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venerdì 23 novembre 2012

CASTELFORTE: POLEMICA DA PARTE DEI CRISTIANI POPOLARI PER LA MANCANZA DEL PIANO DI PROTEZIONE CIVILE.






«IL Comune di Castelforte promuove
una dimostrazione di
protezione civile per
simulare vari scenari
di crisi, dal terremoto
a calamità di vario genere e non ha ancora
un piano di protezione
civile». La pesante accusa è del responsabile dei Cristiano Popolari Vincenzo Coviello, che ha definito una
presa in giro ai cittadini di Castelforte l'iniziativa che prevede simulazioni di soccorso
nel fiume Garigliano
o lungo le strade comunali di
via delle Terme e sulla strada
provinciale per Suio alto. «I
cittadini di Castelforte -ha
continuato Coviello- non sanno che il nostro Comune, da
anni, non ha ancora un piano
di protezione civile, nessuno
conosce un centro di raccolta
per qualsiasi emergenza, chi è
il responsabile della protezione. Un comune che non spende neppure i soldi (un milione
e duecentomila euro) che ha
in cassa dal 2006 per proteggere il costone di Suio da
frane e smottamenti lungo via
delle Terme, non effettua nessun intervento di pulizia del
Rio Grande o Rio Castelforte,
completamente ostruito da
piante e erbacce, non monta i
guard-rail sulla pericolosa
strada che porta alla scuola
Petronio o sulla strada per
Suio Terme, non fa manutenzione ai cadenti pali della luce
su via delle Terme, non si
interessa della segnaletica
stradale per i due pericolosi
attraversamenti del Rio Grande, non parla del pericoloso
ponte abbandonato dal Consorzio di Bonifica che collega
la provinciale Ausente a Via
per Maiano. Dobbiamo continuare a elencare gli scenari di
crisi “reali” o fare finta di
niente? Per questa amministrazione va tutto bene, l'importante è non parlare, non
criticare, stare in silenzio; lo
sport più praticato è dare risalto e pubblicità a eventi,
seppure importanti come questo prossimo, per far dimenticare le cose essenziali e non
fatte, preoccupandosi solo di
buttare fumo negli occhi. Alla
prima modesta pioggia torrenziale - ha concluso l'esponente dei Cristiano Popolari -
le due strade d'accesso a
Castelforte, via Garibaldi e
via Capanna, diventano fiumi
in piena, i tombini si alzano,
pietre e detriti si riversano
sulla strada, costituendo un
pericolo costante per tutti.
Conclusione: tutti “tacciono”,
fanno finta di non vedere o
capire, per non dare fastidio ai
due o tre manovratori di maggioranza, il cui scopo è solo
quello di coltivare il proprio
orto».

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