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venerdì 21 settembre 2012

BATMAN FA STRIKE DEI CONSIGLIERI PONTINI: GALETTO, CETRONE, DEL BALZO E D'OTTAVI!





F I O R I TO a Galetto lo ha
citato direttamente, forse
tirando fuori a caso un
esempio di nota spese davanti ai magistrati e facendo quindi finire il nome del consigliere pontin o   n e l   v e r b a l e   d i
interrogatorio. Ma il
Batman di Anagni ha
portato ai magistrati romani documenti relativi
le spese di tutti e sedici i
componenti del gruppo
regionale del Pdl. Tra loro, dunque, anche gli altri pontini, Romolo Del
Balzo, Gina Cetrone e la
new entry Lillia D’Otta -
vi.
Lo scandalo dei fondi
del gruppo ha preso le
mosse da una guerra interna al Pdl laziale tra gli
uomini di riferimento di
Antonio Tajani (tra cui il
viterbese Battistoni e lo
stesso Del Balzo) e gli ex
An di Fiorito. E proprio
Tajani e i suoi rischiano
di uscire pesantemente
ammaccati da questa disfida interna. Non dimentichiamo che tra i fedelissimi del commissario europeo ci sono
praticamente tutti i vertici del Pdl di Latina,
ovvero Claudio Fazzone,
Armando Cusani e Stefano Zappalà. Chiaro
che, se Tajani perde potere e influenza, anche per
i suoi luogotenenti pontini non si preannunciano
tempi facili.
CI sarebbe anche il consigliere regionale pontino Stefano
Galetto tra i nomi tirati in
ballo da Franco Fiorito
nell’interrogatorio di ieri l’al -
tro davanti ai magistrati romani che stanno indagando
sull’utilizzo dei fondi del
gruppo del Pdl della Regione
Lazio. Fiorito avrebbe accusato Galetto di aver speso
soldi del gruppo senza giustificare le uscite. L’ex assessore del Comune di Latina, raggiunto telefonicamente, afferma invece che «è tutto
assolutamente nella norma,
non c’è stata da parte mia
alcuna anomalia. Sono sereno».
Dopo aver coinvolto Romolo Del Balzo con accuse su
presunte assunzioni relative a
familiari del consigliere di
Minturno, Franco «Batman»
Fiorito tira nella mischia anche il consigliere ex An Stefano Galetto, accusandolo di
aver effettuato spese senza
giustificarle. In totale, secondo le indiscrezioni trapelate
ieri, davanti al procuratore
aggiunto Alberto Caperna e il
pubblico ministero Alberto
Fioretti, Fiorito avrebbe fatto
questi nomi di suoi colleghi
consiglieri: Giancarlo Miele,
Andrea Bernaudo, Carlo De
Romanis, Lidia Nobili, Stefano Galetto e il rivale di sempre, l'ex capogruppo del Pdl
Francesco Battistoni. La gran
parte dei citati sono coloro,
va ricordato, che hanno votato la sfiducia a Franco Fiorito
come capogruppo. Un particolare di non poco conto.
Infine, l’ex sindaco di Anagni
ha fatto il nome del presidente del Consiglio Mario Abbruzzese il quale sarebbe stato al vertice di un accordo per
la spartizione dei fondi. Infatti, secondo quando trapela
dell’interrogatorio di Fiorito,
c’era una sorta di accordo di
ripartizione dei fondi tra tutti
i gruppi del consiglio regionale in funzione della loro
consistenza politica che prevedeva l'assegnazione di 100
mila euro l'anno a ciascun
consigliere per finalità politiche, e un accordo all'interno
del Pdl che raddoppiava o
triplicava tale assegnazione a
seconda degli incarichi ricoperti. «La presidente della
Regione Renata Polverini
non poteva non sapere - ha
detto Fiorito - poiché si trattava di una decisione di cui la
giunta prendeva atto, dell'accordo di ripartizione dei fondi assegnati ai gruppi dall'ufficio di presidenza». Una frase però smentita ai microfoni
di Sky: «Non ho detto che
Renata Polverini non poteva
non sapere. Non esiste alcun
sistema e ho rendicontato tutto».
Fiorito ha inoltre ammesso
di aver avuto a disposizione,
per gli incarichi che ricopriva
(presidente della commissione Bilancio e capogruppo del
Pdl) circa 300 mila euro nel
2011. «Tutti soldi rendicontati e spesi attraverso bonifici
bancari, in modo tale da essere tutti tracciabili», ha detto il
Batman di Anagni per dimostrare la propria trasparenza.
Secondo Fiorito, inoltre,
ammonterebbe a circa 17 milioni di euro l’anno il totale
dei fondi assegnati ai gruppi
del consiglio regionale e
all’Ufficio di Presidenza del
consiglio per le finalità politiche di ciascun componente.
«Ero ossessionato dalle richieste di danaro dei consiglieri del mio gruppo. Non ne
potevo più», avrebbe detto
Fiorito ai pm. Ha poi lamentato di essere stato sfiduciato
subito dopo aver inviato una
lettera ai suoi colleghi in cui
chiedeva conto di alcune spese sostenute o delle quali si
chiedeva il rimborso. Fiorito
ha portato due faldoni ai pm,
contenenti le spese del gruppo Pdl. In essi ci sarebbero i
nomi (e dunque le spese) di
16 consiglieri del gruppo Pdl.
Tra questi, anche il consigliere pontino Galetto, il cui nome è filtrato in quanto sarebbe stato pronunciato dallo
stesso Fiorito nel corso
dell’interrogatorio. Ma non è
escluso che vi siano anche
altri consiglieri pontini coinvolti dall’ex capogruppo. «Il
mio assistito- ha spiegato
l’avvocato Carlo Taormina -
ha detto ai pubblici ministeri
di indagare, di andare a guardare se a fronte di soldi concessi corrisponde o meno
l'organizzazione di un convegno, l'affissione di un manifesto o la pubblicazione di un
testo».


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