolto il gruppo Pdl della Regione
Lazio non ha risparmiato le vesti
immacolate - o presunte tali - di
molti dirigenti del Pdl pontino.
La prima ad essersi imbrattata è
quella di Romolo Del Balzo. Tirato per la giacca dal’ex capogruppo Pdl alla Pisana Franco
Fiorito che ieri l’altro, davanti
agli inquirenti, ha spiegato in che
modo l’onorevole di Minturno
era tra quelli più presenti
sull’estratto conto del Pdl laziale.
In particolare, Fiorito avrebbe
raccontato agli uomini che per
otto ore gli hanno chiesto conto
della gestione dei fondi a disposizione del partito che Del Balzo
«ha sistemato alla Regione i suoi
parenti». Ma l’ex fedelissimo del
senatore Claudio Fazzone è in
ottima compagnia. Nelle voci del
registro paga del Pdl della Pisana
figurano infatti per il territorio
pontino anche quelle che fanno
capo a Stefano Galetto. Per carità, nessuna ruberia. Piuttosto un
modo alternativo alle vacanze,
alle automobili di lusso o alle
ostriche e champagne per gravare
sulle tasche dei contribuenti del
Lazio. Perché sebbene non siano
suoi parenti anche Galetto ha trovato il modo di crearsi in Regione
la sua bella schiera di fidatissimi
collaboratori. Così come hanno
fatto altri esponenti di destra e di
centro della provincia di Latina.
Abbiamo già dato conto su queste colonne degli incarichi romani dell’ex assessore provinciale
Bruno Creo, dell’attuale assessore provinciale Enrico Tiero e del
presidente del Coniglio comunale di Latina Nicola Calandrini.
Ma a Roma, tra la Pisana e via
Cristoforo Colombo, lavorano
anche il figlio del capogruppo
Città Nuove al Comune di Latina
Gianni Chiarato, da mesi collaboratore dell’assessore Mariella
Zezza e quello del consigliere
provinciale del Pdl Vincenzino
Palumbo, nello sfaff dell’asses -
sore alla mobilità Francesco Lollobrigida. Così come la figlia del
presidente del Consiglio provinciale Michele Forte e sorella
d el l ’assessore regionale Aldo,
Sonia Forte, da diverso tempo si
trova a libro paga del vicepresidente della Regione Lazio Luciano Ciocchetti. Finita? Macché.
Perché chi non ha «creature» da
sistemare, prova a giocarsi le carte per una candidatura in prima
persona. E’ il caso questo del
capogruppo Udc Mauro Anzalone, che ha lasciato di recente il
suo impiego in terra pontina per
un incarico più soddisfacente a
Roma, sponda assessorato alle
politiche sociali. Ma l’elenco è
lungo e ancora pieno di sorprese.
Basterebbe infatti dare un’oc -
chiata alle liste dei candidati delle
ultime amministrative del comune di Latina per capire come funzionano gli ingranaggi della Regione quando vengono oliati in
un certo modo. In particolare,
scorrendo tra le mani l’elenco dei
candidati della lista Città Nuove,
viene spontaneo pensare che, tra
quelli eletti in Comune, quelli a
cui sono toccati incarichi esterni
e i ripescati in Regione Lazio o in
piccoli o grandi società satellite
della Pisana, quelli effettivamente rimasti senza uno straccio di
poltrona sono davvero in pochi.
Merito, anche, dell’ex sindacalista pontino della Ugl Claudio
Durigon. Cuore e anima della
lista Polverini alla Regione, riuscito nell’impresa ardua di «balcanizzare» la Regione Lazio con
una carovana di persone di sua
fiducia. Roba che nemmeno
Claudio Fazzone ai tempi d’oro.
Quelli, cioè, della presidenza del
Consiglio regionale.
LE AC CUSE A DEL BALZO

