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mercoledì 27 giugno 2012

TIERO: il pdl pontino non ha bisogno di padrini romani


IL Pdl? E’ «vivo e vegeto».

Prova ne siano «i suoi soggetti

che ogni giorno lo rappresentano

sul territorio e al di fuori dei

confini provinciali». La sortita

dell’assessore provinciale

Enrico Tiero conferma quanto

le parole di Stefano Galetto

abbiano lasciato il segno. Così,

dopo l’intervista rilasciata su

queste colonne non più tardi di

domenica scorsa in cui il consigliere

regionale dichiarava

«conclusa» l’esperienza del

Popolo della Libertà, intervista

cui ha fatto seguito la replica,

puntuale e velenosa, del vicecoordinatore

pontino del Pdl

Vincenzo Bianchi - che ha definito

una «crisi di coscienza»

quella dell’ex An - è l’esponen -

te dell’amministrazione provinciale

a farsi carico di difendere

il buon nome del partito.

Che senso ha - è la domanda

che si pone Tiero - dichiarare

agonizzante un partito che a

livello provinciale catalizza

ancora il 30% dei consensi?

Certo, riconosce lo stesso assessore,

nel Pdl « i problemi ci

sono» ed «è anche giusto che

questi vengano affrontati, ma

non certo in modo strumentale

e strettamente personale e individualista

». Proprio come

avrebbe fatto Galetto, secondo

l’esponente dell’a mmi nist razione

di via Costa. Che mai cita

direttamente il suo alleato nel

partito, ma a cui non si può non

dire si rivolga quando formula

un pensiero di una portata particolarmente

delicata. Secondo

Tiero, infatti, occorre «smetterla

di ricorrere ai padrini romani,

al fine di cercare di raggiungere

le proprie aspettative

personali». Un pensiero tutt’al -

tro che gentile che l’assessore

magari intende condividere

con il sindaco di Latina Giovanni

Di Giorgi. Un modo come

un altro per rivendicare la

sua assoluta fedeltà al coordinatore

provinciale Claudio

Fazzone. Rispetto al quale Tiero

non perde l’occasione per

ricordare il suo personalissimo

«peso specifico» nel partito.

«Io resto convito non solo come

assessore e dirigente Pdl

ma anche come presidente

dell’associazione Onda Pontina

- dice - che sia giusto come

diciamo da diversi anni che la

scelta dei candidati venga effettuata

con lo strumento delle

primarie, e che la legge elettorale

per le scelte parlamentari

venga cambiata con l’inseri -

mento della preferenza, per far

sì finalmente che la stortura

delle nomine calate dall’alto

abbia un termine». E, magari,

produca anche meno scontenti.

V. S.

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