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giovedì 11 ottobre 2012

SCANDALO REGIONE LAZIO: LA STORIA DI 17 DIPENDENTI DELLA REGIONE LAZIO CHE NELLA PROVINCIA DI LATINA VAGANO IN CERCA DI "UN QUALCOSA DA FARE"!





In quel luogo turistico che è la
provincia di Latina i soldi per il
turismo, inseriti nel bilancio della Regione Lazio, sono stati spesi per molte cose. La maggior
parte delle quali aventi scarsa
attinenza con il turismo. Fino a
sette anni fa tutto o quasi era
nelle mani delle aziende autonome di soggiorno e turismo. Solo
nel sud pontino se ne contavano
tre (a Gaeta, Formia e Minturno)
più altre sparse nel centro (Terracina), più una che globalmente
si occupava del resto del territorio (a Latina). La riforma fatta
con la scusa del risparmio le ha
soppresse tutte ed è rimasta
un’Azienda di promozione turistica in ogni capoluogo di provincia praticamente svuotata di
poteri ma con ancora tutto il
personale in organico. A Latina
17 persone, guidate da un direttore, prima Pier Giacomo Sottoriva, poi Paolo Graziano. Poi più
nulla. Oggi 16 dipendenti vagano per gli uffici di via Duca del
mare e fino allo scorso anno
c’erano pure quelli trasferiti dalle sedi locali del sud. Ogni mattina venivano a Latina, timbravano il cartellino ma poi non
avevano neanche una scrivania.
E’ andata avanti così per quasi
due anni, fino alla scorsa estate
quando tutti i dipendenti delle ex
Aziende di turismo sono stati
distaccati presso i Comuni e ora
vivono in uffici sperduti di Formia e Minturno senza mansioni,
senza direttive, senza più alcun
legame vero con la programmazione turistica. In questi giorni è
stato soppresso anche l’ultimo
opuscolo informativo: «Latina
Turismo». D’altronde siamo
nell’era di internet. Ma mentre si
consumava la diaspora dei dipendenti dell’Apt, pur pagati
dalla Regione ma non più utilizzati, a Roma nelle stanze che
contano il segmento della programmazione turistica veniva rimaneggiato. E i costi sono lievitati moltissimo in meno di cinque anni. Nel 2007 la giunta
Marrazzo crea la Litorale spa
che può contare su assegnazioni
di 57 milioni di euro il primo
anno per le attività da statuto e
altrettanti negli anni seguenti.
Fioccano assunzioni e nomine di
dirigenti. La Litorale si doveva
occupare solo dei 17 Comuni
che affacciano sulla costa laziale
e a dirigere la società venne
mandato il sindaco di Ciampino
(!), noto Comune dell’entroter -
ra. Ma la Litorale spa non bastava e fu istituita anche l’Agenzia
Turismo Lazio in sostituzione
delle Apt provinciali, con un
bilancio di 10 milioni di euro
l’anno (a fronte dei 6 milioni di
Litorale spa, per fare un esempio
pratico) e anche qui partono assunzioni in serie e nomine di
dirigenti. Tutto a carico del bilancio regionale. Quando nel
2010 si insedia la giunta Polverini, l’assessore al turismo Zappalà propone e ottiene lo scioglimento dell’Atl e della Litorale
spa. Ma i dipendenti a tempo
indeterminato devono restare e
vengono trasferiti a Sviluppo
Lazio. Non tutti comunque. La
Litorale spa ancora oggi, a due
anni dall’avvio della procedura
di scioglimento, risulta in liquidazione ed ha una marea di creditori che fanno la fila. E ancora
un organico di sette persone, tutti dirigenti che costano complessivamente 700mila euro l’anno
per non fare nulla in quanto il
soggetto giuridico da cui dipendo non può esercitare alcuna attività. E Sviluppo Lazio questi
dipendenti non li vuole. I Comuni neppure. La Regione neanche a parlarne.
Semplicemente vengono pagati per non
produrre. In questi anni di assunzioni folli
nelle due società gli
uffici decentrati sono
stati svuotati di ogni
competenza. Con il risultato che da almeno
due anni non esiste più
un rapporto diretto
con gli operatori turistici, la programmazione viene fatta solo a
livello centrale e un
esercito di dipendenti
cosiddetti pubblici
prende lo stipendio
pur non potendo in alcun modo contribuire
allo «sviluppo e alla
promozione del turismo». E’ un bel risultato per l’economia locale

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