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martedì 12 marzo 2013

CHIESA DI CAMPOMAGGIORE: FINALMENTE PARTONO I LAVORI, MA LE POLEMICHE CONTINUANO!






QU E S TA mattina la chiesa
di Sant'Antonio di Campomaggiore di Santi Cosma e
Damiano sarà abbattuta.
Il parroco padre Giuseppe
D'Agostino ha annunciato
l'avvio delle opere di demolizione, rese possibili dal finanziamento di circa centomila euro da parte della Provincia. Un'operazione che,
come è ormai noto, è ostacolata dall'avvocato Cosmo
Damiano Pontecorvo, nettamente contrario alla demolizione dell'immobile, il quale,
come è ormai noto ha presentato una denuncia contro
l'abbattimento della struttura, chiusa da tempo con
un'ordinanza del sindaco.
Ieri lo stesso legale si è
recato di nuovo nella caserma dei carabinieri di Santi
Cosma e Dam i a n o , a ggiungendo altri punti al suo
esposto, nel
quale chiede
a ll 'a ut or it à
giudiziaria di
bloccare le
operazioni di
ab bat ti men to
di una chiesa
che, ha ribadito, presenta
delle lesioni
riparabili, ma
non è pericolante come sarebbe stato confermato da
una relazione dei vigili del
fuoco.
Per Pontecorvo si ravviserebbero, in caso di abbatti
mento, anche violazioni del
codice penale.
Una vicenda che, col passare del tempo, ha assunto toni
elevati con diversità di vedute (termine che ci auguriamo
vada bene a chi non vuol
sentire parlare di «scontro»)
tra le parti in causa, che, in
qualche caso, hanno perso la
giusta tranquillità.
Noi non facciamo il tifo per
nessuno e ci limitiamo a riportare i termini di una vicenda che, comunque, ha fatto registrare dei particolari
degni di essere riportati. Poi
se qualcuno sottolinea che di
questa storia non vorrà più
fornire notizie, vorrà dire che
ce ne faremo una ragione.
Insomma, una vicenda che
forse oggi segnerà la parola
fine, nonostante gli strascichi di polemiche e discussioni alimentate intorno ad essa.

sabato 9 marzo 2013

CHIESA DI CAMPOMAGGIORE: IL PROSSIMO UNDICI MARZO INIZIERANNO I LAVORI!






ORMAI è «scontro aperto» a
Santi Cosma e Damiano per la
questione della chiesa di Sant'Antonio di Campomaggiore,
che, come è noto, dovrebbe essere abbattuta e ricostruita. Ieri,
proprio mentre l'avvocato Cosmo Damiano Pontecorvo consegnava ai carabinieri di Santi
Cosma e Damiano l'esposto denuncia contro la demolizione
del luogo di culto, il parroco,
padre Giuseppe D'Agostino, annunciava ufficialmente, con
grande entusiasmo, che l'abbattimento della chiesa inizierà l'11
marzo prossimo. «Un entusiasmo -ha affermato il sacerdote
in una lettera aperta - che si
fonda sull’ormai certezza di poter assicurare alla Comunità di
Santi Cosma e Damiano il nuovo edificio di culto. Voi tutti,
miei cari lettori, avrete certamente capito che il mio atteggiamento di prudenza nel comunicarvi apertamente l’andamen -
to dell’iter amministrativo della
nuova chiesa, è stato dovuto soprattutto al rispetto che porto
verso ognuno di voi e alla volontà di non voler alimentare inutili
polemiche, che avevano lo scopo di gettare ombra sulla reale
dinamica delle procedure. Non
ho voluto trasmettere informazioni, fin quando il Signore ha
illuminato definitivamente il faticoso percorso, intrapreso ormai da qualche anno. Con dolore, per primo, ho dovuto prendere atto che era necessario
l'abbattimento del vecchio edificio, che è costato sacrifici a tutta
la comunità e a quanti nostri
concittadini risiedono all'estero,
ma non essendoci alternative ho
deciso di guardare avanti con
serenità. Quindi -ha continuato
il sacerdote- eccomi a voi, per
parlarvi apertamente, per assicurare l’imminente apertura del
primo cantiere della chiesa, a
sancire definitivamente l’av v i o
delle operazioni tangibili che
presto consegneranno al territorio un edificio nuovo, accogliente, pensato perché la comunità sia parte attiva delle celebrazioni pastorali. Il prossimo
11 marzo inizieranno i lavori di
demolizione dell’attuale chiesa,
possibili grazie al finanziamento della Provincia di Latina e
a ll ’ordinanza del sindaco di
Santi Cosma e Damiano di interdizione del vecchio e instabile edificio. Desidero ringraziare
tutti -ha concluso padre Giuseppe- per la pazienza e l’a ff e t t o
che mi avete dimostrato e desidero assicurarvi che mai un solo
istante distrarrò la mia attenzione dall’obiettivo di consegnarvi
il migliore dei risultati». Invece
l'avvocato Pontecorvo, con la
denuncia presentata ieri, punta a
far bloccare le operazioni di demolizione dell'immobile. Due
posizioni nettamente contrastanti, finite ora all'attenzione
dell'autorità giudiziaria.
DA LATINA OGGI DEL 9.3.13

