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martedì 19 giugno 2012

REGIONE LAZIO: ACQUA PIU' CARA!



Graveranno sulla tariffa i costi dei Consorzi di Bonifica - Dichiarazione del presidente della Provincia di Latina Armando Cusani.
“Il fatto grave – afferma Armando Cusani - che la delibera assunta dalla Giunta regionale del Lazio di fatto conferma l’aumento della bolletta mediamente di 50 euro ad utente, per gli anni pregressi e mediamente 25 euro per gli anni futuri.
Questo significa un aumento insostenibile, una bolletta media è oggi ferma a circa 200 euro per utente, ed è facile immaginare di quanto sia la maggiorazione, in un momento poi di grande difficoltà per migliaia di famiglie.



Il provvedimento della Giunta regionale è poi illegittimo perché sia la Cassazione sia il Tar e il Tribunale, hanno ritenuto quest’applicazione del canone imposto in maniera forfettaria sulla tariffa assolutamente fuori legge.
Mentre la Regione Lazio, con la sua delibera, conferma un principio che è contro l’ordinamento.
Noi contestiamo con forza questo provvedimento – prosegue Cusani - e lo faremo in tutte le sedi.
Lo riteniamo grave anche dal punto di vista politico perché si carica sulla cittadinanza della nostra Provincia, ma anche per i cittadini di alcune città della Provincia di Roma e Frosinone che fanno parte dell’Ato4, un balzello che deve invece andare a carico del bilancio regionale.
I Consorzi di Bonifica non possono essere finanziati con la tariffa dell’acqua, perché è la legge che lo vieta.
Vorrei ricordare a tutti che ogni anno i contribuenti della Provincia di Latina versano nelle casse regionali più di UN MILIARDO E TRECENTOCINQUANTAMILIONI DI EURO, con un ritorno in termini di servizi di UN MILIARDO E CENTOCINQUANTAMILIONI DI EURO.
Alla Provincia di Latina mancano, in termini di servizi, più di 250 MILIONI DI EURO.
Siamo determinati a porre in campo tutto quanto è nel nostro potere istituzionale, denunciando anche politicamente questo grave e irreparabile atto che hanno compiuto in Regione Lazio.
Stiamo inoltre considerando con i nostri legali se si possa ravvisare da parte della Giunta regionale una condotta di altro tipo, perché se fosse un ente locale normale che insiste nell’applicare principi che vengono in qualche maniera definiti illegittimi, ci sarebbero probabilmente anche altri profili da valutare.
Ma questo – termina Cusani - lo vedremo nei prossimi giorni”.

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