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sabato 2 febbraio 2013

EX EVOTAPE. SVANISCE LA CASSA INTEGRAZIONE PER I LAVORATORI









LA cassa integrazione in deroga per i lavoratori della ex
Evotape di Santi Cosma e Damiano è ormai quasi svanita.
Le due assemblee convocate
dai sindacati e svoltesi ieri,
non hanno portato alla raccolta
di tutte le firme dei lavoratori
del verbale di conciliazione
che prevedeva la rinuncia di
tutti gli operai, nessuno escluso, delle indennità di preavviso
del licenziamento e la
messa in mobilità delle
maestranze
d a l   p r i m o
gennaio scorso. Una raccolta di tutte
le firme così
come richiesto dalla curatela fallimentare, che
avrebbe così
posto le basi
per la concessione di una
Cig che, ora,
appare più
difficile, visti
i tempi stretti
esistenti. La
giornata si è aperta con l'assemblea convocata da Filctem
Cgil, Femca Cisl ed Ugl presso
l'auditorium di Santi Cosma e
Damiano, dove non erano presenti gli ex Evotape che ora
hanno dato vita alla Mancoop
(la cooperativa che si appresta
a riprendere il ciclo produttivo
di nastri isolanti), ma anche
qualche altro. I partecipanti si
sono poi spostati nello stabilimento di via Porto Galeo, dove
si trovavano gli altri ex lavoratori, ora facenti parte della
Mancoop. Qui ci sono state
delle riserve da parte di diversi
ex operai e quindi le organizzazioni sindacali ne hanno dovuto prendere atto. Poco dopo
gli stessi responsabili delle sigle sindacali hanno incontrato
il curatore fallimentare della
Evotape, Vincenzo Manciocchi, al quale hanno riferito che,
al momento, non ci sono per la
firma del verbale di conciliazione da parte di tutti gli operai; ciò, come aveva ribadito lo
stesso curatore fallimentare,
era condizione indispensabile per ritornare al tavolo della Regione Lazio
per la firma della Cig in
deroga. Dario D'Arcangelis e Roberto Cecere,
segretari provinciali rispettivamente di Filctem
Cgil, Femca Cisl, si sono
mostrati pessimisti sulla
definizione del caso, anche in considerazione dei
tempi molto stretti, col
termine ultimo che scade
il 7 febbraio prossimo.
Dunque non c'è stata
quell'unanimità che i sindacati speravano di raggiungere, ma così non è
stato. Per i 129 lavoratori
dunque la mobilità si avvia ad essere una situazione definitiva, a meno
che non si verifichi qualche
altro colpo di scena. La speranza, di chi è interessato alla
Cig, è sempre l'ultima a morire.

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