venerdì 8 febbraio 2013

"LA NUOVA CHIESA NON SA DA FARE" LO DICE PONTECORVO! IL PARROCO RISPONDE CHE NON CI SONO ALTERNATIVE!







LA querelle relativa all'abbattimento e la
ricostruzione della chiesa Sant'Antonio di
Campomaggiore a Santi Cosma e Damiano
si arricchisce di un altro evento, caratterizzato dalla presentazione di un esposto da
parte dell'avvocato
Cosmo Damiano
Pontecorvo al comando di polizia locale ed inviato anche
alla magistratura.
Un'iniziativa adottata
dal legale sancosimese il quale, come è
noto, è contrario alla
demolizione della
chiesa, progetto invece portato avanti dalla chiesa, che ha anche a disposizione i
centomila euro per la
demolizione. E proprio per procedere all'abbattimento che il
parroco Giuseppe D'Agostino, aveva convocato alcune ditte locali per l'assegnazione
dell'incarico. «Io - ha detto l'avvocato Pontecorvo agli agenti della polizia locale di
Santi Cosma e Damiano che hanno raccolto
l'esposto - avrei voluto presenziare all'incontro convocato presso il salone parrocchiale della struttura della località di Santi
Cosma e Damiano, che aveva ad oggetto la
costruzione della nuova chiesa di Campomaggiore». Il parroco, però, mi ha invitato a
non presenziare all'incontro. Riferirò al magistrato competente, al superiore dell'Ordine trinitario di Roma, al cardinale Bagnasco,
presidente della Cei, a Papa Benedetto
XVI». Un'iniziativa che va a rendere ancora
più aspra la polemica in atto e che vede da
una parte la chiesa decisa a ricostruire una
struttura pericolante ed ora chiusa al culto e
dall'altra l'avvocato Pontecorvo e un gruppo
di cittadini che chiedono solo che l'immobile sacro di Campomaggiore chiesa venga
sottoposto a ristrutturazione. «C'è un verbale dei Vigili del
fuoco - ha detto l'avvocato Pontecorvo -
che rimarca la necessità di un intervento
di ristrutturazione e
non di abbattimento». Dal canto suo il
parroco Giuseppe
D'Agostino, spiega
«che la situazione
generale della chiesa
non consente alternative alla demolizione
e ricostruzione». La
vicenda ha visto protagonista anche il
Comune di Santi Cosma e Damiano, che,
come è noto, ha revocato il protocollo d'intesa che prevedeva l'abbattimento e la ricostruzione dell'edificio ecclesiastico, finanziato per il 75% con fondi della Cei e il resto
con le offerte dei fedeli. Una revoca decisa
per il mancato passaggio dei circa centomila
euro attraverso il Comune, ma destinati
dalla Provincia direttamente alla Chiesa.

