Visualizzazione post con etichetta MAGGIORE PASQUALE SACCONE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MAGGIORE PASQUALE SACCONE. Mostra tutti i post

sabato 30 marzo 2013

PRESA DAI CARABINIERI LA BANDA DELL'AUTOLAVAGGIO: ERANO TRE INCENSURATI DI SANTI COSMA E DAMIANO







AVEVANO preso di mira l'autolavaggio «Il rapido», di proprietà di C.L., 41enne di Minturno, dal quale avevano portato via, in due
diverse circostanze materiale vario per un
valore complessivo che si aggirava intorno ai
ventimila euro.
Tre insospettabili giovani, incensurati di
Santi Cosma e
Damiano, sono
stati denunciati
dai carabinieri,
in quanto ritenuti i responsabili dei due raid
notturni, compiuti nel giro di
quattro mesi. Si
tratta di F.M. e
D.D., entrambi
ventenni e di
S.V., di 16 anni, i quali sono
accusati di furto aggravato in
concorso. L'operazione è stata
condotta dai carabinieri della
stazione di Santi Cosma e Damiano, che hanno rinvenuto
nelle abitazioni dei tre giovani
quasi tutta la refurtiva asportata. I colpi ai danni dell'autolavaggio, che si trova in zona San
Marco di Minturno, lungo via
per Castelforte, erano stati messi a segno nell'ottobre scorso e
un mese fa circa. I due furti
furono denunciati dal proprietario dell'area di lavaggio ai
carabinieri della stazione di
Minturno, i quali avviarono le
indagini, poi continuate dai colleghi di Santi Cosma e Damiano, una volta accertato che gli
autori erano abitanti nel Comune dei santi medici. Il blitz dei
militari ha riportato al ritrovamento di cinque
ta gli aerb a,
quattro motoseghe, due caricabatterie professionali, una saldatrice, dieci
trapani elettrici,
due pistole per
verniciature e
altro materiale.
Il proprietario
de ll 'a ut ol avaggio ha riconosciuto il materiale, che gli è
stato riconsegnato dai militari dell'Arma.
Indagini sono in
corso dai militari coordinati
dal maggiore
Pasquale Saccone, per verificare se siano
stati effettuati altri furti simili in
zona.

sabato 16 marzo 2013

PER MESI AVEVANO TERRORIZZATO IL SUD PONTINO : ARRESTATA LA BANDA DEGLI SCIPPATORI!






PER mesi hanno messo a
segno scippi a bordo di uno
scooter in varie cittadine del
sudpontino seminando il
panico tra gli anziani, le loro
vittime. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Formia hanno eseguito quattro
ordini di custodia cautelare
nei confronti di quella che
ormai era ritenuta la banda
degli scippi. I militari, coordinati dal comandante, il
maggiore Pasquale Saccone, dopo una lunga ed articolata indagine sono arrivati
ad identificare i quattro ragazzi poco più che ventenni.
E ieri mattina hanno eseguito le 4 ordinanze di custodia
cautelare in carcere per il
reato di furto aggravato con
strappo nei confronti di:
C.A., classe 92, R.A., classe
92; S.G., classe 92; I.M.,
classe 91.
A firmare
i quattro
prov vedimenti il
giu dice
per le indagini preliminari di
L a t in a ,
Mara Mattioli, che
ha accolto
le tesi inves ti ga tive
del sostituto procu rato re
della Repu bbli ca
di Latina
tito lare
delle indagini , Eleonora Tortora, e dei
ca ra bin ie ri
del Nor,
sono tutti ragazzi di Mondragone. Due sono stati presi nelle loro abitazioni men
tre altri due sono stati rintracciati in Toscana, nella
città di Poggibonsi, in provincia di Siena. Si trovavano qui dove avevano trovato
lavoro e ci sarebbero rimasti
per un periodo di sei mesi.
Gli arrestati secondo quanto ricostruito dai militari
dell'Arma tra il settembre e
l'ottobre 2012 si sono resi
responsabili di ben 13 scippi ai danni di persone anziane, nei comuni di Castelforte, Santi Cosma e Damiano,
Minturno e Formia. I colpi
venivano commessi tutti
con lo stesso modus operandi: con il volto parzialmente
travisato si avvicinavano alle vittime a bordo di uno
scooter, con la banale scusa
di chiedere un’informazio -
ne entravano in azione. Subito dopo avere chiesto l’in -
formazione approfittavano
del momento di distrazione
della vittima e con una mossa fulminea sottraevano la
borsa o la collana dal collo.
In alcuni casi le vittime sono rimaste ferite. Inoltre i
furti sono tutti stati commessi in orari nel tardo pomeriggio quando la poca
luce aiutava i malviventi nel
loro disegno criminoso.
Tutti infatti sono stati commessi dopo le 17. Uno degli
arrestati, C.A., venne già
fermato in ottobre dai militari del Nor, insieme ad un
complice finiti in manette
per il reato di resistenza a
pubblico ufficiale e danneggiamento ad automezzo militare. In quell'occasione
C.A. venne riconosciuto da
alcune vittime quale l'autore
di tre scippi consumati nelle
due settimane precedenti.
Agli altri tre soggetti i militari sono giunti con individuazioni fotografiche da
parte delle vittime, che li
hanno subito riconosciuti.
A ciò sono seguiti accertamenti tecnici dei militari
che hanno raccolto ulteriori
prove a carico degli arrestati. I ragazzi ora sono ristretti
nelle case circondariali di
Latina e Siena, a disposizione dell’Autorità giudiziaria
che li ascolterà nelle prossime ore.

