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giovedì 20 giugno 2013

CIMITERO D FORMIA: APERTA L'INCHIESTA PER LA CELLA FRIGORIFERA FUORI USO, TRA POLEMICHE E SCARICABARILE!






LA PIÙ grande potenzialità inespressa della città di Formia, come si sente
dire da molto
tempo, e riproposta con
forza nella recente campagna elettorale,
è il turismo.
Enormi risorse non sfruttate che pagano
l 'i ne ffi c ie nz a
di una campagna di promozione e marketing pratic a m en t e
i n e s i st e n t e .
N o no s t an t e
ciò negli ultimi giorni è arrivato addirittura una sorta di colpo di grazia alla
capacità promozionale della città.
Mentre ci si aspettava finalmente il
rilancio del territorio, Formia è tornata ancora una volta sulla ribalta delle
cronache nazionali nella sua veste
peggiore. Telegiornali, prime pagine
di quotidiani e siti internet l'hanno
riproposta a tutta la nazione come un
luogo cinico e dalle discutibili qualità
umane dei propri cittadini. Il fatto di
cronaca che ha dato il via a questa
operazione è stata la morte per annegamento, dovuta a un malore, sul
litorale di levante, di una turista russa
di 78 anni. Più che un decesso in
spiaggia, le principali emittenti nazionali, hanno parlato di uno strano
fenomeno di cinismo, mancanza di
sensibilità e rispetto per la morte.
Tutto grazie al supporto di immagini
fotografiche che testimoniavano lo
scambio di effusioni di alcuni ragazzi
e il regolare e indifferente svolgimento di giochi da spiaggia proprio a
ridosso del cadavere. In realtà le cose,
per chi era in spiaggia, si sono svolte
diversamente. Sono stati quegli stessi
bagnanti tacciati di volgarità, infatti,
a prestare i primi soccorsi alla donna,
prima recuperandola dall'acqua eppoi con i massaggi cardiaci e le
manipolazioni del caso effettuate sotto costante consiglio telefonico del
pronto soccorso del Dono Svizzero.
Tutto avveniva, inoltre, mentre si
formava un gruppetto di donne, anch'esse bagnanti, che organizzavano
in tempo reale un capannello di preghiera con tanto di rosario alla mano.
Buona parte dei pochi bagnanti rimasti, infine, dopo aver constatato la
morte della donna, e dopo aver raccolto le proprie cose, sono andati via.
Strano caso del destino, in quegli
stessi istanti si stava consumando
un'altra tragedia, quella dei parenti di
Domenico Fiorino, morto sabato a
San Cosma e Damiano dopo un tragico incidente stradale. I parenti del
61enne lunedì hanno scoperto della
rottura delle celle frigorifere dove era
deposta la salma del proprio congiunto. Un disservizio tecnico che in
48 ore ha decomposto irrimediabilmente il cadavere. Un oltraggio, questo si, a un morto, che ha fatto gridare
allo scandalo i parenti che hanno
parlato «di una seconda morte» del
proprio caro. E le salme della turista
russa e di Fiorino per qualche ora
sono stati addirittura fianco a fianco
nella camera mortuaria dell'ospedale
Dono Svizzero proprio a causa del
malfunzionamento delle celle cimiteriali. Mentre a loro insaputa fuori
scoppiavano le polemiche.
Ma se da una parte, per la donna, era
il mercato del gossip a tenere banco,
per Domenico Fiorino c'era la disperazione dei cari nel sapere l'uomo
oltraggiato in questo modo da un
servizio pubblico inefficiente. Forse
si, anche in quest'ultimo caso, c'era
da deplorare i responsabili di una tale
negligenza, segnalata peraltro alla
Procura della Repubblica con formale denuncia alla Polizia.
SECONDO il custode del cimitero di Castagneto a Formia il danno ai motori e alle
ventole di refrigerazione delle celle di conservazione del
camposanto sono state riparate già lunedì. La notizia non
ha trovato tuttavia conferma
tra alcuni operatori funerari
della città che, confermando
peraltro quanto riportato dai
parenti di Domenico Fiorino,
vittime dell'incredibile negligenza nei confronti della salma del proprio congiunto,
hanno sostenuto come il guasto persistesse da alcuni mesi. Su questo aspetto, invece,
è il custode del cimitero a
smentire, ricordando come
invece il guasto si sia verificato e risolto nel giro di pochi
giorni, come detto, già lunedì. Anche se proprio lunedì,
nel primo pomeriggio, la salma di Fiorino, veniva trasportata nella camera mortuaria
messa a disposizione dall'ospedale Dono svizzero. Sta di
fatto che, gli unici due posti
disponibili nella camera mortuaria ospedaliera, lunedì
erano occupati dalle salme di
Domenico Fiorino e di Valentina Grausman, la 78enne
russa morta a Gianola. In caso di ulteriore necessità, fortunatamente non verificatasi,
bisognava rivolgersi, salvo
disponibilità, alle strutture di
Gaeta o addirittura di Latina.
Insomma una situazione paradossale sulla quale indagherà la Procura di Latina.
Intanto sulla controversa vicenda si apre anche un altro
fronte relativo alla paventata
inefficienza di alcune agenzie
funebri, incapaci di ovviare a
emergenze di questo tipo in
assenza di strumenti e personale adeguato. Complice anche lo scarso controllo che
sul tema offrono i sistemi
istituzionali responsabili del
servizio all'oscuro, come nel
caso denunciato dai parenti di
Fiorino, dello scaricabarile di
responsabilità messo in atto