da latina oggi del 7.2.13





venerdì 18 gennaio 2013

CHIESA CAMPOMAGGIORE: AL VIA IL BANDO PER LA DEMOLIZIONE







LA chiesa di Sant'Antonio di
Campomaggiore di Santi Cosma
e Damiano sarà abbattuta. Da
quest'oggi saranno affissi sui territori comunali i manifesti che
invitano le ditte
locali, se interessate, a partecipare alla gara. Come è noto l'Amm in i st r az i on e
provinciale di
Latina ha stanziato una cifra di
circa centomila
euro, girata direttamente alle
autorità ecclesiastiche locali,
che quindi procederanno alla
demolizione. Il
mancato passaggio dei fondi dal
Comune, come
già riferito, ha
portato il sindaco Vincenzo Di
Siena alla revoca unilaterale del
protocollo d'intesa che prevedeva
l'abbattimento e la ricostruzione
della struttura ecclesiastica, finanziata per il 75% con i fondi
della C.E.I. e il resto con le offerte
dei fedeli. «In queste condizioni -
ha affermato il parroco Giuseppe
D'Agostino- è difficile poter trovare altre soluzioni. Non voglio
fare polemiche, perchè non è mio
compito, ma effettivamente le infiltrazioni e la situazione generale della chiesa non ci consentono
alternative». Nella parte posta a
fianco della chiesa, nella mansarda, sono stati apposti dei sostegni
in ferro per il pericolo di crolli,
ma secondo il sacerdote è proprio
la struttura che è fatiscente e pericolante. «Basta venire a vedere
all'interno -ha continuato padre
Giuseppe D'Agostino- per rendersi conto in che stato è questo
immobile. Non a caso una parte
dell'edificio dove io risiedo è stata puntelalta. Nella parte interna,
sotto la volta ci sono delle crepe,
così come all'esterno. Non si può
continuare in queste condizioni,
pur se ripeto non voglio entrare in
polemica con nessuno». Come è
noto c'è una parte della popolazione che chiede il restauro e non
l'abbattimento, con interventi di
ristrutturazione, ma l'affissione
degli inviti alle ditte locali di
Castelforte e santi Cosma e Damiano, dimostra che il piano abbattimento va avanti e non è per
nulla archiviato. Anzi, siccome il
precedente progetto della chiesa
ha subito una modifica, sarà necessario anche il passaggio in
consiglio comunale, per l'approvazione della variante della nuova chiesa. Dunque la vicenda si
arricchisce di un altro colpo di
scena, che, certamente, non mancherà di suscitare le reazioni di
coloro che non vogliono la demolizione del luogo sacro, chiuso
con un'ordinanza del sindaco da
oltre un anno e mezzo per motivi
di sicurezza.

CHIESA DI CAMPOMAGGIORE: LO SCHIAFFO DELLA PROVINCIA ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE!






PER l'amministrazione provinciale di Latina il protocollo d'intesa
con il Comune di Santi Cosma e
Damiano, relativa allo stanziamento di fondi necessari per la demolizione della chiesa
Sant'Antonio di
C a m po m a g g io r e
resta valida. Lo ha
confermato il presidente della Provincia Armando
Cusani, che ha inviato una nota al
sindaco di Santi
Cosma e Damiano,
Vincenzo Di Siena
e al parroco padre
Giuseppe D'Agostino, dopo la decisione del primo
cittadino di procedere alla revoca
unilaterale del protocollo d'intesa.
Una presa di posizione dovuta al fatto che la Provincia
ha deciso di trasmettere direttamente alla chiesa
locale la cifra di circa centomila
euro per l'abbattimento della chiesa, che poi dovrebbe essere ricostruita per il 75% con i fondi della
C.E.I. e il resto con le offerte dei
fedeli. Per Cusani la querelle sui
favorevoli all'abbattimento e i contrari non interessa l'ente di via
Costa. «Per la Provincia - spiega
Cusani nella nota - gli impegni
sottoscritti hanno tutt'ora valore e
vigore, non essendo stato alterato
in alcun modo lo scopo prioritario
perseguito con l'accordo in questione, ne tantomeno l'impegno
economico finanziario, non di poco conto, del quale l'ente si è fatto
carico nell'interesse della comunità di Santi Cosma e Damiano.
Nessuna ‘modificazione unilaterale’ ha alterato la finalità dell'intesa
siglata, ne, cosa ben più rilevante,
è stato intaccato lo stanziamento
ivi previsto e chiaramente destinato alla demolizione della chiesa di
Sant'Antonio di Campomaggiore.
Respingo ogni velato, sotteso o
solo paventato addebito nei termini
gravi mosso dal sindaco alla gestione amministrativa del protocollo, rivelandosi infondato, improvvido e chiaramente fuori luogo».
Risposta piccata del massimo
esponente della Provincia, che ha
ribadito come la trasparenza ed
efficacia amministrativa nella gestione ed amministrazione della
cosa pubblica, dovrebbe essere interesse di entrambe le amministrazioni. Cusani poi spiega il perchè del
trasferimento diretto dei fondi alla
chiesa locale, avvenuta su istanza
del beneficiario per semplificazione
amministrativa ed all'unico scopo di
non aggravare le procedure finanziarie conseguenti. «Detta semplificazione - ha aggiunto il presidente
della Provincia - peraltro, risponde
all'ulteriore necessità dell'ente di verificare senza intermediario alcuno,
il corretto adempimento ed utilizzo
delle somme, nei termini di cui
l'accordo». Cusani ha poi rimarcato
che l'ente da lui guidato da anni
collabora con tutti i Comuni, senza
distinzioni di sorta, nell'interesse
comune delle collettività rappresentate e non di certo per «interessi
partitici personalistici». «Questa
Provincia - ha concluso l'ex sindaco
di Sperlonga - non è mai venuta
meno ai propri impegni e, pertanto,
onorerà quest'ultimo nei termini di
cui al protocollo, per noi non carta
straccia, bensì segno incontrovertibile di serietà e concretezza, anche
laddove lo spirito e la leale collaborazione vengono messi a dura prova
da pretestuose illazioni, destituite di
fondamento e ragionevolezza».
Dunque la «guerra» della chiesa di
Campomaggiore continua, con questo «dibattito» tra Comune e Provincia, che si aggiunge alla già nota
battaglia tra i favorevoli alla demolizione della chiesa e i contrari all'abbattimento, ma favorevoli ad interventi di ristrutturazione.

