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giovedì 29 novembre 2012

SCANDALO REGIONE LAZIO: NUOVA INCHIESTA SULLE SPESE DEL PDL







C’è ora un’inchiesta sulle spese pazze del gruppo regionale
del Pdl. L’inchiesta, condotta
dalla Procura di Roma, nasce
dagli atti d’accusa del consigliere Franco Fiorito, a sua volta arrestato per peculato con
l’accusa di aver distratto per
fini personali 1 milione e 357
mila euro.
In pratica, il procuratore Giuseppe Pignatone ha deciso di
stralciare questo filone da quello principale che riguarda proprio l’ex sindaco di Anagni. E
dunque i magistrati ora indagano per trovare riscontri alle dichiarazioni di Fiorito sulle spese dei suoi colleghi di partito.
L’ipotesi, che il procuratore
aggiunto Francesco Caporale e
il sostituto Alberto Pioletti intendono verificare, è che qualcuno possa avere presentato
fatture gonfiate o altri giustificativi fittizi a fronte di prestazioni in tutto o in parte inesistenti. Ai raggi X finiscono
allora convention, cene, ma anche regali.
«La mia destituzione da capogruppo - mette a verbale il 19
settembre scorso Fiorito -nasce
dalla intenzione di regolarizzare alcune spese che mi sembravano fuori controllo». In
quell’occasione l'ex capogruppo consegnò ai pm 16 cartelline, una per ognuno dei consiglieri Pdl, con le spese degli
ultimi due anni. «Ho il sospetto
- spiegò Fiorito - che alcune
fatture allegate per il rimborso
siano relative ad operazioni
inesistenti o effettuate per importi inferiori a quanto pagato».
Diversi i rimborsi segnalati da
Fiorito come sospetti, da quelli
a società di comunicazione a
quelli a società sportive inesistenti, ma anche ad associazioni politiche. Tutte spese (di cui
i diretti interessati rivendicano
la regolarità) su cui da tempo
sono in corso accertamenti.
Intanto, ieri si è appreso della
richiesta di archiviazione di
un’altra indagine condotta
sempre dalla Procura di Roma
e che ha portato all’iscrizione
nel registro degli indagati il
presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e l’asses -
sore al Bilancio, Stefano Cetica. I due sono accusati di abuso
d’ufficio in un filone dell’in -
chiesta relativa a turbativa
d’asta per alcuni appalti pubblici. Nel procedimento principale è indagato l’ex presidente
di Ama Franco Panzironi. Il
filone che coinvolge Polverini
e Cetica riguarda appalti nel
settore della sanità. Nel richiedere l’archiviazione, secondo
quanto si apprende dalle agenzie di stampa, la Procura ritiene
che ove vi fossero irregolarità
su quel tipo di fornitura, avrebbero profili civilistici e amministrativi, non penali. La vicenda risale al 2010 e riguarda un
appalto dal valore di 14 milioni
di euro. Un appalto, sospetta il
pm Paolo Ielo, nel quale sarebbe stata favorita una ditta vicina proprio a Panzironi, all'epoca ad di Ama. La gara al centro
dell’indagine era stata aggiudicata nel novembre 2010 “per il
servizio di noleggio, lavaggio,
manutenzione, fornitura, logistica e vestiario per il personale
del gruppo Ama per un periodo
di 48 mesi”.
L’indagine vede indagati anche tre imprenditori che devono rispondere in concorso del
reato di turbativa d’asta. Il 18
ottobre scorso erano state effettuate perquisizioni nelle sedi
della società Roma Multiservizi e dell’Ama.

QUANDO LA BARCA AFFONDA...............








