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sabato 29 dicembre 2012

INCENDIO ALLA PRIMA EX IVER.


 Un capannone della
V.T.M., stabilimento
di Minturno dove si
realizzano pezzi per
veicoli Fiat, è stato distrutto da un violento
incendio, scoppiato
per un corto circuito.
Il rogo ha devastato
l’impianto verniciatura e l’edificio, provocando danni per
circa 500mila euro.






UN incendio di vaste proporzioni ha devastato ieri mattina
il capannone della ex I.VER
in via Parchi Ausente a Minturno. Lo stabilimento, da oltre due anni denominato
V.T.M. perchè rilevato dall'omonima società del nord Italia, si occupa di produzione di
pezzi di ricambio (paraurti ed
altri materiali) per la Fiat.
L'attività, in occasione delle
festività natalizie, era momentaneamente ferma e ieri
mattina una quindicina dei 34
operai, erano impegnati nella
manutenzione dei macchinari
e dell'impianto. Intorno alle
10.30, dalla parte posteriore
dell'impianto verniciatura è
scoppiata un incendio che, in
brevissimo tempo, ha avvolto
tutta la parte destra del capannone, al cui interno c'erano
apparecchiature, diluenti, vernici e materiale chimico. Il
fuoco si è rapidamente sviluppato, favorito anche dal materiale infiammabile presente
all'interno dell'area, in gran
parte devastata dal fuoco. Gli
operai in servizio hanno tentato di domare il fuoco con gli
estintori che avevano a disposizione, ma il tutto è risultato
inutile. Fortunatamente la
squadra dei vigili del fuoco di
Castelforte è arrivata poco dopo ed ha in parte bloccato
l'espansione dell'incendio, in
atteso dei rinforzi dei colleghi
di Gaeta e Terracina. Si sono
vissuti minuti di tensione, anche perchè c'era il fondato
timore che le fiamme potessero coinvolgere anche l'altro
capannone posto accanto a
quello interessato dall'incendio. In breve tempo anche gli
operai che non erano al lavoro
sono giunti sul posto ed hanno
assistito increduli alla devastazione del luogo. Dopo oltre
tre ore tutta l'area era stata
bonificata e agli occhi dei lavoratori non rimaneva che una
gran parte del capannone distrutto dal fuoco. Impianto di
verniciatura, contenitori di
vernice, materiale plastico,
paraurti e capannone, sono
stati fusi dal fuoco, che fortunatamente non ha provocato
alcun intossicato, ne feriti. I
carabinieri della stazione di
Minturno, dopo i rilievi di rito,
hanno notificato ieri sera al
direttore tecnico della V.T.M.,
Riccardo Semrov, il sequestro
dell'immobile, in attesa delle
decisioni della Procura della
Repubblica di Latina, alla
quale è stata inviata una copiosa documentazione. Il direttore tecnico, in assenza dell'amministratore delegato della V.T.M., Salvatore Pantano,
impossibilitato a giungere a
Minturno, ieri mattina si è
imbarcato sul primo aereo disponibile, giungendo a Minturno nel pomeriggio. Insieme
ai carabinieri di Minturno, che
stanno conducendo le indagini, ha effettuato il sopralluogo
del capannone, inutilizzabile
sia per i danni subiti, ma anche
per il sequestro. Non ci sono
ancora conferme ufficiali, ma
pare che il fuoco si sia sviluppato per un corto circuito. In
merito si attendono le risultanze degli accertamenti compiuti dai vigili del fuoco, che
hanno escluso ogni tipo di
inquinamento ambientale.


L'INTERVISTA AL SINDACO PAOLO GRAZIANO.

«PIOVE sul bagnato». Questa la
frase che ieri mattina ha pronunciato il sindaco di Minturno, Paolo
Graziano, precipitatosi all'interno
dello stabilimento «V.T.M.». Il primo cittadino si aggira tra i mezzi dei
vigili del fuoco e non nasconde la
propria amarezza per quanto si è
verificato, fatto che rischia di avere
serie ripercussioni sul bilancio di
altre famiglie. «Non ci voleva - ha
detto Graziano - un episodio del
genere in un momento in cui la
comunità sta patendo una crisi rilevante. Ho già avuto modo di dire
che la ‘fame galoppa’ e chi occupa
un posto se lo tiene ben stretto, ma
quando poi si verificano episodi di
questo genere, ti cadono le braccia.
Tra l'altro la V.T.M. era l'unica
realtà industriale operante sul nostro territorio e ciò da la dimensione
della gravità dell'incendio». Graziano è stato uno dei primi ad
accorrere sul posto. «Mi trovavo nei
pressi – ha detto - perché stavo
verificando la possibilità di un
eventuale intervento sulla strada
che si trova vicino alla fabbrica. Ho
notato una colonna di fumo provenire dalla V.T.M. e mi sono precipitato sul posto, dove purtroppo ho
visto quanto stava accadendo. Vorrei ringraziare i vigili del fuoco per l'encomiabile impegno
e il lavoro fatto con
grande professionalità. Se non ci fosse
stato il loro tempestivo intervento i
danni sarebbero stati
sicuramente più gravi». Paolo Graziano
poi si è soffermato a
parlare con i carabinieri di Minturno che stavano effettuando i rilievi
e i vigili del fuoco, per rendersi
conto personalmente di quanto è
accaduto e sulle possibilità future di
ripresa. In effetti l'attività in quel
capannone in affitto distrutto dal
fuoco non potrà essere ripresa, ma
c'è la possibilità di poter utilizzare
l'altro, che è comunque sotto curatela, dopo il fallimento dell'azienda.
«Questa - ha detto il sindaco Graziano - potrebbe essere una soluzione, forse l'unica per evitare che gli
operai non vengano messi in cassa
integrazione. Come
amministrazione vedremo come potremo renderci utili, ma
ieri ho visto lavoratori con le lacrime
agli occhi, perchè
quel rogo rischia di
mandare in fumo anche i loro progetti futuri. Ci auguriamo
che la curatela del
capannone rimasto integro possa
dare l'ok alla sua utilizzazione, visto che ci sono in gioco dei posti di
lavoro». Per certi versi una situazione simile a quella della ex Evotape,
che ha chiesto al curatore fallimentare l'utilizzazione di capannoni e
macchinari.