tra cimitero e agenzia funebre.

martedì 18 giugno 2013

INCIDENTE DI VIA PORTO GALEO: DOPO IL DOLORE LA RABBIA PER LA CELLA FRIGORIFERA DELL'OBITORIO NON FUNZIONANTE! UNA FORMIA CHE DIVENTA PROTAGONISTA IN NEGATIVO DELLA CRONACA NAZIONALE NEGLI ULTIMI GIORNI CI DEVE INDURRE A RIFLETTERE. NON INVOCHIAMO DIBATTITI SUL SENSO DELLA VITA O SUL RISPETTO DELLA MORTE E DEL DOLORE DI CHI SOPRAVVIVE ALLA MORTE. BASTEREBBE SOLO RIFLETTERE SU CHE FINE ABBIA FATTO IL RISPETTO PER L'UOMO!







LA DENUNCIA contro ignoti è
scattata ieri mattina, depositata
al commissariato di polizia di
Formia, da parte dei parenti di
Domenico Fiorino, il pensionato
61enne di Santi Cosma e Damiano che ha perso la vita a seguito
di un tragico incidente stradale
avvenuto all’alba di sabato scorso quando, a bordo del suo trattore diretto in
campagna, è
stato tamponato
da un'auto. Ma
se per la vittima
la tragedia è finita in quei
drammatici momenti, per i familiari è proseguita fino a ieri
quando hanno
fatto la triste
scoperta. Giunti
al cimitero di
Formia, dove la
salma del proprio congiunto è
deposta, in attesa di un perizia del medico legale
disposta dall'autorità giudiziaria, sono stati avvisati dai dipendenti cimiteriali che la sala frigorifera per la conservazione del
corpo in realtà è rotta e non può
quindi fornire la regolare attività
di refrigerazione, favorendo così
una più rapida putrefazione del
cadavere. Una situazione, secondo quanto riferito dagli stessi
familiari, che non sarebbe sorta
solo recentemente ma che farebbe invece emergere lo stato di
rottura consolidato degli impianti di refrigerazione. Ma di
chi sono le responsabilità? Sempre secondo i parenti della vittima, il custode avrebbe riferito
che della situazione sarebbe stata messa a conoscenza l'agenzia
di pompe funebri Circio di Castelforte, che si sta occupando di
tutta la trafila funeraria del 61enne deceduto. Allo stesso tempo i
familiari di Fiorino riferiscono
che la ditta funebre non avrebbe
confermato quanto sostenuto dai
custodi. Come se si stesse mettendo in atto il più classico dei
cosiddetti scaricabarile, di responsabilità. Sta di fatto che proprio grazie alla denuncia, come
peraltro suggerito di fare dagli
uffici della Procura di Latina,
sarà ora la stessa procura a dover
individuare le eventuali responsabilità su quanto accaduto. Anche perché solo ieri nel primo
pomeriggio la salma è stata trasferita presso la camera mortuaria dell'ospedale Dono Svizzero
per essere meglio conservata in
attesa dell'esame legale. Esame
che potrebbe a questo punto anche essere condizionato dalle
pessime condizioni di mantenimento del corpo, specie a causa
del caldo di questi giorni. «Me lo
hanno ammazzato una seconda
volta - ha affermato uno dei fratelli di Domenico Fiorino, giunto da Genova
per assistere il
congiunto fino
alla sepoltura -,
ma qualcuno
dovrà pagare
per quanto accaduto. Solo ora
infatti capiamo
che il non funzionamento delle celle mortuarie è una situazione in essere
da tempo, della
quale si era tutti
a conoscenza.
Persino sabato
quando siamo
venuti per visitare mio fratello
non ci hanno
fatti entrare e
senza nemmeno
avvisarci di
quanto stava avvenendo e ora
capiamo il perché. Se ne sono ricordati solo di
lunedì mattina, impedendoci di
fatto di porre rimedio a quanto
stava avvenendo».

DA LATINA OGGI DEL 18.6.13