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sabato 18 agosto 2012

EMERGENZA IDRICA: I SINDACI INCONTRANO ACQUALATINA, CHE CONFIDA NEL CIELO E NELLA PIOGGIA!





«SPERIAMO che dal 25 agosto piova e che ci sia meno
richiesta d’acqua». E’ la risposta che Acqualatina «regala» ai sindaci del Basso Lazio
riuniti presso la Sala Sicurezza del Comune di Formia. Intanto, per dare un po’ di sollievo ai Comuni di Castelforte,
Santi Cosma e Damiano, Spigno Saturnia e frazioni collinari di Formia, il gestore valuta interruzioni nelle ore notturne, a partire da lunedì, nelle
zone balneari ovvero Marina
di Minturno,
Scauri, Gianola cosicché i
serbatoi possano riempirsi. E
mentre ci si organizza per
una danza collettiva della
pioggia contro
la siccità, «precipitazioni a
meno trenta
p e r   c e n t o
d   a   l l   ’ i   n   i z   i   o
dell’anno» precisano da Acqualatina, e si
contano le perdite sulla linea
nell’ordine del
sessanta per
cento, i sindaci
sono assediati
dai cittadini
«imbest ialiti»
per la carenza/assenza di
acqua. Spesso
mal segnalata
dal gestore che
comunica orari
quasi sempre
sottostimati rispetto al reale
flusso nei rubinetti. Quello
c h e   p e r ò
da ll’inc ont ro
di ieri appare
i n co n t rove rt ibile è che da
Acqua latina
non si esce, e guai a dirlo o
anche solo a pensarlo. D’al -
tronde, a precisa domanda, il
direttore tecnico della società
privata Ennio Cima non ammette repliche, «Noi gestiamo
bene la risorsa idrica», con i
sindaci ad annuire. Da cui il
paradosso: gli amministratori
riportano le lamentele dei propri cittadini esasperati e si dicono non soddisfatti del servizio, Di Siena da Santi Cosma
a esempio evidenzia come anche in altri periodi negli appartamenti al secondo/terzo
piano del suo comune l’acqua
sia sempre stata carente, Acqualatina spiega che ci sono
lavori in corso che, a lungo
termine, miglioreranno la situazione, ma quando viene
chiesto ai primi cittadini se
stiano valutando ipotesi per
trovare soluzioni diverse al socio privato come indicato dal
referendum nazionale votato
due anni fa a grande maggioranza e messo nel cassetto,
anche in tutta la provincia di
Latina, apriti cielo, partono i
ricordi di come al tempo del
Consorzio Acquedotto degli
Aurunci la situazione fosse
ben peggiore di oggi. «Per un
intervento bisognava aspettare giorni», sottolinea da Itri De
Santis. E tra i primi cittadini
seduti al tavolo non sono pochi quelli che, vista la lunga
militanza politica, ne hanno
avuto un’esperienza diretta:
Forte da Formia e Graziano da
Minturno su tutti. A ogni modo, poi, c’è sempre Ennio Cima a ricordare che le cose non
vanno poi così male come
sembra: «Ad Acqualonga un
anno fa abbiamo ben operato
così come a Grunuovo dove
abbiamo ricostruito la rete e
d’altronde, si sa che parlare
bene di Acqualatina è impopolare: questo però ci stimola
a lavorare meglio». Quello
che, però, rispetto a qualche
anno fa tra i politici locali pare
destare più preoccupazione lo
esprime meglio di ogni altro
Patrizia Gaetano, sindaco di
Castelforte: «I cittadini sempre meno vengono da noi per
protestare e vanno direttamente a denunciare dai Carabinieri». Ovvero i politici sono scavalcati da elettori che da loro
si sentono poco tutelati. Una
class action all’orizz onte?
Probabilmente dipenderà da
quando arriveranno le prossime piogge.
Francesco Furlan


E’ sempre un vertice o un
tavolo istituzionale a tamponare le emergenze, mai un
intervento concreto. Succede così da queste parti e
anche ieri si è vista una replica del modus agendi in
caso di problemi gravi come
la terribile carenza idrica
che da almeno due settimane
lascia interi pezzi di città del
sud pontino senza acqua. E
anche senza informazioni su
quello che accadrà. L’unico
rimedio accettabile, adesso
si sa, non verrà dai comuni
mortali e dai loro mezzi tecnologicamente avanzati.
Bensì dall’alto dei cieli, dalle nuvole quando un
buon vento le spingerà fin sopra il mare e le
colline del Lazio meridionale e finalmente l’ac -
qua tornerà nelle sorgenti e nella rete che la
porta nelle case. Obiettivamente non c’è altro
da fare. Non adesso. Qualche tempo fa, invece,
un passo avanti in controtendenza, progressista
e accorto lo si poteva compiere. A fine giugno
del 2012 esattamente gli stessi sindaci che ieri
in una conferenza stampa hanno chiesto «interventi sulla rete di distribuzione» hanno votato a
favore (a stragrande maggioranza) del rinvio
per altri tre anni degli investimenti che Acqualatina avrebbe dovuto fare sulle adduttrici del
sud pontino già sei anni fa ed era stato già dato
parere favorevole ad altri due rinvii, ciascuno di
tre anni. Si tratta di opere per le quali la società
Acqualatina ha acceso un mutuo nel 2007 e il
pegno del credito da 115 milioni di euro se lo
sono accollato pro quota esattamente i sindaci
che ieri hanno invocato «soluzioni strutturali».
In più i medesimi amministratori hanno accettato (a maggioranza) di caricare sulle bollette
dell’acqua un congruo, ancorché necessario,
servizio di approvvigionamento con autobotti al
costo di 800mila euro, attribuito con gara alla
società Formia Soccorso, ma che in queste due
settimane non ha funzionato perché al di sotto
delle esigenze reali dell’estate 2012. Per evitare
la rivolta dei cittadini, gestore e sindaci hanno
concordato di riattivare una sorgente, Forma di
Castelforte, che è stata chiusa dalla Asl perché
contiene arsenico in quantità superiori al livello consentito dalla legge. Si tratta di elementi
noti da tempo a tutti gli amministratori del sud
pontino che, in teoria, sarebbero anche i controllori delle scelte relative al servizio idrico.
Ma è altresì nota a tutti la promiscuità tra questi
controllori e il loro controllato, Acqualatina
spa. Un’anomalia così evidente che negli anni
ha costretto molti amministratori pubblici a
lasciare le cariche che avevano dentro la società; l’ultimo di un lungo elenco è Giuseppe
Simeone, che per diventare presidente del consiglio comunale di Formia (una delle città con
maggiori problemi in questi giorni) ha dovuto
lasciare poche ore prima la poltrona di membro
del cda di Acqualatina. In un simile ginepraio
la pioggia è davvero l’ultima, unica, speranza.
Graziella Di Mambro


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