sabato 12 gennaio 2013

CHIESA DI CAMPOMAGGIORE: LA DURA RISPOSTA DEL’ENTE PROVINCIA ALL’ATTEGGIAMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE DI RIMETTERE IL PROTOCOLLO DI INTESA. PER LA PROVINCIA GLI IMPEGNI SONO IMPEGNI, E VERRANNO ONORATI. IL FINANZIAMENTO RESTA, COSI’ COME “LE FIGURE” DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI.










Non si è fatta attendere la risposta del presidente della provincia di Latina Armando Cusani alla lettera con cui il sindaco Vincenzo Di Siena rimetteva il protocollo di intesa “con evidente eccesso di superbia”.
Il presidente ricostruisce le motivazioni reali - “semplificazione amministrativa per non aggravare le procedure finanziarie conseguenti, su istanza del beneficiario (il Parroco, padre Giuseppe D’Agostino)”- che hanno portato alla determina dirigenziale con la quale il finanziamento è stato indirizzato alla Parrocchia, piuttosto che al Comune!
Respinge al mittente “ogni velato, sottinteso o solo paventato addebito del succitato protocollo”, che il presidente Cusani non ha esitato a definire “infondato, improvvido e chiaramente fuori luogo”,  ricordando come la realizzazione concreta di obbiettivi, nell’interesse generale della gente,  va assicurata con i principi generali di chiarezza, trasparenza ed efficacia amministrativa, che dovrebbero essere interesse di entrambe le amministrazioni; e la storia dell’attività amministrativa dell’Ente provinciale dimostra nel tempo come tali principi siano sempre stati una costante nel rapporto di collaborazione con le amministrazioni comunali del territorio, e siano sempre stati improntati “al rispetto e alla lealtà costituzionale”.
Anche se “lo spirito e la leale collaborazione vengono messi a dura prova da pretestuose illazioni destituite di fondamento e ragionevolezza”, la Provincia manterrà i suoi impegni proprio secondo il Protocollo sottoscritto”, che rappresenta non “carta straccia”, ma segno “incontrovertibile di serietà e concretezza”!
A buon intenditor…..è chiaro come il sole che la lettera con cui il sindaco Di Siena era dettata solo dall’evidente offesa di “lesa maestà”, o come preferisce il presidente Cusani da “evidente eccesso di superbia”, e ha messo a rischio un finanziamento per la comunità sancosimese.  L’atteggiamento dell’Ente provinciale  onora ancora una volta la persona che lo rappresenta nella sua espressione:  la realizzazione concreta di un obiettivo prescinde poco dalle modalità con cui esso si persegue, nel rispetto di quei tre principi (chiarezza, trasparenza ed efficacia amministrativa) che dovrebbero stare alla base della gestione della “cosa pubblica”.
Armando Cusani e il suo Ente hanno dimostrato appieno di rispettare questi principi!
Vincenzo Di Siena e il suo Ente lo hanno fatto o lo stanno facendo??????





