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domenica 24 marzo 2013

OPERAZIONE CARONTE: SCARCERATO FABIO BUONAMANO!






FABIO Buonamano 24enne
finito in carcere nell’ambito
dell’operazione dei carabinieri
antidroga denominata «Caronte» è stato scarcerato. Questga
la decisione del
giudice del Tribunale del Riesame di Roma
in seguito
all’appello presentato dal difensore, l’a vvocato Pasquale Cardillo
Cupo, avverso
l’ordinanza di
c a r c e ra z i o n e
firmata dal gip
di Latina, Costantino De
Robbio, su richiesta del sostituto procuratore Marco
G i a n c r i s t o fa r o .
A dare il via
all’ope razione
Caronte furono
le denunce di
alcuni insegnanti di diversi istituti scolastici di Formia. I
professori avevano notato degli atteggiamenti «strani» da
aprte degli allievi ed avevano
chiesto quindi l’intervento delle forze dell’ordine. Decisiva
nelle indagini, partite nel marzo del 2010, è stata la collaborazione di uno degli studenti. Il
giovane consumatore raccontò
di aver subito minacce di morte continue da parte di uno
degli arrestati. L’inchiesta vede indagate, oltre i cinque arrestati, altre venti persone. A
dare forte impulso inoltre, l’ar -
resto, sempre nel 2010, del
meccanico navale Massimo
Cannavacciuolo, sorpreso ad
attraccare sul Garigliano a bordo di un gozzo con un chilo di
hascisc proveniente da Mondragone dove gli era stato consegnato da un altro arrestato: il
41enne Gildo Russo.
Da ieri dunque Buonamano è
tornato libero e attende gli sviluppi giudiziari. L’inchiesta è
stata dichiarata chiusa dal pm e
nei prossimi giorni sarà fissata
l’udienza preliminare per il
rinvio a giudizio.
A finire in manette nell’am -
bito della stessa operazione:
Carlo De Rosa, 42enne di Sant'Agata dei Goti (Benevento)
ma residente in corso Vittorio
Emanuele a Minturno, Roberto Laudo, 37enne di Ariano
Irpino.
DA LATINA OGGI DEL 24.3.13

lunedì 26 novembre 2012

MINACCIA, VIOLENZA ED OLTRAGGIO. DUE CITTADINI DI SANTI COSMA E DAMIANO A PROCESSO!






COMINCERA’ il prossimo 5
aprile presso il Tribunale di Gaeta
il processo per minaccia, violenza
e oltraggio a pubblico ufficiale a
carico di Fabio Buonamano e Sergio Canzolino, 26enni, entrambi di
Santi Cosma e Damiano, recentemente rinviati a giudizio come
richiesto dal pm Marco Giancristofaro. I due furono fermati a un
posto di blocco il 22 aprile del
2010 dai carabinieri di Castelforte.
Piuttosto che mantenere un adeguato comportamento, come da
verbale dei due militari che li
fermarono, inveirono più e più
volte nei confronti dei militari. Tra
l’altro anche, «Sapete prendervela
solo con quelli di questa zona
perché altrove vi avrebbero già
sparato in testa» e «Prima o poi ve
la faccio pagare». Buonamano recentemente è stato condannato a
due anni e otto mesi di detenzione,
n el l’ambito dell’arresto dello
scorso maggio relativo all’opera -
zione Caronte, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, che
portò al fermo di cinque persone.