E  alla fine Franco Fiorito ha tirato in
ballo anche lui, Romolo Del Balzo,
il consigliere regionale di Minturno
del gruppo del Pdl. «Spesso - ha
detto l’ex capogruppo di Anagni che
si sta difendendo dalle accuse di
peculato scaricando parte delle responsabilità anche sugli altri colleghi del partito - Del Balzo si presentava da me per battere cassa perché
ne aveva bisogno oppure presentava
le ricevute per rimborsi carburante
per un costo complessivo di ottomila
euro». La scorsa settimana sempre
Fiorito aveva ribadito che Del Balzo
era tra i consiglieri e gli assessori che
avevano fatto assumere amici e parenti in Regione, poiché nel gruppo
del Pdl alla Pisana lavorano la nipote
e la moglie di Del Balzo. Il quale ha
puntualizzato subito dopo che le due
donne hanno presentato regolare domanda e lui non ha seguito né «spinto» la pratica; circa i soldi sempre
Del Balzo afferma di non aver mai
presentato domande di rimborso per
la benzina e solo una volta ha chiesto
3000 euro in contanti; il resto delle
somme attribuite sarebbero state rendicontante «regolarmente» come
spese per il «rapporto con gli elettori».
Per Romolo Del Balzo però, inevitabilmente, queste accuse hanno un
sapore diverso. Il consigliere è infatti
già imputato nel processo per la
truffa dei rifiuti perpetrata da Ego
Eco e da funzionari del Comune di
Minturno in danno della sua città. E
ancora prima era stato indagato per
abuso in relazione alle intercettazioni nell’inchiesta sulla mafia a Fondi
che lo vedevano al centro di raccomandazioni per le prove del concorso da infermiere. Lo scandalo dei
fondi del gruppo Pdl va comunque
oltre e tocca il nervo sempre scoperto
dei rapporti interni al partito, tra ex
An ed ex Forza Italia. In teoria per i
secondi dovrebbe essere una sorta di
resa dei conti, visto che il principale
artefice dello scandalo sulla gestione
del conto bancario è un uomo di An,
anzi un «fascistone» come si definisce lo stesso Fiorito. Quest’ultimo
prima di Del Balzo aveva fatto il
nome di un altro consigliere
regionale di
Latina, Stefano Galetto,
che viene dalla corrente di
Alleanza Nazionale. E’
possibile che
lo scandalo in
atto ridefinisca in tempi
a   b b   a s   t a   n z   a
stretti il rapporto di forza
tra due anime
c h e   h a n n o
sempre convissuto per
forza e per diktat nazionale
nelle giunte
locali e negli
enti derivati.
In questi ultimi anni si sono viste epurazioni e mess   a   g g   i
tra sversa li,
pure qualche
punizione grave come quella toccata all’ex sindaco di Latina,
Zaccheo, cacciato, appunto, dagli
uomini di Forza Italia. Tutto sommato ciò che si vede in queste ore era
nell’aria, sia in termini «finanziari»
che politici.


DA  LATINA OGGI DEL 22.9.12

venerdì 21 settembre 2012

BATMAN FA STRIKE DEI CONSIGLIERI PONTINI: GALETTO, CETRONE, DEL BALZO E D'OTTAVI!