VERIFICHE SE LE ESALAZIONI POTESSERO ESSERE TOSSICHE!

SPIEGAMENTO di mezzi ieri mattina
alla V.T.M. di Minturno. Sul posto,
infatti, poco dopo le 10,30 sono intervenute la squadra 9/A dei vigili del fuoco
di Castelforte, la 5/A di Gaeta, che hanno
potuto contare sul contributo dei colleghi
di Terracina. Ben quindici i vigili del
fuoco in azione, coordinati dai capi
squadra Pasquale Di Palma, Dario Minutilli e
Domenico Bonanni.
Inoltre sono intervenuti i
tecnici della S.I.A.P. (Sezione Investigativa Antincendi Provinciale),
deputata ai controlli tecnici e strumentali e al
repertamento delle sostanze della combustione
per individuare le cause
del rogo. Il comandante provinciale,
Cristina D'Angelo ha disposto anche
l'intervento del Nucleo Biologico, Chimico e Radiologico, per verificare eventuali esalazioni tossiche. I carabinieri di
Minturno, guidati dal comandante Luigi
Romanelli e dal suo vice Claudio Bove,
hanno compiuto gli accertamenti del
caso, poi trasmessi alla Procura di Latina.
Sul posto anche gli uomini della protezione civile di Minturno, guidati da
Michele Camerota.

LA STORIA RECENTE DELLA FABBRICA E L'ANSIA DEGLI OPERAI.
LA «V.T.M.» è uno degli ultimi stabilimenti che hanno resistito alla crisi, sebbene anch'essa tre anni fa circa ha
attraversato una crisi che ha
portato ad un ridimensionamento dell'attività. La società,
che ha sedi anche nel nord
Italia, ha sostituito la
«I.VER», che era la precedente denominazione dell'azienda che aveva in organico
73 operai, poi diventati la metà con l'avvento della nuova
società, che iniziò la sua atti
vità nel gennaio del 2010. La
crisi nazionale del settore mise in ginocchio lo stabilimento che cessò l'attività e fu
dichiarata fallita nell'agosto
2010. Ciò portò al licenziamento e alla messa in mobilità di 73 operai, parte dei quali
furono riassunti. Il tutto grazie all'intervento di Salvatore
Pantano, un imprenditore ligure, già titolare di altri due
stabilimenti all'interno dei
quali si producevano pezzi di
ricambio per mezzi pesanti.
Attualmente nel capannone
attivo di via Parchi, ora distrutto dal fuoco, lavoravano
34 operai. Per gli altri invece
l'accordo prevedeva la mobilità e l'assunzione in caso di
necessità. Anzi, nel febbraio
scorso ci fu anche una polemica da parte di un'organizzazione sindacale, che denunciò
il mancato rispetto da parte
dell'azienda degli accordi sottoscritti il 19 gennaio scorso.
Un accordo che prevedeva
l'assunzione di operai in mobilità della ex «I.VER» in
caso di necessità; cosa che,
secondo il sindacato, non era
avvenuta. In questo periodo la
«V.T.M.» stava producendo
materiale per lo stabilimento
abruzzese della Sevel, che costruisce mezzi per la Fiat.
Nello stesso stabilimento, in
passato, sono stati realizzati
ricambi per l'Alfa Romeo di
Pomigliano d'Arco. Tutti gli
operai dello stabilimento erano presenti ieri, mentre i vigili
del fuoco completavano le
operazioni di spegnimento
del fuoco. Nei loro occhi si
leggeva la preoccupazione sul
futuro e sulla ripresa dell'attività a pieno regime. «Sia pure
con qualche difficoltà - ha
detto un operaio - comprensibile in un periodo come que
sto, stavamo lavorando. Questa cosa proprio non ci voleva». Gli occhi di qualche altro
dipendente erano lucidi ed il
pensiero è subito andato alla
futura ripresa dell'attività dello stabilimento «l’unico - ha
detto un altro operaio - rimasto nel Comune di Minturno.
Ci mancava solo questo per
finire in maniera negativa il
2012».




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