venerdì 8 febbraio 2013

CASTELFORTE: DENUNCIATO IL PROPRIETARIO DI UN FRANTOIO.












E’stato denunciato dai carabinieri il proprietario di
un frantoio a Castelforte.
Ieri la locale stazione
dell’Arma deferiva in stato di libertà all’autorità
giudiziaria di Latina un
70enne di Castelforte
contestandogli la violazione   del articolo 137 del
d e c r e t o   l eg i s l a t ivo
152/2006, ovvero   scarichi
di acque reflue industriali
nella fognatura pubblica
senza la prevista autorizzazione .
I militari, coadiuvati nei
vari sopralluoghi dai carabinieri dei Nas, dal personale tecnico dell’A rp a
Lazio e dell’Asl di Latina,
hanno effettuato degli accurati accertamenti su richiesta di alcuni cittadini
del Comune di Castelforte che lamentavano le carenze igienico
sanitarie da parte di un frantoio
oleario. Una cospicua mole di
d o c u m en t a z i one sembra sia
stata acquisita
presso gli uffici
comunali, ma
anche della Provincia di Latina,
finalizzati alla
verifica delle
autoriz zazioni
e ff e t t iva m e n t e
in possesso del
frantoio. E’ sta -
to constato però
che il laboratorio in questione, oggetto
dei controlli dei carabinieri, sarebbe privo
dell ’autorizzazione necessaria per lo scarico
delle acque reflue industriali nella fognatura
pubblica e pertanto è stato
sottoposto a rigide prescrizioni con intimazione
di divieto assoluto di continuare a scaricare all’in -
terno d dell fogne pubbliche.

da latina oggi del 7.2.13

sabato 8 dicembre 2012

CASTELFORTE: ARRESTATO ANCORA UN LADRO DI...PIGNE!!!






ERA partito da Sessa Aurunca per
recarsi nella pineta Tralla di Castelforte, ormai diventata il "paradiso
delle pigne" da rubare. A finire in
manette è stato un altro straniero,
arrestato dai carabinieri di Castelforte. Il blitz degli uomini della stazione
locale è scattato l'altro pomeriggio,
nel corso di un controllo della zona
ormai presa di mira da gruppi di
stranieri che commerciano le pigne
rubate. I militari dell'Arma hanno
sorpreso un romeno di 32 anni, abitante a Sessa Aurunca, che si era
impossessato di circa 400 pigne, contenute in dieci sacchi che aveva sistemato sulla sua Renault Dacia. Per lui
scattavano gli arresti per furto in area
demaniale. Un arresto convalidato dal
magistrato di turno, la dottoressa Tortora, con il ladro di pigne che è stato
rimesso in libertà in attesa della fissazione del processo. Quello dell'altro
ieri è il settimo arresto effettuato dai
carabinieri comandati dal maggiore
Pasquale Saccone nei confronti degli
«specialisti del settore» nel giro di
venti giorni. Il 17 novembre i militari
della stazione di santi Cosma e Damiano arrestarono due romeni abitanti a Latina, che stavano portando via
trecento chili di pigne. Sei giorni dopo
i carabinieri di Castelforte, coadiuvati
dalla polizia locale, arrestarono quattro albanesi domiciliati a Fiume Amaseno, in Ciociaria, i quali si erano
appropriati di nove chili di pigne.
Trasferte sfortunate per quelli che
sono stati ribattezzati "pignaroli" costretti a doversi cercare

venerdì 7 dicembre 2012

CASTELFORTE: ARRESTATO UN DICIANNOVENNE PER MINACCIA E POSSESSO DI ARMA BIANCA!