L’Udc esce dalla giunta di Renata Polverini e domani mattina i due assessori rassegneranno le dimissioni. “Rimetteremo il mandato nelle mani del presidente”, dice l’assessore dimissionario della regione Lazio al sociale Aldo Forte, rispondendo ai giornalisti a margine di un impegno istituzionale, precisando che lui e l’altro assessore all’urbanistica e vicepresidente della Regione, Luciano Ciocchetti, usciranno dalla giunta. La scorsa settimana in una riunione con il segretario Lorenzo Cesa e il leader Pierferdinando Casini era stata sottolineata la necessità di “una forte discontinuità” rispetto alla compagine di governo regionale. 

giovedì 25 ottobre 2012

SCANDALO REGIONE LAZIO: IMPROVVISAMENTE ALLA CETRONE RITORNA LA MEMORIA E PUBBLICA UNA LETTERA DELLA POLVERINI, CHE SI COMPLIMENTAVA DEL LAVORO (SIC!) DI TUTTI.







Scriveva in maniera diretta e personale per congratularsi del lavoro
svolto. Manifestava il suo sincero
apprezzamento a tutti i consiglieri
per il contributo generosamente
apportato per il raggiungimento
degli obiettivi. Riteneva perfetto ed
efficace il coordinamento tra giunta e consiglio. Sosteneva che l’Ente
era governato da una maggioranza
unita e intelligente, in grado di svolgere appieno il ruolo affidato. Era il
20 gennaio del 2012. Di lì a poco i
convincimenti della Polverini si sarebbero tramutati in polvere. Tanto da arrivare a dire che nessuno
era degno di sedere su quegli scranni e che li avrebbe mandati a casa
lei. La lettera, rimasta chiusa nei
cassetti per lungo tempo, è spuntata all’improvviso. A divulgarla è
stata la consigliera regionale Gina
Cetrone, ora anche lei nel vortice
dello sperpero dei fondi del Pdl per
via di soldi spesi per buffet elettorali. Dalle carte di Fiorito, infatti,
sono emerse due fatture con annotato il nome della Cetrone. La prima, di 4368 euro, si riferisce ad una
pubblicità elettorale nel comune di
Latina; la seconda, di 4056 euro,
per le affissioni alle amministrative
di Terracina. Altre, invece, riguardano tre buffet offerti ai sostenitori
della Cetrone, per un costo totale di
4240 euro. Le fatture, saldate a
quanto pare da Franco Fiorito,
hanno come causale: campagna
elettorale a Sonnino. Quei soldi,
però, sono finiti ad una lista civica
ispirata al partito di Berlusconi ma
non direttamente riferibile al Pdl.
La divulgazione della missiva da
parte della Cetrone, facendo salvo
il suo legittimo atto d’accusa nei
confronti di Renata Polverini, appare, quindi, a scoppio ritardato...

mercoledì 10 ottobre 2012

NOMINE DELLA POLVERINI ALL'ESAME DELLA CORTE DEI CONTI: I DIRIGENTI AVEVANO I REQUISITI PER RICOPRIRE QUEGLI INCARICHI?






