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sabato 6 ottobre 2012

SI TAGLIA: ANZI NO! LA RIDUZIONE DEI CONSIGLIERI NEL LAZIO VARRA' DOPO CHE SI VOTERA'!







L’EFFETTO sarà rivoluzionario. L’ultima infornata di tagli
alla politica voluta dal governo
Monti per placare l’indignazio -
ne popolare
seguita agli
scandali delle
regioni, lascia
decisamente
il segno. Tagli
drastici alle
p   o l   t r   o n   e ,
controlli rigidi sulle spese
degli enti locali, decurtaz i o n i   fi n o
a l l ’ 8 0   p e r
cento dei tras   f   e   r   i m   e   n   t   i
dallo Stato
per chi sgarra. E la non
c a n d i d ab i l i t à
per 10 anni
per gli amministratori locali che si
macchiano di
dissesto.
I compensi
dei consiglieri e degli assessori, chiarisce Monti,
vengono regolati in modo che non
eccedano il livello di retribuzione riconosciuto dalla
Regione più
virtuosa. Il provvedimento vieta il cumulo di indennità ed
emolumenti. Il Governo ha
inoltre aboliti il finanziamento
ai monogruppi, cioè quelli costituiti da un solo consigliere. Il
Governo ha inoltre imposto
uno stop ai vitalizi. Si andrà in
pensione a 66 anni con l'applicazione del metodo contributivo per il calcolo della stessa.
Oltre ai compensi, nella politica vengono ridotti anche i posti. Il decreto approvato dal
governo taglia il numero di
consiglieri e assessori applicando il decreto anticrisi 138
del 2011. La riduzione dovrà
essere realizzata entro 6 mesi
dall'entrata in vigore del dl, ad
esclusione delle Regioni in cui
è prevista una tornata elettorale. In tal caso verrà applicato
dopo le elezioni. Come ha spiegato il sottosegretario Antonio
Catricalà, i consigli delle Regioni che non attueranno le
disposizioni contenute nel decreto sui tagli ai costi della
politica saranno sciolti per gravi inadempienze di legge».
Questo significa che nel Lazio
si va a votare per eleggere 70
consiglieri, esattamente come è
l’attuale assemblea in scioglimento. Il nuovo Consiglio dovrà invece applicare la modifica di legge voluta dal Governo
nel decreto, pena lo scioglimento.
Il decreto fissa inoltre precisi
indicatori per il rispetto
dell’equilibrio finanziario. In
primo luogo sarà d’obbligo il
raggiungimento del pareggio di
bilancio. Per gli enti locali che
presentano un disavanzo di amministrazione o debiti fuori bilancio, per i quali non sono stati
adottati strumenti di salvaguardia del bilancio, scatta un semaforo rosso sulla spesa: potranno assumere impegni e pagare spese unicamente per i
servizi previsti dalla legge. I
servizi, come la raccolta dei
rifiuti, dovranno avere una copertura integrale dei costi e sarà
permesso aumentare le aliquote fino alla soglia massima, per
rientrare dell’eventuale disavanzo e raggiungere il sospirato pareggio di bilancio»

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