giovedì 15 novembre 2012

OPERAZIONE CARONTE: CONDANNA PER UN CITTADINO DI SANTI COSMA E DAMIANO





DUE anni e otto mesi per il 24enne sancosimese Fabio
Buonamano arrestato lo scorso maggio nell’ambito
dell’operazione Caronte che portò al fermo di cinque
persone. Comparso di fronte al Gup Guido Marcelli,
difeso dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, il sostituto
Simona Gentile ha chiesto nei suoi confronti una condanna a quattro anni e mezzo di detenzione argomentando tra
l’altro con i numerosi precedenti a carico. La vicenda di
Buonamano si inserisce nell’inchiesta condotta dai Carabinieri della Compagnia di Formia per spaccio di
stupefacenti, droga, hascisc e cocaina, tra Formia, Scauri
e Santi Cosma e Damiano. Buonamano finì in manette
nel corso di una perquisizione domiciliare avvenuta
durante il blitz delle forze dell’ordine: gli vennero
sequestrati centoventi grammi di hascisc e quindici di
cocaina. A dare il via all’operazione Caronte furono le
denunce di alcuni insegnanti di diversi istituti scolastici
di Formia allarmati dai sintomi di sonnolenza, tipici di chi
assume droghe, che i loro allievi manifestavano durante
le lezioni. Sentita la decisione del giudice, la difesa ha
fatto richiesta di arresti domiciliari su cui il Gup si è
r i s e r va t o

martedì 4 settembre 2012

RINVIO A GIUDIZIO PER UN GIOVANE DI SANTI COSMA E DAMIANO






GIUDIZIO immediato per il 24enne
sancosimese Fabio Buonamano, archiviazione per la posizione della 49enne
madre, originaria di Roccarainola, Giovannina Cardone. Questa la richiesta del
pm Marco Giancristoforo e fatta propria
dal giudice per
le indagini preliminari Costantino De Robbio
che ha firmato il
decreto di giudizio immediato e
l’ar chivi azi on e.
Al centro della
vicenda l’opera -
zione «Caronte», un’indagine
portata avanti
dai Carabinieri
della Compagnia di Formia
per spaccio di
st up eface nt i,
droga, hascisc e
cocaina, tra Formia, Scauri e
Santi Cosma e
Damiano, le cui
indagini sono
tuttora in corso e
per cui a maggio
furono arrestate
cinque persone.
Proprio in questa inchiesta si
inserisce la vicenda di Buonamano nella cui abitazione, nel corso di una perquisizione, furono sequestrati centoventi grammi di hascisc e quindici di cocaina da cui
l’arresto in flagranza. Già nel successivo
interrogatorio di garanzia, però, l’avvo -
cato difensore Pasquale Cardillo Cupo
riuscì da subito a dimostrare come la
madre di Buonamano, moglie di quel
Domenico coinvolto a sua volta in due
inchieste relative a un omicidio avvenuto nel casertano e in quella denominata
Anni 90, il cui processo si è concluso con
la condanna di alcuni esponenti di un
gruppo considerato contiguo al clan dei
casalesi, fosse completamente all’oscu -
ro della detenzione di droga da parte del
figlio. Non così per il figlio Fabio, attualmente detenuto in carcere, all’interno
della cui camera da letto i carabinieri
rinvennero anche materiale atto al confezionamento della sostanza. Per lui l’av -
vocato difensore avrà ora quindici giorni
di tempo per valutare e decidere se proporre un rito alternativo. A dare il via
all’operazione Caronte furono le denunce di alcuni insegnanti di diversi istituti
scolastici di Formia allarmati dai sintomi di sonnolenza, tipici di chi assume
droghe, che i loro allievi manifestavano
durante le lezioni. Da qui, e grazie alla
collaborazione di un giovane consumatore che raccontò di aver subito minacce
di morte continue da parte di uno degli
arrestati, il via all’inchiesta partita tra
marzo e aprile del 2010 che vede indagate, oltre i cinque arrestati, altre venti
persone. A dare forte impulso inoltre,
l’arresto, sempre nel 2010, del meccanico navale Massimo Cannvacciuolo, sorpreso ad attraccare sul Garigliano a bordo di un gozzo con un chilo di hascisc
proveniente da Mondragone dove gli era
stato consegnato da un altro arrestato: il
41enne Gildo Russo. Proprio dal metodo
usato per il trasporto dello stupefacente
il nome dell’operazione: «Caronte», il
traghettatore dell’Ade che conduceva i
nuovi morti da una riva all'altra del fiume
Acheronte.