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venerdì 21 giugno 2013

TRA MILLE DUBBI IL DILANCIO DI ACQUALATINA PASSA SULLA FIDUCIA, MA C'è CHI DICE NO! E' IL COMUNE DI FORMIA!


RAIMONDO BESSON, AMMINISTRATORE DELEGATO DI ACQUALATINA, RIGOROSAMENTE DI AREA PD



LA società di revisione contabile Kpmg si fida degli amministratori di Acqualatina e
solo per questo buon grado di
fiducia gli ha fatto passare il
bilancio 2012, approvato ieri
mattina anche dall’ass emblea dei soci a maggioranza
ma con il «pesante» no del
Comune di Formia. Sia i revisori che i soci sanno che il
trend finanziario della spa
che gestisce le acque in provincia di Latina non è buono
perché ci sono «rilevanti incertezze» peraltro ammesse
dagli stessi amministratori
nella relazione
allegata al bilancio. Esse
sono riferibili
es sen zi alm ente a due fattori.
Il primo è il
poss ibile
«mancato conseg uime nto
del livello di
incasso dei
crediti previsto dagli obiettivi aziendali
per permettere
il rispetto degli
impegni sottostanti il finanziamento con
la Depfa
Bank» che
ammonta a 85
milioni di euro.
La seconda incognita può
riguardare l’inefficacia «parziale o totale delle azioni poste in essere per il raggiungimento del riequilibrio economico-finanziario della
gestione». Se questi due elementi non verranno integrati
nell’anno corrente la «continuità aziendale» di Acqualatina spa è a rischio. Ed è la
prima volta che un simile
pericolo viene messo nero su
bianco su atti ufficiali della
società. Sotto il profilo strettamente formale il bilancio
approvato ieri dai soci pubblici e privati ha chiuso con
un passivo di 488mila euro.
Non è poco ma non è neanche moltissimo se si considera che Acqualatina vanta crediti di molto superiori solo di
bollette non riscosse. Dopo
dieci anni di gestione spesso
contestata ma comunque
sempre sostenuta dai soci,
Acqualatina comincia a fare i
conti veri con alcuni gap mai
sanati. Per esempio il totale
controllo delle reti. Mancano
ancora oggi quelle delle due
isole che «per motivi diversi
non hanno effettuato la consegna degli impianti». E poi
c’è la nuova modalità di calcolo della tariffa introdotta
dall’Autorità per l’e n e rg i a
(impugnata dalla società) che
vincola in modo rigoroso le
entrate e in un bilancio già
difficile questo può fare la
differenza. Inoltre restano in
piedi i debiti verso i consorzi
di bonifica pari a circa 10
milioni di euro, anch’e ss i
contestati e impugnati in sede legale ma finora sempre
confermati. Il bubbone dei
crediti non riscossi dalla spa
è noto da tempo a tutti i
sindaci dell’Ato4 e alla Provincia, così come i debiti nei
confronti dei Consorzi.
Ma invece di trovare una
soluzione si è preferito presentare innumerevoli ricorsi
(che hanno aggiuntivi costi
legali) risultati inutili.

Da LATINA OGGI DEL 21.6.13

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