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mercoledì 11 luglio 2012

DOCUMENTO DEI SINDACI A FAVORE DELLA PROVINCIA DI LATINA!




 Il documento dei Sindaci della Provincia di Latina apre la strada per una seria discussione politica.
“Salviamo le province, non il provincialismo”, è un documento sottoscritto dai sindaci della Provincia di Latina per rilevare come l’operazione di soppressione – accorpamento delle province italiane paventata dal Governo non sarà affatto indolore, soprattutto dal punto di vista identitario. 
Le province hanno una lunga storia, addirittura più antica di quella unitaria: quando nasce lo Stato Unitario, nel 1861, l’ordinamento dello Stato su base provinciale è già attivo dal 1859, anno in cui con il c.d. Decreto Rattazzi sono istituite le Province sulla falsariga dell’organizzazione statale francese. 



Le regioni, al contrario delle province, hanno una nascita più recente e un contenuto identitario notevolmente inferiore essendo frutto di accorpamenti e divisioni fatte a tavolino, che per tale matrice mostrano oggi maggiori segni di inadeguatezza. 
Le regioni, è risaputo, non hanno mai soddisfatto il senso di appartenenza del cittadino italiano, più legato a città e province.
Per queste motivazioni ai sindaci dei Comuni pontini è apparso indilazionabile porre sul tavolo del confronto politico la discussione sulla necessità di una modifica Costituzionale, che potrebbe ripartire proprio dall'articolo 114, stabilendo un nesso democratico e funzionale fra comuni e province, sulla base di proposte condivise che tengano conto: della capacità concreta di dare risposte ai cittadini, della capacità di rappresentare adeguatamente questi ultimi e valorizzarne le voci, eliminando gli enti intermedi, le occasioni di vero spreco, senza salvaguardare le caste più o meno influenti.
I sindaci dei Comuni della Provincia di Latina sottoscrivono a chiare note anche di prendere definitivamente atto che quella in cui vivono è una “regione artificiale incapace di tenere unito sotto un comune denominatore l’area romana, reatina, viterbese, pontina e ciociara, ambiti territoriali troppo diversi che meritano comunque un governo equanime, uguale e parimenti adeguato alle risorse che ciascun territorio produce”. 
Una regione dove l’assistenza sanitaria nell’area romana è pari a 2.438 euro pro capite mentre nel territorio pontino è ferma a 1.664 euro; a fronte di 1.350 milioni di euro prelevati dalla Provincia di Latina attraverso la fiscalità regionale, tornano al territorio in termini di servizi solo 1.050 milioni di euro, con uno scarto di 200 milioni di euro.
E’ evidente che la legislazione tende a soddisfare i macro bisogni di una Capitale mondiale piuttosto che una città provinciale, mentre le politiche di sviluppo vengono tarate sulle esigenze di Roma piuttosto che sulle aree provinciali.
L’assetto istituzionale del Lazio è un chiaro esempio di com’è insufficiente oggi e di quante siano le iniquità e le disuguaglianze che produce.
I sindaci del Comuni della Provincia di Latina auspicano, anche attraverso il loro documento, che gli eletti del territorio si facciano parte attiva per un processo di rinnovamento istituzionale che solleciti una modifica costituzionale articolata, concordata con le rappresentanze dei comuni e delle province e dalle Autonomie Locali (Upi, Anci e Cal).
Che avversino le continue discussioni e tentativi di modificare l’assetto istituzionale attraverso lo strumento parlamentare inidoneo ad assicurare certezza e stabilità del processo rinnovatore che anima da anni il nostro Paese.
Infine, esprimono contrarietà assoluta a ogni proposta di accorpamento o soppressione della Provincia di Latina, per quello che ha rappresentato nella vita amministrativa delle realtà comunali nel passato e nel più recente presente.


Everardo Longarini
Portavoce del Presidente della provincia di Latina Armando Cusani

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