DANNEGGIAMENTO aggravato da minaccia e detenzione illegale di arma bianca sono le accuse contestate a V.M.,
un diciannovenne incensurato di Castelforte, arrestato dai carabinieri del Norm di Formia. Gli uomini del
maggiore Pasquale
Saccone sono intervenuti l'altra sera per un
episodio verificatosi
nella centralissima via
Risorgimento, dove si
trova un noto bar tabacchi. Il giovane studente, intorno alle 22, ha avuto una
discussione col proprietario
del locale, che poi avrebbe
danneggiato. Infatti il diciannovenne dopo essere
uscito dal bar è tornato con
una mazza ferrata, con la
quale ha danneggiato la vetrata della porta d’ingresso e
tre tavoli che si trovavano
all’interno. Inoltre, secondo
quanto rilevato dai militari
intervenuti, lo stesso studente avrebbe lanciato
anche una bottiglia di
vetro, che fortunatamente non ha colpito
nessuno degli avventori presenti. Il titolare
dell’esercizio commerciale ha chiamato subito il 112 e sul posto
sono giunti i carabinieri del Norm della compagnia di Formia, diretti dal tenente Emanuele Corda. Sul posto
è giunta una pattuglia
che ha bloccato il giovane,
che si trovava nei pressi del
locale. Gli investigatori lo
hanno trovato in possesso di
un grosso coltello da cucina, della lunghezza di 30
centimetri, che è stato sottoposto a sequestro. Il diciannovenne, dopo le formalità
di rito, è stato ristretto nella
camera di sicurezza della
caserma della compagnia
dei carabinieri di Formia, in
attesa del rito direttissimo
fissato per questa mattina
presso il tribunale di Gaeta.

martedì 2 ottobre 2012

RAPINATORI DI SPIGNO: SE NE COSTITUISCE UNO CHE CONFESSA, è DI SANTI COSMA E DAMIANO







SI è costituito uno dei rapinatori ritenuti gli autori della
rapina finita male ai danni di
un rivenditore di scooter di
Spigno Saturnia. Il giovane,
Mario Liberato 27 anni di
Santi Cosma e Damiano, a
tredici giorni dal tentato colpo ha deciso di sua spontanea volontà di costituirsi.
Venerdì sera della settimana
scorsa si è recato presso la
caserma dei carabinieri di di
Formia in Largo Caduti di
Nassiriya e si è costituito. In
quella sede ha dichiarato di
essere stato lui l’autore della
tentata rapina e, reso delle
dichiarazioni spontanee.
Dopo le formalità di rito il
ragazzo è stato trattenuto
nella camera di sicurezza
per essere poi tradotto nel
carcere di Latina all’indo -
mani. Sabato mattina è comparso davanti al giudice per
le indagini preliminari del
capoluogo pontino, Guido
Marcelli, per essere sottoposto ad interrogatorio e convalida del fermo. Liberato,
assistito dal suo legale di
fiducia, l’avvocatessa Anna
Marciano, ha dichiarato al
giudice di essere stato lui ed
un altro amico a tentare di
mettere a segno il colpo ai
danni del rivenditore. Ha dichiarato di essere stato spinto dal fatto che sta attraversando un brutto periodo dal
punto di vista economico.
Ha dichiarato inoltre che a
compiere il colpo erano solo
in due anche se secondo i
carabinieri che stanno indagando sul caso - coordinati
nell’attività investigativa dal
maggiore Pasquale Saccone
- pare ci fosse anche un terzo
rimasto fuori dalla concessionaria a fare da palo. Un
mistero che si scioglierà con
il prosieguo delle indagini.
Un altro mistero da chiarire
è su chi avesse la pistola. Al
termine dell’i nt err ogat or io
il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere. Il
legale aveva chiesto una misura meno afflittiva come
quella degli arresti domiciliari con il permesso a recarsi al lavoro. Ma hanno pesato i precedenti che gravano
sull’arrestato. Il suo è un
passato un po’ turbolento: è
stato arrestato per traffico
internazionale di stupefacenti nell’ambito dell’ope -
razione «Squalo spagnolo»
per cui è stato condannato a
tre anni.
Dunque per il momento il
giovane resta in carcere. Resta da vedere se il complice
di Liberato ha intenzione di
costituirsi anche lui, se non
l’ha già fatto in queste ore.
L'episodio si verificò il 13
settembre sera intorno alle
19.30, nei pressi della statale
630 che collega Formia a
Cassino. La rapina non andò
a buon fine in quanto i proprietari si sono opposti, hanno reagito scaraventando
una delle moto addosso i due
rapinatori che sono rimasti
feriti.
DA LATINA OGGI DEL 2.10.12

sabato 22 settembre 2012

SANTI COSMA E DAMIANO: ANCORA COLTIVAZIONE DI MAIJUANA, ARRESTATI.





