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mercoledì 10 aprile 2013

OMICIDIO PANDOLFO, LA SENTENZA: DICIOTTO ANNI A MIRKO PASCALE, NON RICONOSCIUTA LA PREMETIDAZIONE





È stato condannato a 18 anni
Mirko Pascale accusato di avere ucciso a colpi di pistola Fiore
Pandolfo 30 anni di Santi Cosma e Damiano la sera del 18
febbraio del 2012 in via Vellota. Il 24enne della frazione di
Suio del Comune di Castelforte, attraverso il suo legale di
fiducia, l’avvocato Pasquale
Cardillo Cupo, ha scelto di essere processato col rito abbreviato secco che gli ha permesso
di vedersi ridurre di un terzo la
pena. Dunque dalla condanna
all’ergastolo la pubblica accusa
sostenuta dal pm Marco Giancristofaro aveva chiesto al termine della requisitoria la condanna a 30 anni di reclusione. Il
giudice per le udienze preliminari Nicola Iansiti ha inoltre
accolto la tesi della difesa e
quindi non ha riconosciuto
l’aggravante della premeditazione. Quindi creduto al fatto
che il 24enne da oltre una settimana andava in giro con la
pistola in tasca, una calibro 40
Smith e Wesson, legalmente
detenuta per uso sportivo, perchè aveva paura della vittima. Il
Pascale confessò sin da subito
di essere stato lui ad uccidere il
30enne. E in sede di interrogatorio di convalida dichiarò al
gip Guido Marcelli il motivo
per cui quella sera aveva con sè
la pistola. Disse che aveva paura perchè aveva ricevuto dalla
stessa vittima delle minacce.
Dichiarò al giudice di essere
stato vittima di un’aggressione.
La famiglia di Pandolfo si è
costituita parte civile nel processo, attraverso gli avvocati
Alfredo D’Onofrio e Gianfranco Testa, Margherita Buffolino. Otto le parti civili, tra cui
due minori (i figli di 7 e 4 anni
della vittima) alle è stata riconosciuta una provvisionale di
150mila euro.
«Siamo indignati di questa
Italia dove non esiste una pena
certa dove gli assassini per un
omicidio di tale efferatezza
prendono meno anni di una
persona che spaccia o che va a
rubare un chilo di arance - ha
dichiarato la sorella della vittima a nome di tutta la famiglia
Pandolfo -. Ci vergogniamo di
essere italiani. A noi oggi non è
stata fatta nessuna giustizia. E’
stato scaricato un caricatore
contro un padre di famiglia
Lui stesso ha dichiarato di andare in giro da una settimana in
giro con l’arma, perlopiù arma
ad uso sportivo con due caricatori è stato ritrovato e viene tolta l’a g g r ava n t e
della premeditazione. Una pistola con la
quale non si poteva andare in
giro. Oltretutto
la difesa ha
chiesto che
l’imputato venisse assolto
per omicidio
colposo...». Resta da vedere a
questo punto se
l’accusa una
volta depositate
le motivazioni
deciderà di presentare ricorso
per vedere riconosciuta l’ag -
gravante della premeditazione.
DA LATINA OGGI DEL 10.4.13

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