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venerdì 12 luglio 2013

EVVIVA!!!!!!L'IMMONDIZIA DI ROMA ARRIVA A CASTELFORTE! (E DA LI' FORSE RITORNA A BORGO MONTELLO: OVVIAMENTE TUTTO A CARICO DEL CONTRIBUENTE!) "A MONNEZZA E' RICCHEZZA" DICEVA EDUARDO, PERCHè MAI BISOGNEREBBE SMENTIRLO?










Mesi e mesi di smentite
e adesso arriva la conferma: una parte dei
rifiuti di Roma verrà trattata in
impianti di Tmb delle province,
compresa dunque quella di Latina. E’ l’ipotesi della prima ora
già avanzata dall’ex Ministro
dell’Ambiente e che le istituzioni locali avevamo negato. In
realtà sul territorio pontino
operano già due impianti di
trattamento meccanico biologicio (ad Aprilia dove è in parte
utilizzato dai Comuni pontini e
a Castelforte) e le loro capacità
residuali vengono assegnate
all’immondizia di Roma. Ieri è
infatti arrivato dal Consiglio di
Stato il sì al trasporto dei rifiuti
di Roma, Fiumicino, Ciampino
e Citta' del Vaticano negli impianti Tmb che si trovano fuori
Roma individuati dal Commissario per l'emergenza rifiuti,
Goffredo Sottile. I siti sono
quelli di Albano Laziale, Viterbo, Colfelice e Castelforte. Lo
ha deciso con un decreto monocratico il presidente della VI
sezione del Consiglio di Stato,
Luigi Maruotti. Dunque è stata
accolta la richiesta di sospensione immediata della sentenza
con la quale i giudici amministrativi avevano bocciato i due
decreti emanati a gennaio e a
marzo dall'allora ministro dell'Ambiente Corrado Clini, con i
quali si conferivano al commissario Sottile i poteri di individuare i quattro impianti nei
quali destinare la spazzatura di
Roma. Il provvedimento del
Consiglio di Stato è a tempo,
ossia ha validità fino al prossimo 30 luglio, data in cui è stata
fissata la camera di consiglio
per l'esame in sede collegiale
del ricorso proposto dal Ministero dell'Ambiente e dallo
stesso commissario per l'emergenza rifiuti a Roma. «Le delicate questioni sollevate con
l'atto d'appello – si legge nel
decreto del presidente Maruotti
- vanno esaminate al più presto
nella sede collegiale, nel rispetto del principio del contraddittorio, ma emergono eccezionali
ragioni di urgenza, tali da giustificare la sospensione, sino al
30 luglio 2013, della esecutività della sentenza appellata, al
fine di consentire la prosecuzione dello smaltimento in discarica dei rifiuti, con immutate
modalità, anche al fine di prevenire i disagi e le emergenze di
natura sanitaria, che deriverebbero, inevitabilmente nell'attuale stagione estiva, dalla esecuzione della sentenza appellata».

Da latina oggi del 12,7,13


IL PENSIERO DEL COMMISSARIO

Il gran pasticcio degli impianti di trattamento in costruzione in provincia di
Latina non potrà che amplificare oltremodo il problema
dello stoccaggio e trattamento
su questo territorio dei rifiuti
di altre aree, prima fra tutte
Roma.
. In realtà il commissario
per l’emergenza, Sottile, ma
anche l’ex Ministro dell’Am -
biente, Clini, non hanno fatto
altro che recepire una situazione esistente. Nell’ultimo decennio sono stati autorizzati in
provincia di Latina impianti di
trattamento che hanno, complessivamente una capacità pari al doppio di quella necessaria per la quantità di immondizia che si produce solo su
questo territorio. Pertanto è
inevitabile che i privati titolari
degli impianti vogliano lavorare a regime dopo aver investito
milioni di euro con il sì degli
enti locali. E se non saranno
sufficienti i rifiuti pontini ne
prenderanno altri. Questa è la
tanto temuta pattumiera del
La zi o.
La provincia di Latina produce
370mila tonnellate di rifiuti
l’anno; allo stato esiste un impianto ad Aprilia che potrebbe
trattare già tutto l’e q u iva l e n t e
e non lo fa solo perché i Comuni continuano a stoccare illegalmente nella discarica generale di Montello. Poi c’è l’im -
pianto di Castelforte, uno in
costruzione a Montello e un
altro autorizzato sempre a
Montello per un totale di capacità di trattamento che supera
le 800mila tonnellate. E’ i n o l t re
possibile che tutte le prossime
misure inerenti il trattamento
dei rifiuti della capitale vengano prese in forma di provvedimenti straordinari e come tali
fuori dai normali vincoli e controlli. Inevitabili le polemiche
che anche l’ultima decisione
giudiziaria provocherà nelle
popolazioni che vivono in prossimità degli impianti ma in
realtà il problema affrontato in
questi giorni arriva da lontano,
per l’esattezza dal momento in

cui sono stati autorizzati impianti che non servivano.

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