lunedì 24 dicembre 2012

LA CHIESA DI CAMPOMAGGIORE E L'IRA DI ACHILLE: ANCORA UNA VOLTA IL REATO DI LESA MAESTA' INNESCA UNA REAZIONE CHE PUò PORTARE ALL'ANNULLAMENTO DEL FINANZIAMENTO DELLA PROVINCIA. IL COMUNE SOSPETTA INTERESSUCCI DI BASSA LEGA POLITICO-PARTITICA: PARADOSSALMENTE SONO GLI STESSI DI CUI L'AMMINISTRAZIONE STESSA POTREBBE ESSERE ACCUSATA! PERCHè MAI LA PROVINCIA CHE IMPEGNA 100.000 DOVREBBE PERSEGUIRE QUESTI "INTERESSUCCI", E L'AMMINISTRAZIONE CHE IMPEGNA "ZERO EURO" E NE GESTISCE 100.000 DOVREBBE PERSEGUIRE L'INTERESSE GENERALE????DA SEMPRE L'AMMINISTRAZIONE DI SIENA HA DIMOSTRATO DI PROCEDERE NELL'AMBITO DELLA REALIZZAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE CON IL PASSO TIPICO DELLA PROCESSIONE DI SESSA, PER MANTENERCI IN TEMA RELIGIOSO, E L'ENTE PROVINCIA HA INTESO DARE UN'ACCELERAZIONE ALLE PROCEDURE AMMINISTRATIVE: CON QUESTI PRESUPPOSTI CHI è QUELLO CHE PERSEGUE INTERESSUCCI????E SE NON VENGONO PERSEGUITI, PERCHè MAI INNESCARE UNA POLEMICA CHE POTREBBE COMPROMETTERE LA REALIZZAZIONE DELLA NUOVA CHIESA?



COMUNICATO STAMPA DELL'AMMINISTRAZIONE DI SANTI COSMA E DAMIANO!

Restituito il Protocollo d’Intesa stipulato con la Provincia di Latina in merito alla demolizione della Chiesa di Campomaggiore. In una nota inviata al Presidente di Via Costa Armando Cusani e per conoscenza al Presidente del Consiglio Provinciale Michele Forte, il Sindaco Vincenzo Di Siena, rammaricato per l’atteggiamento usato in merito dalla Provincia di Latina ha inteso procedere alla revoca unilaterale degli impegni assunti. Nel luglio del 2011, infatti, l’Ente di Via Costa aveva deciso di contribuire a sostenere le spese per la demolizione dell’attuale Chiesa di Campomaggiore per un importo di € 100.000,00 condizionandolo alla firma di un protocollo d’intesa da parte del Comune di Santi Cosma e Damiano, cui la somma sarebbe stata trasferita solo a seguito di assunzione di determinati impegni esplicitati nel protocollo stesso. Il Comune di Santi Cosma e Damiano, con senso di responsabilità aveva fatto proprio questo protocollo sottoscrivendolo immediatamente con tutti gli oneri che ne sarebbero comunque derivati a carico della collettività aurunca. Qualche mese fa, invece, in maniera unilaterale e senza nè preavviso né alcun accordo verbale la Provincia ha inviato una lettera solo per comunicare che per accelerare i tempi, l’importo stanziato veniva trasferito direttamente alla Parrocchia di Sant’Antonio eliminando, quindi, dalla procedura la presenza del Comune e disattendendo il protocollo che lo stesso Cusani aveva imposto! Un grave atto di scorrettezza istituzionale per il metodo utilizzato che mostra chiaramente la poca considerazione della Provincia di Latina nei confronti della collettività di Santi Cosma e Damiano. Da qui, anche l’appello al Sen. Michele Forte, quale Presidente del Consiglio Provinciale affinchè non consenta il sopravvento di questi metodi di gestione della cosa pubblica che antepongono interessucci di bassa lega politico – partitica agli interessi generali della collettività che pur, vivendo all’estremo Sud della Provincia merita tutto il rispetto possibile ed immaginabile anche per il contributo fornito all’attuale governo pontino.


LA STORIA.