Promozioni “pilotate” alla
Pisana? La Corte dei conti
indaga sulle nomine di tre
manager, Ronghi, Zoroddu e Marra, avvenute,
parrebbe, senza i titoli
previsti dalle leggi e i
requisiti richiesti. E il
procuratore regionale della Corte dei
conti del Lazio ha
aperto un’inchiesta
sui vertici della Pisana che sarebbero
stati nominati dalla
Polverini senza i titoli
pr ev is ti
d   a   l l   e
l eg g i .
Nel mirino della giustizia
contabile ci sono almeno tre
nomine che riguardano il
segretario generale della
Giunta, Salvatore Ronghi, il
capo ufficio gabinetto del
presidente regionale, Giovanni Zoroddu, e il direttore
della direzione regionale
personale, demanio e patrimonio, Raffaele Marra.
Secondo l’articolo 10 del
regolamento regionale
1/2002, per diventare dirigenti regionali bisogna avere particolari requ isit i,
come la
laurea, e
una passata esperienza di
dirigente
nel settore pubblico o
in quello
pr ivat o.
N   e s   s   u n   o
dei tre avrebbe questi requisiti. Ronghi, a quanto
pare, è tra i tre
personaggi il più esposto
con 120 mila euro all’anno.
M ad attirare l’attenzione
del procuratore è la mancanza di una laurea, il requisito minimo previsto dalle
leggi e dai regolamenti regionali per accedere a una
qualifica dirigenziale in Regione.
Nel curriculum vitae, il
segretario generale della
Giunta regionale del Lazio,
Ronghi, alla voce istruzione
e formazione, dichiara di
aver conseguito la «maturità
in un istituto tecnico commerciale». Assunto nel
1975 a seguito di concorso
pubblico a tempo indeterminato dall’Azienda trasporti e mobilità di Napoli,
ex Atan, vanta una unica
esperienza dirigenziale avvenuta due anni prima, nel
1973, quando aveva appena
20 anni. Dice infatti di essere stato «dirigente della società Ro. An di Melito con
responsabilità della gestione delle risorse umane». Gli
altri titoli presentati da Ronghi sono da una parte elettivi, per la sua esperienza di
consigliere regionale della
Campania. E dall’altra sindacali, per la sua militanza
nel sindacato Ugl del quale
la stessa Polverini è stata
segretaria generale prima di
diventare governatrice del
Lazio. Quindi, non sono
quelli previsti dalla normativa regionale. Lo stesso vale per Zoroddu, laureato, ma
senza aver mai fatto il dirigente nel privato o nel pubblico. Unico “merito”, anche in questo caso, la sua
lunga militanza, fin dal
1994, nel sindacato della
Polverini. Per Marra, ex ufficiale della Gdf, ex capo
dipartimento casa della
Giunta Alemanno, il discorso è più complesso. Nonostante quattro lauree e un
curriculum di 12 pagine,
secondo la commissione
che ha esaminato i titoli dei
22 candidati esterni (i 180
dirigenti regionali erano
stati messi fuori gioco da un
cavillo del bando), quindici
concorrenti avevano requisiti migliori. Marra non aveva alcuna «capacità specifica relativa alle competenze
proprie della struttura da
assegnare» (direzione Personale), come «l’esperienza
di gestione delle risorse
umane»

venerdì 28 settembre 2012

EVOTAPE: LA SOLIDARIETA' DELLA CHIESA!






VISITA ecclesiastica ieri alla
Evotape, la ex fabbrica di
nastri isolanti di Santi Cosma
e Damiano, picchettata da
giorni per evitare che vengano portati via i macchinari. A
far visita agli operai in lotta è
giunto don Simone Di Vito,
vicario foraneo, il quale ha
espresso alle maestranze la
solidarietà dell’A r c ive s c ovo
e di tutta la diocesi. Il sacerdote è stato accolto nell’aula
riunioni, dove si sono ritrovati una quarantina degli operai
che, a turno, sorvegliano lo
stabilimento. Il parroco di
Sant’Albina di Scauri si è
intrattenuto con gli operai ricordando che è la politica che
deve trovare le soluzioni concrete, per risolvere una situazione che ha pesanti ricadute
su tutto il territorio del sud
pontino, visto che alla Evotape lavorano persone di Santi
Cosma e Damiano, Castelforte e Minturno. Lo stesso

don Simone, in seguito allo
scandalo della Regione Lazio
che ha portato alle dimissioni
della presidente Renata Polverini, ha poi fatto una proposta provocatoria. «I soldi non
utilizzati per fini istituzionali
- ha detto il vicario foraneo -
di cui si parla in questi giorni
andrebbero invece investiti
per risolvere situazioni come
quella della Evotape e di altre
fabbriche in difficoltà. Ciò
costituirebbe un’in cen tivazione al lavoro ed un modo
per espiare il peccato commesso da chi ha utilizzato il
denaro pubblico per altri fini
e non certo per scopi istituzionali». Dopo circa un’ora
don Simone Di Vito, che è
stato anche parroco di Ventosa di Santi Cosma e Damiano, ha lasciato lo stabilimento.
DA LATINA OGGI DEL 28.9.12

martedì 18 settembre 2012

SCANDALO ALLA REGIONE: DA PARENTOPOLI AD "AMICOPOLI"


