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giovedì 18 ottobre 2012

CRISI EVOTAPE: ADESSO I LAVORATORI POSSONO DORMIRE SONNI TRANQUILLI, SONO GARANTITI DALLA......FORNERO!!!!!!






CHIESTO un intervento del
Governo per salvaguardare i
posti di lavoro degli ex dipendenti della Evotape, lo stabilimento di Santi Cosma e Damiano dove si producevano nastri isolanti. A interessarsi della
vertenza Evotape, il cui stabilimento è picchettato dalle maestranze, sono stati i deputati
Liberal Democratici Daniela
Melchiorre e Italo Tanoni, i
quali hanno presentato un’in -
terrogazione al ministro del lavoro Elsa Fornero, affinchè
supporti «le iniziative poste in
essere dagli ex lavoratori dello
stabilimento, eventualmente
considerando la possibilità di
predisporre opportuni strumenti, anche normativi, per far
sì che, in ogni caso, sia riconosciuta come prioritaria una diretta assunzione di responsabilità da parte dei lavoratori licenziati rispetto alla immediata
dismissione del patrimonio
aziendale, soluzione quest’ulti -
ma che nessuna prospettiva è in
grado di fornire a coloro che
sono stati, loro malgrado,
estromessi dall’attività lavorativa». Nell’interrogazione i due
parlamentari ricostruiscono
quello che è stato il percorso
dell’azienda e in particolare rimarcano la costituzione della
cooperativa Manucoop da parte di alcuni degli ex lavoratori,
decisi a predisporre un progetto
per l’utilizzo dello stabilimento
e la ricollocazione dei lavoratori. «Il 17 settembre scorso -
hanno aggiunto Melchiorre e
Tanoni - la cooperativa Manucoop ha, infatti, presentato al
giudice del fallimento una
istanza per l’affitto di ramo
d’azienda rivolta all’intero reparto “taglio”, con patto di riscatto e clausola per l’estensio -
ne all’intero compendio aziendale, così da arrestare la
procedura di vendita già in atto
dei macchinari della Evotape
da parte del curatore fallimentare e permettere agli stessi lavoratori di riprendere, almeno
parzialmente, il loro lavoro.
Nonostante questa volontà dei
lavoratori e un accordo “con
una azienda di primario livello
per garantire commesse sufficienti a far ripartire autonomamente l’impianto”, il giudice
fallimentare ha respinto la proposta avanzata dalla Manucoop, di fatto cancellando una
concreta possibilità per un numero così elevato di lavoratori
di fare ritorno alla propria occupazione. Da qui – hanno concluso i due deputati dei Libera
Democratici - la necessità di un
intervento del governo per non
disperdere una seria possibilità
di lavoro in una provincia, come quella di Latina, già duramente colpita dalla crisi». Un
intervento autorevole che porterà la questione anche in Parlamento, dove si solleciterà un
incoraggiamento dell’uso degli
impianti a dei lavoratori vittime
di una gestione fallimentare
dell'azienda, ma fermamente
decisi a far continuare a vivere
una delle maggiori realtà industriali della provincia di Latina.
La fermezza dei lavoratori è
stata testimoniata dalla dura
protesta inscenata nei giorni
scorsi quando sembrava che alcuni imprenditori volessero
portare via i macchinari dello
stabilimento. Una reazione
che, come si ricorderà, ha visto
anche l’intervento di carabinieri e polizia di Stato. Fortunatamente la situazione è degenerata, ma il nervosismo e la tensione accumulata a causa delle
difficoltà che stanno vivendo
gli operai è più che giustificabile. Intanto il tavolo istituzionale
al quale partecipano anche i
sindaci di Minturno, Castelforte e Santi Cosma e Damiano, la
Provincia e il
Prefetto di Latina, a breve dovrebbe incontrarsi con il cur a t o r e
fal l im e nt a re .
Un incontro
chiesto per cercare di trovare
uno sbocco ad
una situazione
veramente difficile e necessario per cercare
di riaprire uno
st ab il im en to
che ormai ha chiuso i battenti
da circa due anni.
Gianni Ciufo
DA LATINA OGGI DEL 17.10.12

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