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mercoledì 10 luglio 2013

LE MANI SULLA CITTA': IL MOVIMENTO 5 STELLE PORTA IN PARLAMENTO IL PROBLEMA DELL'INFILTRAZIONE CAMORRISTICA NEL SUD PONTINO.







Il rapporto tra camorra e
città di Formia finisce in
Parlamento. E in particolare nelle segreterie del presidente del Consiglio Gianni
Letta, del ministro dell'interno
Angelino Alfano e del ministro della giustizia Annamaria
Cancellieri, grazie ad una interrogazione parlamentare
presentata dal deputato pentastellato Salvatore Micillo, che
ha incassato anche la sottoscrizione dei colleghi Tancredi
Turco, Francesca Businarolo,
Donatella Agostinelli, Alfonso Bonafede, Vittorio Ferraresi, Giulia Sarti e Andrea Colletti. L'allarme è chiaro: Formia è luogo di camorra.
Formia e le sue dilaganti infiltrazioni criminali, ma non solo, perché si evidenzia anche il
sopravvento della criminalità
organizzata sulle altre città del
sudpontino come Gaeta, Fondi, Itri e i business che in
queste realtà proseguono quotidianamente. Esempio lampante, e solo per citare le ultime in ordine di tempo, sono le
recenti due operazioni «Bad
Brothers» e «Bad Brothers 2»
contro ingenti capitali criminali, di diverse decine di milioni di euro, appartenenti al clan
Mallardo e a loro affiliati come, secondo i finanzieri del
Gico di Roma, i fratelli Ascione, imprenditori formiani. E
secondo i deputati del m5s che
porteranno l'interrogazione in
Parlamento, tutto grazie alla
collaborazione della politica.
«Da anni si assiste in tutto il
Sudpontino - hanno sottolineato gli scriventi nel passaggio iniziale - al dilagare di
fenomeni speculativi che hanno consentito una cementificazione selvaggia con frequenti
fenomeni di abusivismo, grazie soprattutto a connessioni
tra politica ed imprenditoria
locale, in questo perverso intreccio hanno trovato e trovano
terreno fertile le organizzazioni affaristico - malavitose pro
venienti dalla Campania e dalla Calabria interessate a partecipazioni economiche e
speculazioni nel settore edile e
turistico-commerciale per investire ingenti capitali di provenienza illecita. Ciò ha determinato un profondo inquinamento del tessuto
imprenditoriale locale oramai
sopraffatto o costretto a condividere attività con personaggi
inquietanti. Segnali di tale grave deterioramento si colgono
con mano in questo territorio,basta contare le innumerevoli
operazioni di polizia dirette
dalle Dda di Napoli e Roma
che hanno posto sotto sequestro ingenti capitali mafiosi».
Ma altrettanto chiaro e diretto
il riferimento, o per meglio
dire la goccia che ha fatto
traboccare il vaso, relativamente a diversi recenti fatti di
cronaca che hanno visto coinvolti, per usare le parole di
Micillo, «esponenti di pericolosi clan», protagonisti di aggressioni violente in pieno
centro urbano. «Certamente -
si legge in un passaggio del
documento - quanto di pericoloso è avvenuto in questi ultimi
giorni a Formia, nel pieno di
una chiacchierata campagna
elettorale - vedere anche foto
della figlia del boss dei Casalesi Katia Bidognetti insieme ad
un importante esponente di un
candidato di Formia - non lascia presagire nulla di buono in
quanto ci sono tutti i presupposti a che nella cittadina tirrenica si scateni una guerra di
camorra. Infatti qualche settimana fa', in una rissa scoppiata
fuori al bar Elsa, si sono affrontati esponenti dei clan
Esposito-Giuliano da una parte e Bardellino dall'altra. Altra
replica si è in seguito verificata
davanti al bar Tirreno, nel fuggi fuggi generale, a colpi di
sedie e bottiglie e con chi dice
anche di aver intravisto la presenza di pistole. Certamente
questa escalation di violenza
tra i due agguerriti clan che a
Formia hanno vari interessi
economici - a tal proposito
sarebbe opportuno controllare
la sala Bingo locale che vede la
presenza assidua del clan
Esposito-Giuliano - potrebbe
improvvisamente degenerare
anche con uso di armi da fuoco, e quindi andrebbero messe
in atto contro questi personaggi misure drastiche anche con
allontanamento coatto da Formia e dal Sudpontino a causa
della pericolosità sociale dei
personaggi, nonché, dare impulso alle indagini patrimoniali atte ad evidenziare la illegittimità delle risorse accumulate». Intanto, per discutere nel
merito dell'interrogazione, domani alle 17 presso l'archivio

storico di Formia, il movimento 5 stelle di Formia e l'associazione Caponnetto hanno indetto una conferenza stampa.



DA LATINA OGGI DEL 10.7.13

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