DALLE spese folli non giustificate
all’elenco dei parenti e amici assunti alla
Regione Lazio il passo è stato brevissimo.
Una questione di tre, quattro giorni. La
frana relativa alle fatture dell’ex capogruppo del Pdl, Franco Fiorito, adesso
travolge nomi di altri consiglieri e assessori soprattutto per la pletora di collaboratori e consulenti che si sono portati
dietro, per i legami politici e familiari e
anche per la provenienza geografica. Ora
tutto può succedere. Anche di (ri)scoprire
che la moglie del consigliere Romolo Del
Balzo, Carmela Puzone, lavora per la
Regione ma presso il Parco Riviera di
Ulisse dove è stata trasferita dal Comune
di Itri, ente in cui era stata assunta come
vigile urbano. Il Parco è stato commissariato dalla Presidente della Regione, Renata Polverini, è affidato a Cosimo Mitrano, funzionario del Comune di Fondi
nonché, da maggio, sindaco di Gaeta e
per questo divenuto pure incompatibile.
Del Balzo ha anche un’altra parente
n el l ’ente che rappresenta, Elisabetta
Pimpinella, figlia della sorella, quindi sua
nipote, nell’organico del gruppo del Pdl.
D’altro canto Romolo Del Balzo nella
sua città, Minturno, è conosciuto come
«signor collocamento». Ha fatto molto
pure per gli altri e come risulta dagli atti
di altra inchiesta poteva intervenire per
assunzioni «al Cotral e ad Acqualatina».
Nel partito ha avuto buoni maestri, il più
noto è certamente il suo capo politico,
Claudio Fazzone, che ha importato un’in -
tera squadra di funzionari e operatori
amministrativi di Fondi dentro gli uffici
della Regione Lazio negli anni in cui è
stato presidente del Consiglio. La stessa
cosa ha fatto con la società Acqualatina
che ha presieduto fino al giorno prima
delle dimissioni causa acclarata e insuperabile incompatibilità. Per i corridoi della
Pisana certe mattine la battuta viene facile: «Arrivano i Fondi boys». Il più famoso, autorevole e potente è Raniero De
Filippis, funzionario assunto prima
dell’avvento di Fazzone ma rimasto al
suo posto durante l’era fazzoniana e questo conta. Poi ci sono Onoratino Orticello, già sindaco di Fondi e rimasto disoccupato dopo la fine del mandato, così si è
ritrovato a fare, da un momento all’altro,
capo del Servizio Commissioni; Gaetano
Orticelli, responsabile della Pro Loco di
Fondi, direttore della tv locale che ha
fatto una strepitosa campagna elettorale
per il sindaco in carica e contro i «vandali» che hanno osato parlare della presenza
della mafia in quella città;
Si annovera, a guardar bene, anche qualche vicino di casa: Vincenzo Ialongo da
Itri, già dirigente del Comune di Fondi,
ingegnere, ora in servizio presso la presidenza del Consiglio regionale del Lazio
come direttore dei Servizi tecnici; Nazzareno Cecinelli da Cori, si occupa di appalti, forniture e comunicazione dopo essere
stato assessore del Comune di Latina,
consigliere provinciale nonché socio (indiretto) di uno dei maggiori costruttori
pontini, Bruno Canini, per alcuni anni
anche ai vertici della società di calcio del
capoluogo.
LE SPESE DEL PD.
DUE milioni di euro di uscite per l’anno 2011. Il gruppo
regionale del Partito democratico ha investito i propri
c   o   n t   r   i   b u   t   i
pubblici in varie maniere,
n o n   d i s d egnando comunque cene
e acquisti «di
qualità» soprattutto in vista delle feste
natalizie. C’è
da dire, comunque, che le spese gestite
dal capogruppo Esterino
Montino e dal tesoriere Mario Perilli sono in gran parte
giustificate dall’attività politica e istituzionale. Una gran
mole di voci nel bilancio
pubblicato sul sito internet
del gruppo sono relative alle
spese sostenute per la stampa di manifesti, volantini e
più in genere per la propaganda istituzionale del gruppo.
Ma anche in casa democrat
non mancano le voci curiose
e le spese per avere «un