LA chiesa di Sant'Antonio in Campomaggiore
di Santi Cosma e Damiano, è stata costruita in
legno alla fine degli anni 40 sul sito dell'ex
cimitero vecchio dei Comuni di Castelforte e
Santi Cosma e Damiano, grazie alla donazione
della “Charitas svizzera”. Dopo la sua realizzazione, la parrocchia, con decreto del Presidente
della Repubblica, venne riconosciuta nel 1950;
da quell’anno iniziò l’attività pastorale, affidata
a don Giuseppe Saroli, che vi rimase sino al
1963. Agli inizi degli anni 70, la parrocchia fu
affidata ai padri trinitari, primi legatari per
testamento pubblico di donna Giulia Viccari
con atto del 16 marzo 1948. Su progetto dell'architetto professor Giuseppe Zander, fu edificata
la chiesa con strutture in cemento armato e
tufo. I lavori, realizzati dalle ditte Coviello e
Testa, terminarono nel 1976, rimanendo attiva
e frequentata per 35 anni, cioè sino al momento
della sua chiusura. Nel 2010 il parroco, frate
trinitario Giuseppe D'Agostino, propose agli
amministratori di Santi Cosma e Damiano la
realizzazione di una nuova grande chiesa, che
sarebbe stata costruita col contributo della
C.E.I. e dei fedeli per una spesa complessiva di
circa di un milione e 250mila euro; il 75%
sarebbe stato erogato dalla stessa commissione
episcopale, mentre il 25% sarebbe stato a carico
dei fedeli, grazie alle offerte. Per la demolizione,
invece, i fondi dovevano essere stanziati, come
poi è avvenuto, dalla Provincia. Da qui prese
avvio la polemica, che si trascina da oltre un
anno e mezzo, tra i favorevoli alla demolizione
e ricostruzione e i contrari, che, invece ne
chiedevano e chiedono il restauro, in quanto
l’immobile non era pericolante. Il sindaco Vincenzo Di Siena, ricevuta la diffida dai vigili del
fuoco di Latina, ha emesso, nell'agosto del
2011, un'ordinanza di chiusura della chiesa,
per motivi di sicurezza. Una chiusura che continua e che oggi obbliga i fedeli a seguire le
funzioni nell'ex teatrino posto di fianco alla
ch i e s a .

CHI E’ CONTRO L’ABBATTIMENTO.
QUA N D O iniziammo la nostra battaglia contro la demolizione e
ricostruzione della chiesa di Sant’Antonio ci rendemmo subito conto che
si trattava di un progetto che non avrebbe avuto l’esito invocato, ed oggi
i risultati ci danno ragione, in quanto la stessa struttura religiosa non sarà
abbattuta anche perché è di proprietà dell'ente parrocchia». Questa la
dichiarazione dell’avvocato Cosmo Damiano Pontecorvo, che da un anno
e mezzo circa sta portando avanti la battaglia, insieme ad altri cittadini di
Santi Cosma e Damiano. «Quanto deciso dal Comune di Santi Cosma
e Damiano - ha detto Pontecorvo - dimostra il chiaro ravvedimento degli
amministratori che sono stati diffidati da me e dai vigili del fuoco, perché
non si compisse un atto che è stato definito sacrilego da alcuni religiosi
della zona. Io ed altri cittadini di Santi Cosma e Damiano, non appena
venuti a conoscenza del singolare progetto, abbiamo paventato ulteriori
danni contro i beni del nostro territorio. Più volte abbiamo informato gli
enti preposti e le autorità religiose (una nota è stata inviata anche al
cardinal Bagnasco presidente della CEI) affinché si procedesse ad un
recupero ed una riattivazione delle funzioni di una chiesa, realizzata in
strutture di cemento armato, meno di 40 anni fa. La nostra tesi è stata
avallata da un sopralluogo effettuato dai vigili del fuoco di Latina e da
un contestuale accoglimento da parte dell'ufficio del Genio Civile di
Latina. Circa lo stanziamento di fondi, disposto dalla Provincia, informeremo anche la Corte dei Conti». L'avvocato Pontecorvo va giù duro e
punta il dito anche contro l'Arcivescovo di Gaeta, don Fabio Bernardo
D’Onorio, «il quale -ha proseguito lo stesso legale di Santi Cosma e
Damiano- in una riunione organizzata dal parroco locale, con la partecipazione di alcuni tecnici, ebbe ad affermare che la chiesa era pericolante.
Questo è uno dei motivi per i quali abbiamo iniziato una raccolta di firme
per chiedere ai vertici del Vaticano il trasferimento del presule e dei
trinitari che curano le attività della parrocchia di Campomaggiore»

I PROBLEMI ATTUALI.