F I O R I TO a Galetto lo ha
citato direttamente, forse
tirando fuori a caso un
esempio di nota spese davanti ai magistrati e facendo quindi finire il nome del consigliere pontin o   n e l   v e r b a l e   d i
interrogatorio. Ma il
Batman di Anagni ha
portato ai magistrati romani documenti relativi
le spese di tutti e sedici i
componenti del gruppo
regionale del Pdl. Tra loro, dunque, anche gli altri pontini, Romolo Del
Balzo, Gina Cetrone e la
new entry Lillia D’Otta -
vi.
Lo scandalo dei fondi
del gruppo ha preso le
mosse da una guerra interna al Pdl laziale tra gli
uomini di riferimento di
Antonio Tajani (tra cui il
viterbese Battistoni e lo
stesso Del Balzo) e gli ex
An di Fiorito. E proprio
Tajani e i suoi rischiano
di uscire pesantemente
ammaccati da questa disfida interna. Non dimentichiamo che tra i fedelissimi del commissario europeo ci sono
praticamente tutti i vertici del Pdl di Latina,
ovvero Claudio Fazzone,
Armando Cusani e Stefano Zappalà. Chiaro
che, se Tajani perde potere e influenza, anche per
i suoi luogotenenti pontini non si preannunciano
tempi facili.
CI sarebbe anche il consigliere regionale pontino Stefano
Galetto tra i nomi tirati in
ballo da Franco Fiorito
nell’interrogatorio di ieri l’al -
tro davanti ai magistrati romani che stanno indagando
sull’utilizzo dei fondi del
gruppo del Pdl della Regione
Lazio. Fiorito avrebbe accusato Galetto di aver speso
soldi del gruppo senza giustificare le uscite. L’ex assessore del Comune di Latina, raggiunto telefonicamente, afferma invece che «è tutto
assolutamente nella norma,
non c’è stata da parte mia
alcuna anomalia. Sono sereno».
Dopo aver coinvolto Romolo Del Balzo con accuse su
presunte assunzioni relative a
familiari del consigliere di
Minturno, Franco «Batman»
Fiorito tira nella mischia anche il consigliere ex An Stefano Galetto, accusandolo di
aver effettuato spese senza
giustificarle. In totale, secondo le indiscrezioni trapelate
ieri, davanti al procuratore
aggiunto Alberto Caperna e il
pubblico ministero Alberto
Fioretti, Fiorito avrebbe fatto
questi nomi di suoi colleghi
consiglieri: Giancarlo Miele,
Andrea Bernaudo, Carlo De
Romanis, Lidia Nobili, Stefano Galetto e il rivale di sempre, l'ex capogruppo del Pdl
Francesco Battistoni. La gran
parte dei citati sono coloro,
va ricordato, che hanno votato la sfiducia a Franco Fiorito
come capogruppo. Un particolare di non poco conto.
Infine, l’ex sindaco di Anagni
ha fatto il nome del presidente del Consiglio Mario Abbruzzese il quale sarebbe stato al vertice di un accordo per
la spartizione dei fondi. Infatti, secondo quando trapela
dell’interrogatorio di Fiorito,
c’era una sorta di accordo di
ripartizione dei fondi tra tutti
i gruppi del consiglio regionale in funzione della loro
consistenza politica che prevedeva l'assegnazione di 100
mila euro l'anno a ciascun
consigliere per finalità politiche, e un accordo all'interno
del Pdl che raddoppiava o
triplicava tale assegnazione a
seconda degli incarichi ricoperti. «La presidente della
Regione Renata Polverini
non poteva non sapere - ha
detto Fiorito - poiché si trattava di una decisione di cui la
giunta prendeva atto, dell'accordo di ripartizione dei fondi assegnati ai gruppi dall'ufficio di presidenza». Una frase però smentita ai microfoni
di Sky: «Non ho detto che
Renata Polverini non poteva
non sapere. Non esiste alcun
sistema e ho rendicontato tutto».
Fiorito ha inoltre ammesso
di aver avuto a disposizione,
per gli incarichi che ricopriva
(presidente della commissione Bilancio e capogruppo del
Pdl) circa 300 mila euro nel
2011. «Tutti soldi rendicontati e spesi attraverso bonifici
bancari, in modo tale da essere tutti tracciabili», ha detto il
Batman di Anagni per dimostrare la propria trasparenza.
Secondo Fiorito, inoltre,
ammonterebbe a circa 17 milioni di euro l’anno il totale
dei fondi assegnati ai gruppi
del consiglio regionale e
all’Ufficio di Presidenza del
consiglio per le finalità politiche di ciascun componente.
«Ero ossessionato dalle richieste di danaro dei consiglieri del mio gruppo. Non ne
potevo più», avrebbe detto
Fiorito ai pm. Ha poi lamentato di essere stato sfiduciato
subito dopo aver inviato una
lettera ai suoi colleghi in cui
chiedeva conto di alcune spese sostenute o delle quali si
chiedeva il rimborso. Fiorito
ha portato due faldoni ai pm,
contenenti le spese del gruppo Pdl. In essi ci sarebbero i
nomi (e dunque le spese) di
16 consiglieri del gruppo Pdl.
Tra questi, anche il consigliere pontino Galetto, il cui nome è filtrato in quanto sarebbe stato pronunciato dallo
stesso Fiorito nel corso
dell’interrogatorio. Ma non è
escluso che vi siano anche
altri consiglieri pontini coinvolti dall’ex capogruppo. «Il
mio assistito- ha spiegato
l’avvocato Carlo Taormina -
ha detto ai pubblici ministeri
di indagare, di andare a guardare se a fronte di soldi concessi corrisponde o meno
l'organizzazione di un convegno, l'affissione di un manifesto o la pubblicazione di un
testo».