occhio di riguardo» da parte
dei media. Ma andiamo con
ordine e partiamo dalla provincia di Latina. Tra le note
spesa del gruppo Pd figurano due consiglieri comunali
pontini, Omar Sarubbo e
Maurizio Mansutti. Sarubbo
sembra essere un collaboratore costante del gruppo Pd.
A suo nome sono infatti registrati ben cinque bonifici,
da febbraio a giugno del
2011. Gli importi sono uno
da 2.476,19 euro e quattro
da 1.238,10 euro. Il gruppo
si è rivolto a Sarubbo per
gestire «le
strategie di
c om u n ic a zi one per la provincia di Latina». Del resto
chi meglio di
un consigliere
comunale in
carica può gestire la comunicazione in
terra pontina, si saranno detti alla Pisana.
Anche Maurizio Mansutti
compare nell’elenco dei bonifici del Pd Lazio. Per l’ex
sindaco di Latina 5.350 euro
per una consulenza legale
nell’ottobre scorso.
Ma al Pd fa gola, evidentemente, anche apparire sui
media e in televisione e per
questo motivo ha investito in
una serie di trasmissioni locali 15.840 euro e 25 mila
euro per avere troupe televisive al seguito nel corso di
iniziative politiche e per la
realizzazione e messa in onda di servizi e trasmissioni
di approfondimento politico.
QUANDO CI PENSANO GLI “AMICI” DELLA PROVINCIA
Nel momento in cui tutti parlano dell’abolizione delle Province un terremoto giudiziario
e politico indica che forse la via
maestra è l’abolizione delle
Regioni. E siccome non si sa da
dove cominciare è utile ripercorrere un po’ delle ultime
tappe clientelari dell’ammini -
strazione provinciale che tra
l’ente di via Costa, la polizia
provinciale e l’Agenzia di Formazione controllata al 98% as
sume praticamente chi vuole. Il
caso più divertente o emblematico? Quello del consigliere
Claudio Di Matteo, Pdl già
Forza Italia, che ha vinto il
concorso come dipendente del
la Provincia; il fratello, Ivano
Di Matteo, è consigliere comunale a Latina per il Pdl e revisore dei conti della Provincia.
Ma anche l’assessore all’am -
biente Gerardo Stefanelli, consigliere comunale a Minturno
per l’Udc, già componente del
cda di Acqualatina, ha vinto i
concorso come dipendente
dell’amministrazione provinciale e dopo un po’ è stato
nominato assessore, mentre il
suo collega Enrico Tiero da che
è responsabile della caccia e
del turismo della Giunta Cusani (per il secondo mandato
consecutivo) ha dovuto chiedere l’aspettativa da dipendente
dell’ente e nel frattempo è collaboratore a contratto della Regione Lazio, ass e s s o r a t o   a l
turismo retto da
Stefano Zappalà,
Pdl, già Forza
Italia. A seguire,
non per ordine di
i   m   p   o   r   t a   n   z   a   :
Giuseppe Simeone, componente del cda di
Acqualatina fino
a due mesi fa e
co ntem pora neamente capo di
gabinetto del
Presidente dell’amministrazio -
ne provinciale, Armando Cusani, nonché consigliere comunale di Formia nel gruppo del
Pdl - ex Forza Italia, oggi presidente di quell’assise; Fulvio
Perrone, vicepresidente del
Consiglio comunale di Formia
per l’Udc, assunto come agente
della polizia provinciale; il comandante in carica dello stesso
corpo è Pasquale Fusco, già
sindaco di Castelforte per
l’Udc e già assessore della
giunta di Armando Cusani
sempre in quota Udc. La «concorrenza», ancora in casa Udc,
arriva dalla Regione Lazio.
Nell’assessorato alle politiche
della famiglia
affidato ad
Aldo Forte, figlio del sindaco di Formia
Michele Forte, si conta
uno squadrone di politici
di quella stessa città assunti a contratto
come collaboratori: Fabio Pezone,
eletto consigliere comunale a Formia
con la lista Generazione Formia, ma dimessosi subito dopo
per assumere l’incarico di capo
di gabinetto del sindaco in
quella città e successivamente
passato in Regione; Stefano
Zangrillo, candidato nella lista
«Destra Formiana» non eletto e
ora in Regione presso l’asses -
sorato di Forte.