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venerdì 22 febbraio 2013

LA REGIONE LAZIO APPORTERA' AGGIORNAMENTI ALLA PROPRIA RETE DI SORVEGLIANZA DELLA RADIOATTIVITà: AD ANNUNCIARLO L'ASSESSORE PROVINCIALE ALL'AMBIENTE, GERARDO STEFANELLI ( E FINO AD ORA DOVE è STATO L'ASSESSORE ALL'AMBIENTE PROVINCIALE? OVVERO SI è SVEGLIATO SOLO ORA DA CANDIDATO ALLA REGIONE LAZIO?)







LA Regione Lazio apporterà degli aggiornamenti alla propria rete di sorveglianza della radioattività ambientale della centrale del Garigliano. Lo
ha annunciato ieri l'assessore provinciale all'ambiente della provincia di Latina, Gerardo
Stefanelli, il quale ha
chiesto all'assessorato
regionale all'ambiente
della Campania la trasmissione delle informazioni in merito al monitoraggio dell'area circostante il sito aurunco, per
valutare l'eventuale costituzione di una rete locale di sorveglianza della
radioattività. «Finalmente - ha continuato l'assessore provinciale, che è
candidato alla Pisana con
la lista civica per Bongiorno presidente - si
parla della tutela della salute dei cittadini e non
solo della sicurezza degli impianti ma
soprattutto la Regione Lazio ha preso
coscienza che la Centrale del Garigliano non può essere di sola pertinenza
della Regione Campania, vista la vicinanza ai Comuni di Castelforte, Santi
Cosma e Damiano e Minturno. Recentemente ho richiesto alla Provincia di
Latina di destinare un capitolo apposito in bilancio per effettuare un monitoraggio ambientale permanente e indipendente nell’area circostante l’ex
centrale. Abbiamo già affidato ad Arpa
Lazio la predisposizione di un piano
operativo per effettuare analisi sulle
acque del Garigliano e sui fondali dello
stesso al fine di valutare la presenza di
elementi e materiali riconducibili alla
attività passata e presente della Centrale». Lo stesso delegato della giunta
Cusani ha reso noto che nei giorni
scorsi si sono incontrati l'assessore
regionale all'Ambiente della Campania, Giovanni Romano e il procuratore
di Santa Maria Capua Vetere Raffaella
Capasso, che hanno affrontato la questione relativa all'inchiesta in corso
sulla centrale del Garigliano. Il magistrato avrebbe chiarito che le indagini
non sarebbero state avviate per un fatto
specifico, ma da un’esigenza di conoscenza delle attività della procedura di
disattivazione della Centrale e delle
condizioni territoriali e ambientali delle zone limitrofe alla stessa.

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