IN fondo è vero: oltre l’econo -
mia c’è la fede. A Santi Cosma
e Damiano lo hanno compreso
ed è uno dei pochi posti al
mondo dove prima di parlare
dei problemi economici si affrontano quelli religiosi a riprova che stiamo nel cuore cattolico della provincia di Latina, il
sud. Così al sud che è quasi
Caserta, ma ci manca qualche
chilometro e dunque la competenza per la curiosa storia di una
chiesa inagibile (ma forse no)
appartiene alla Diocesi di Gaeta. Il Vescovo in carica, la prima
volta che ha messo piede a
Campomaggiore ha detto che la
struttura era «pericolante». Frase santa. L’am min ist ra zio ne
all’epoca in carica prese come
oro colato quanto detto da sua
eccellenza e, forse anche per
non contraddire l’istituzione
cattolica più importante
nell’ordine gerarchico locale, si
mise subito in movimento per
dichiarare formalmente l’inagi -
bilità e buttare giù tutto per poi
ricostruire una nuova chiesa.
Nessuno allora e neppure oggi
si è mai chiesto come mai un
monumento del genere sia già
da cancellare dopo neanche 50
anni dalla sua costruzione. Magari qualcuno ha fatto un errore
di calcolo... o di progettazione... o di esecuzione.... Il punto,
invece, non è questo, bensì la
spesa da sostenere per l’abbat -
timento, centomila euro già
stanziati dall’amministrazione
provinciale che, tutto sommato,
avrebbe pure altre cose cui pensare. Per quanto spesso si occupi di affari religiosi, feste patronali e restauri di cattedrali sparse qui e lì ma soprattutto nel sud
pontino. I soldi sono stati assegnati a luglio del 2011 quale
«contributo alle spese di demolizione della chiesa» anche per
attutire l’impatto economico
dell’impresa sulla comunità locale. Ma poi, qualche mese fa,
la stessa Provincia ha comunicato con una lettera di disdire il
protocollo con il Comune e di
affidare (per accelerare i tempi)
la stessa somma alla parrocchia
di Sant’Antonio. Per il sindaco
questo sì che è un affronto. E
infatti ha restituito il protocollo d’intesa al
mittente, cioè al
presidente della
Provincia e inviato una lettera
aperta più che
avvelenata al
presidente del
Consiglio Michele Forte,
chiedendogli di
ripensare tutta questa storia. In
teoria adesso le ruspe dovrebbe
mandarle e pagarle la parrocchia.
Ma nel frattempo chi penserà
alle preghiere? E, soprattutto, la
Provincia di Latina troverà
qualcosa di diverso da fare che
inseguire le esigenze cattoliche
dell’estremo sud della provincia. A guardar bene nella stessa
zona ci sono gravissimi problemi ambientali, aziende in crisi,
strade a pezzi. Basta farci caso.
E pregare che non tutti si accorgano di quel disastro.

IL FUTURO.
Ma è davvero pericolante e da
buttare giù la chiesa di Campomaggiore? I vigili del fuoco dicono che si può aggiustare ma il
Vescovo dice che non va. La
Provincia stanzia dei soldi per
pagare le ruspe ma adesso il
sindaco si è offeso perché quel
denaro è andato alla parrocchia e non al Comune. E forse
la chiesa si salva!
SE fosse considerata
p a r t e   i n t e g r a n t e
dell’immenso patrimonio storico e artistico
della provincia di Latina probabilmente sarebbe un po’ più difficile parlare di abbattimento. Ma in questo
caso sembra di stare a
discutere di un condominio che deve essere
sostituito con un residence di più moderno
concepimento architettonico. E a stupire ancora una volta è la frattura che si è creata nella
comunità locale (almeno in una parte) che
vorrebbe conservare la
chiesa in quanto luogo
d’affetto oltre che un
posto, come molti altri,
dall’elevato valore simbolico per chi ha fede.
E’ possibile che adesso
l a   p a r r o c c h i a   d i
Sant’Antonio acceleri
l’iter di abbattimento e
dimostri così di essere
più veloce della burocrazia che caratterizza
gli enti pubblici, generalmente molto lenti,
Così in qualche modo si
attenuerà lo scontro sulle scelte della Provincia.