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venerdì 23 novembre 2012

EVOTAPE. ORA A PROTESTARE SONO I LAVORATORI CHE NON HANNO ADERITO ALLA MANUCOOP!






GLI oltre ottanta lavoratori rimasti fuori dalla cooperativa Manucoop che, a breve, dovrebbe ottenere il fitto del ramo di azienda e
riprendere l'attività alla Evotape
di Santi Cosma e Damiano si
sentono «scaricati». A tal proposito hanno proposto un incontro
per sabato prossimo con i sindaci
dei Comuni di Castelforte e Santi
Cosma e Damiano e i sindacati,
per discutere sulla questione che
non li vede coinvolti nella ripresa
dell'attività, poichè non hanno
aderito alla costituzione della
Manucoop, la cooperativa composta dagli altri 52 lavoratori che
hanno voluto tentare di continuare l'attività. Ora gli 80 lavoratori
«fuori» dal progetto di riavvio,
pur apprezzando la volontà dei
colleghi, hanno rimarcato che sono stati tanti i motivi della manacta adesione alla Manucoop. «Ci
viene da pensare - hanno scritto in
una nota - perchè circa un anno fa,
su proposta del sindacato ‘loca -
le’, tutti i lavoratori, con infinità
solidarietà, hanno rinunciato ad
un fitto di ramo d'azienda, proposta dall'allora proprietario dottor
Helmann e dall'amministratore
ingegner Gaetano, per tutelare sul
piano occupazionale tutti i lavoratori del sito. La proposta avrebbe dato lavoro a circa settanta
lavoratori e sostenuto, con l'ausilio degli ammortizzatori sociali,
chi nel frattempo
sarebbe rimasto
in attesa di un
eventuale chiamata al lavoro. Il
fallimento ‘a nnunciato’ sareb -
be stato scomgiurato e, oggi molte famiglie
della ex Evotape non vivrebbero
una situazione coì angosciante.
Ci siamo ritrovati nel baratro, nonostante, tutti abbiano dimostrato
coerenza, attaccamento al lavoro
e in particolar modo allo stabilimento Evotape. Era una linea comune a tutti i lavoratori che con
l'accordo ‘proposta’ dei delegati
sindacali e sottoposto alle forze
politiche, avremmo intrapreso la
lotta senza nessun compromesso
e senza nessun ipotetico spezzettamento della forza lavoro (maestranze). Lo scenario è cambiato
in modo così repentino, che viene
da chiederci a tutti, se esistono
ancora per la ex, ormai, Evotape
le rappresentanze sindacali che
molto possono ancora fare per
tutti i lavoratori. In fondo questo
è il motivo per il quale erano stati
delegati dalle maestranze, in ultima sede circa, o purtroppo, per
varie vicissitudini oltre dieci anni
fa. Il punto fermo di un lavoratore, in qualsiasi situazione si trovi,
è il sindacato, che tutti sappiamo
si assume l'obbligo di tutelare i
lavoratori. Questo è quello in cui
noi abbiamo sempre creduto».
Gli 80 ex Evotape, poi hanno
posto una serie di domande.
«Vorremo sapere - hanno scritto -
se è stata chiesta, per esempio, la
cassa integrazione per tutti i lavoratori ex Evotape, da chi ne aveva
facoltà e se è stata usata la logica
morale dell'equità. Il lavoro, la
sua importanza, la sua essenza, è
sancita dalla nostra Costituzione,
e sappiamo tutti che è l'uomo,
inteso come componente fondamentale della nostra società, come principio inalienabile e sempre da considerare, tutelare e difendere. Ci chiediamo ora da chi?
Restiamo sbalorditi quando leggiamo che il lavoro c'è, quello che
facevamo in 132, ma questa volta
è per pochi e non ci sappiamo
dare una ragione. Qualche cosa
non torna nei nostri pensieri.
Quello dei nastri adesivi era a
detta di tutti un settore dato per
‘morto’. Il sito di Santi Cosma e
Damiano era troppo dispendioso
e obsoleto, ora invece, risulta
molto disponibile e molto conveniente, per cosa? Siamo sicuri -
conclude il documento degli 80
lavoratori- che i vari rappresentanti politici e sindacali, sia locali
che provinciali o regionali, nonostante il momento economico
drammatico che sta vivendo la
nostra provincia e l'intera nazione, saranno garanti della nostra
situazione lavorativa e capaci di
rendere la realtà più chiara e interpretabile».

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