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giovedì 11 ottobre 2012

CHIUDIAMO LE COMUNITA' MONTANE!






«E’ giunta l'ora di chiudere non
solo la XVII comunità montana, ma di procedere speditamente verso la chiusura di tutte
e ventidue le comunità montane della regione Lazio, fatta
salva la sacrosanta tutela dei
posti di lavoro dei dipendenti,
che non vanno abbandonati al
loro destino, ma messi in condizione di valorizzare la professionalità acquisita negli anni». E’ questo l’appello lanciato dal segretario del circolo di
Rifondazione Comunista di
Formia, Gennaro Varriale, che
riapre una questione che aveva
già diviso le forze politiche
l’anno scorso tra coloro che si
erano dette favorevoli e quelle
contrari. A riaccendere il dibattito e soprattutto ad avanzare il sollecito affinché venga
soppresso l’ente montano è il
Prc, pronto a denunciare sprechi da parte della provincia di
Latina e della XVII comunità
montana dei Monti Aurunci.
«Parliamo dei 14mila euro
stanziati dalla provincia guidata dal presidente Cusani per la
la pubblicazione del volume
‘La Via dell'Olio in Terra Aurunca’. Nulla si sa di più sulla
richiesta di finanziamento che
sarebbe pervenuta dalla comunità montana. Consultando il
sito della Comunità montana
abbiamo scoperto che l'ente
montano è dotato di un consiglio composto da 21 consiglieri (rappresentanti dei vari comuni che fanno parte dell’ente,
che dovrebbero sedere anche
in consiglio comunale. Alcuni
però non lo sono più  ndr) e
Nicola Riccardelli, quest'ultimo nominato anche presidente, e da una giunta che, oltre al
presidente medesimo, comprende anche un vicepresidente e tre consiglieri, di cui uno è
l'attuale sindaco di Castelforte». Quello che risulta grave
per Rifondazione comunista è
il fatto che non sarebbe possibile conoscere il costo della
parte burocratica, nè conoscere
il bilancio dell'ente, né gli
emolumenti che percepiscono
gli incaricati. «Ci viene impedito di conoscere quanto costa
alla collettività l'esistenza in
vita di un ente che sarebbe
dovuto essere solo un vecchio
ricordo, perché considerato un
ente inutile anche dalla stessa
regione Lazio». Il Prc al riguardo ricorda infatti che nel marzo
del 2012, la Commissione Affari istituzionali aveva messo
all’ordine del giorno la proposta di legge di iniziativa della
giunta regionale, concernente
proprio la soppressione delle
Comunità montane e nell’esta -
te del 2010 la Polverini lo presentò come uno dei primi provvedimenti tesi all’eliminazio -
ne degli enti superflui.
«Peccato che alle parole non
seguano mai i fatti, tant'è che la
vita della XVII Comunità
montana è proseguita senza
come se nulla fosse. Apprendiamo, ad esempio, del bando
di gara per l'affidamento ad un
privato della gestione del rifugio montano denominato
«Pornito-Redentore» in omonima località della frazione
collinare di Maranola nel Comune di Formia, pubblicato
nell'aprile del 2012 sull'albo
pretorio online della comunità
montana e di cui non abbiamo
potuto conoscere l'esito».

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