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martedì 4 dicembre 2012

CHIESA DI CAMPOMAGGIORE: SOLLECITO DALLA PROVINCIA .








SI abbatte o non si abbatte la
chiesa di Sant'Antonio di
Campomaggiore di Santi Cosma e Damiano, per la quale la
Provincia ha stanziato oltre
centomila euro, mentre la CEI
e i fedeli (per
una percentuale del 25%)
p rovve de re bbero alla sua ric os t ru zi o ne ?
L 'i nt er r ogat ivo
è più che mai
attuale, dopo le
ultime vicende
e dopo le contestazioni alla
de mo liz io ne
espresse da una
parte dei cittadini, tra i quali
l'avvocato Cosmo Damiano Pontecorvo.
L'ultima novità è rappresentata da una lettera inviata dalla
dirigente della Provincia di
Latina, Patrizia Guadagnino,
al sindaco Vincenzo Di Siena
e al parroco Giuseppe D'Agostino, nella quale si fa riferi
mento al protocollo d'intesa
sottoscritto dal primo cittadino di Santi Cosma e Damiano
e dal presidente della Provincia Armando Cusani «finalizzato al riconoscimento di un
contributo per l'intervento dell'abbattimento della chiesa di
S.Antonio». Il 7 novembre
scorso il parroco Giuseppe
D'Agostino ha chiesto alla
Provincia che gli fosse concessa la possibilità di rendicontare le spese sostenute e gli
stati di avanzamento dei lavori
e conseguentemente di ottenere direttamente la liquidazione
di quanto stanziato». La lettera dell'ente di via Costa prosegue rimarcando che non essendo giunta a tutt'oggi al settore delle politiche sociali e
cultura della Provincia documentazione relativa all'inizio
dei lavori, la stessa Amministrazione provinciale condivide espressamente quanto rappresentato e chiesto dal parroco e ne accoglie l'istanza. La
lettera ha provocato l'immediata reazione dei cittadini
contrari all'abbattimento, che
attraverso una raccomandata
inviata il primo dicembre
scorso alla stessa responsabile
del settore della Provincia,
hanno ribadito che la demolizione non si può fare perchè
esiste una diffida dei vigili del
fuoco di Latina del 21 luglio
2011, nella quale si invita il
Comune, la Regione, la Prefettura, il titolare della chiesa e
gli altri uffici della Curia a
provvedere all ' es e c u z io n e
dei lavori di assicurazione e
di riparazione
che il caso richiede. «Questo -dice l'avvocato Pontec o r   v o -
dimostra che la
chiesa non va
abbattuta. Inoltre i beni immobili della parrocchia sono di
proprietà dell'ente laico e le
loro vicende non possono es
sere determinate nè dal sindaco, nè dal vescovo, nè dal
parroco. Si tratta di demolizione e distruzione di beni soggetti alla tutela dello Stato».
Nella stessa nota sono stati
invitati il sindaco e il presidente della Provincia a revocare il
protocollo d'intesa, non supportato dai requisiti di necessità, logicità e giuridicità. «Tutto il dossier -ha
concluso l'avv.
P on te c or vo -
sarà inviato al
cardinale Giovani Bagnasco, presidente
della CEI, al
cardinal Casado, presidente
della commissione per la disciplina del Vaticano e alla
Corte dei Conti per quanto di
loro competenza»

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