AVEVANO messo su un piccolo laboratorio
di coltivazione di marijuana, ma non avevano fatto i conti con i carabinieri del Nucleo
Operativo Radiomobile della Compagnia di
Formia, che li hanno sorpresi mentre innaffiavano il loro prezioso prodotto. In manette
sono finiti S.P.C., impiegato 32enne, e V.M.,
19enne studente, entrambi di Castelforte,
sorpresi in un terreno agricolo situato a Santi
Cosma e Damiano, mentre innaffiavano tre
piante di marijuana, dell'altezza di circa un
metro e mezzo e del peso complessivo di
circa un chilo. Una volta suddivise in dosi
avrebbero fruttato un notevole guadagno ai
due «coltivatori», che sono
stati trasferiti nelle camere
di sicurezza della caserma
della Compagnia dei carabinieri di Formia, in attesa
del processo per direttissimo previsto per stamattina
presso il tribunale di Gaeta.
I carabinieri già da qualche
tempo tenevano sotto osservazione la coppia ed
hanno atteso il momento
opportuno per far scattare
le manette ai loro polsi. Ieri
mattina i militari guidati dal tenente Emanuele Corda hanno deciso di entrare in
azione, cogliendo in flagrante la coppia.
L'operazione di ieri ha confermato come
questo mercato «stupefacente» del «fai da
te» sia molto florido e non a caso sono in
corso controlli specifici da parte delle forze
dell'ordine. Con questa ultima operazione la
Compagnia dei carabinieri di Formia comandata dal maggiore Pasquale Saccone, ha
messo a segno quattro arresti nelle ultime 36
ore. L'altro ieri, infatti, tra Scauri e Formia,
erano state arrestate due ragazze incensurate
di Formia, trovate in possesso di 200 grammi di hascisc. Ieri, le due giovani, sono state
interrogate a Latina dal giudice per le indagini preliminari del tribunale del capoluogo,
Costantino De Robbio, il quale ha concesso
ad entrambe gli arresti domiciliari.

martedì 4 settembre 2012

RINVIO A GIUDIZIO PER UN GIOVANE DI SANTI COSMA E DAMIANO






GIUDIZIO immediato per il 24enne
sancosimese Fabio Buonamano, archiviazione per la posizione della 49enne
madre, originaria di Roccarainola, Giovannina Cardone. Questa la richiesta del
pm Marco Giancristoforo e fatta propria
dal giudice per
le indagini preliminari Costantino De Robbio
che ha firmato il
decreto di giudizio immediato e
l’ar chivi azi on e.
Al centro della
vicenda l’opera -
zione «Caronte», un’indagine
portata avanti
dai Carabinieri
della Compagnia di Formia
per spaccio di
st up eface nt i,
droga, hascisc e
cocaina, tra Formia, Scauri e
Santi Cosma e
Damiano, le cui
indagini sono
tuttora in corso e
per cui a maggio
furono arrestate
cinque persone.
Proprio in questa inchiesta si
inserisce la vicenda di Buonamano nella cui abitazione, nel corso di una perquisizione, furono sequestrati centoventi grammi di hascisc e quindici di cocaina da cui
l’arresto in flagranza. Già nel successivo
interrogatorio di garanzia, però, l’avvo -
cato difensore Pasquale Cardillo Cupo
riuscì da subito a dimostrare come la
madre di Buonamano, moglie di quel
Domenico coinvolto a sua volta in due
inchieste relative a un omicidio avvenuto nel casertano e in quella denominata
Anni 90, il cui processo si è concluso con
la condanna di alcuni esponenti di un
gruppo considerato contiguo al clan dei
casalesi, fosse completamente all’oscu -
ro della detenzione di droga da parte del
figlio. Non così per il figlio Fabio, attualmente detenuto in carcere, all’interno
della cui camera da letto i carabinieri
rinvennero anche materiale atto al confezionamento della sostanza. Per lui l’av -
vocato difensore avrà ora quindici giorni
di tempo per valutare e decidere se proporre un rito alternativo. A dare il via
all’operazione Caronte furono le denunce di alcuni insegnanti di diversi istituti
scolastici di Formia allarmati dai sintomi di sonnolenza, tipici di chi assume
droghe, che i loro allievi manifestavano
durante le lezioni. Da qui, e grazie alla
collaborazione di un giovane consumatore che raccontò di aver subito minacce
di morte continue da parte di uno degli
arrestati, il via all’inchiesta partita tra
marzo e aprile del 2010 che vede indagate, oltre i cinque arrestati, altre venti
persone. A dare forte impulso inoltre,
l’arresto, sempre nel 2010, del meccanico navale Massimo Cannvacciuolo, sorpreso ad attraccare sul Garigliano a bordo di un gozzo con un chilo di hascisc
proveniente da Mondragone dove gli era
stato consegnato da un altro arrestato: il
41enne Gildo Russo. Proprio dal metodo
usato per il trasporto dello stupefacente
il nome dell’operazione: «Caronte», il
traghettatore dell’Ade che conduceva i
nuovi morti da una riva all'altra del fiume
Acheronte.