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martedì 27 novembre 2012

PROVINCIA DI LATINA, ULTIMA PER L'ORDINE PUBBLICO: IN AUMENTO I REATI!....IN COMPENSO VENGONO ASSICURATI ALLA GIUSTIZIA I LADRI DI PIGNE!!!!!!!


PER tutti gli ultimi dieci anni abbiamo «lottato» per diventare ultimi e alla fine ci siamo
riusciti. La peggiore provincia per ordine
pubblico e sicurezza: lo si era capito, in
fondo. Ogni maledetta notte un attentato, spari contro
le vetrine, roghi dolosi,
macchine a fuoco, proiettili
sparsi; e cocaina sequestrata a pacchi, coltellate tra
spacciatori, prostitute massacrate di botte nella guerra
tra protettori... Tutto questo
per fermarsi ai reati «ordinari», ai quali possiamo
vantare di poter aggiungere
omicidi sempre nella guerra per il controllo della droga, sequestri di beni ai clan
per oltre 150 milioni di euro
n el l ’ultimo anno, arresti
per associazione a delinquere di stampo mafioso...
E via così per mesi e mesi.
Alla fine è arrivata la verità-
batosta. Ultimi tra le 107
province del Paese e forse
quando Latina sarà unita a
Frosinone potrà spalmare il
suo livello di insicurezza
con i vicini di casa (quarantacinquesimi, cioè a metà
della classifica pubblicata
ieri da Il Sole 24Ore). Ma
finché non succederà bisogna continuare a fare i conti
in casa propria e capire se e
dove sono stati commessi
degli errori. Il dato sui reati
cosiddetti minori è in qualche modo legato alla riduzione evidente delle forze
dell’ordine presenti sul territorio, o perlomeno al loro
mancato potenziamento
(l’ultimo aumento di poliziotti in tutto il Paese ne ha
portato uno solo in più in
provincia di Latina); gli altri più gravi e di tipo mafioso possono
considerarsi il risultato di anni e anni di bieco
negazionismo in stile «la mafia qui non
esiste». Emblematica resterà per sempre la
delibera del Comune di San Felice Circeo con
cui si «intimava» a chiunque di accostare il
nome «Circeo» con quello di mafia. Sono
purtroppo seguite numerose operazioni antimafia «dalle parti del Circeo». E l’ultimo
omicidio di camorra
nell’ambito della faida di
Scampia è avvenuto sul
lungomare Circe a Terracina a luglio scorso. Per stare
alle cifre nude e crude ci
sono oltre 164 scippi, rapine, borseggi all’anno ogni
centomila abitanti, 442 furti in casa ogni centomila
abitanti, più di 183 furti
d’auto, più di 14 estorsioni
(quelle denunciate ovviamente), più di 295 truffe. Si
tratta di numeri riferiti al
2011 che prendono in considerazione le azioni compiute dalla microcriminalità. Ma la percezione della
sicurezza può dirsi legata
ad una serie di altre azioni
della criminalità organizzata la cui presenza è ormai
avvertita dalla popolazione
residente come parte integrante dell’assetto socioeconomico e non più solo
come «infiltrazione» episodica. Il dossier di quest’an -
no condanna anche le amministrazioni locali più
«giovani» ad assumersi
parte della responsabilità
sul peggioramento complessivo della qualità della
vita. Perché se è vero che
questa provincia e alle prese con una gravissima crisi
economica come moltissime altre aree del Paese è
altresì innegabile che, al
contrario di altre città e
comprensori, non è riuscita
a individuare percorsi alternativi. Soprattutto non si è
riusciti ad utilizzare i fondi europei pur
disponibili per potenziare reti, infrastrutture,
servizi che nella valutazione fanno la differenza in positivo.

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