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mercoledì 10 ottobre 2012

NOMINE DELLA POLVERINI ALL'ESAME DELLA CORTE DEI CONTI: I DIRIGENTI AVEVANO I REQUISITI PER RICOPRIRE QUEGLI INCARICHI?






Promozioni “pilotate” alla
Pisana? La Corte dei conti
indaga sulle nomine di tre
manager, Ronghi, Zoroddu e Marra, avvenute,
parrebbe, senza i titoli
previsti dalle leggi e i
requisiti richiesti. E il
procuratore regionale della Corte dei
conti del Lazio ha
aperto un’inchiesta
sui vertici della Pisana che sarebbero
stati nominati dalla
Polverini senza i titoli
pr ev is ti
d   a   l l   e
l eg g i .
Nel mirino della giustizia
contabile ci sono almeno tre
nomine che riguardano il
segretario generale della
Giunta, Salvatore Ronghi, il
capo ufficio gabinetto del
presidente regionale, Giovanni Zoroddu, e il direttore
della direzione regionale
personale, demanio e patrimonio, Raffaele Marra.
Secondo l’articolo 10 del
regolamento regionale
1/2002, per diventare dirigenti regionali bisogna avere particolari requ isit i,
come la
laurea, e
una passata esperienza di
dirigente
nel settore pubblico o
in quello
pr ivat o.
N   e s   s   u n   o
dei tre avrebbe questi requisiti. Ronghi, a quanto
pare, è tra i tre
personaggi il più esposto
con 120 mila euro all’anno.
M ad attirare l’attenzione
del procuratore è la mancanza di una laurea, il requisito minimo previsto dalle
leggi e dai regolamenti regionali per accedere a una
qualifica dirigenziale in Regione.
Nel curriculum vitae, il
segretario generale della
Giunta regionale del Lazio,
Ronghi, alla voce istruzione
e formazione, dichiara di
aver conseguito la «maturità
in un istituto tecnico commerciale». Assunto nel
1975 a seguito di concorso
pubblico a tempo indeterminato dall’Azienda trasporti e mobilità di Napoli,
ex Atan, vanta una unica
esperienza dirigenziale avvenuta due anni prima, nel
1973, quando aveva appena
20 anni. Dice infatti di essere stato «dirigente della società Ro. An di Melito con
responsabilità della gestione delle risorse umane». Gli
altri titoli presentati da Ronghi sono da una parte elettivi, per la sua esperienza di
consigliere regionale della
Campania. E dall’altra sindacali, per la sua militanza
nel sindacato Ugl del quale
la stessa Polverini è stata
segretaria generale prima di
diventare governatrice del
Lazio. Quindi, non sono
quelli previsti dalla normativa regionale. Lo stesso vale per Zoroddu, laureato, ma
senza aver mai fatto il dirigente nel privato o nel pubblico. Unico “merito”, anche in questo caso, la sua
lunga militanza, fin dal
1994, nel sindacato della
Polverini. Per Marra, ex ufficiale della Gdf, ex capo
dipartimento casa della
Giunta Alemanno, il discorso è più complesso. Nonostante quattro lauree e un
curriculum di 12 pagine,
secondo la commissione
che ha esaminato i titoli dei
22 candidati esterni (i 180
dirigenti regionali erano
stati messi fuori gioco da un
cavillo del bando), quindici
concorrenti avevano requisiti migliori. Marra non aveva alcuna «capacità specifica relativa alle competenze
proprie della struttura da
assegnare» (direzione Personale), come «l’esperienza
di gestione delle risorse
umane»

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